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Scompare
un uomo, volatilizzato, svanito nel nulla,
all'improvviso. Paolo, trentacinque anni, gentile,
elegante, un'unione sentimentale in apparenza serena,
un lavoro ufficialmente soddisfacente, una posizione
economica a prima vista senza problemi.
Ma
perché è scomparso? Perché non se ne trova traccia?
Un incidente? Una disgrazia? Oppure è fuggito? Oppure
si è ucciso? A inseguire una soluzione, a
interrogarsi su ragioni e sequenze dell'accaduto, a
scandagliare il passato prossimo e remoto alla ricerca
di particolari e retroscena rivelatori, è la cerchia
di persone più vicine a Paolo: la madre, il fratello,
la sorella, la fidanzata, l'ex fidanzata, il migliore
amico.
È
interessante la capacità dell'autrice di presentare
lo stesso individuo, attraverso i vari punti di vista
di chi gli è stato vicino, mostrando come non possa
mai esistere giudizio sugli altri che prescinda dal
proprio vissuto, e come ciò che motiva le azioni più
importanti di ogni singola persona sia incomprensibile
anche a chi gli è più intimo perché non esiste
nessun rapporto o di parentela o di affetto che sappia
davvero sondare in quel mistero che è la coscienza.
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