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Un
faggio spunta dal nulla, nell'arco di una notte, nel
giardino della cantante lirica Sophia Siméonidis:
potrebbe essere il curioso regalo di un ammiratore,
uno scherzo, oppure un lugubre, sinistro presagio. E
quando nel giro di poche settimane quella strada
residenziale di Parigi diverrà teatro di una
scomparsa, di un omicidio e di un macabro nascondino,
ci vorrà molto intuito e un pò di spirito per
riuscire a raccapezzarsi.
Allora
tre storici allo sbando e uno sbirro in disarmo non
saranno forse cosi inadeguati ad affrontare la
situazione, se è vero che - deformazione
professionale - la cosa che sanno fare meglio è
ficcare il naso nei fatti degli altri. E se quel
faggio spuntato misteriosamente nel giardino della
loro vicina può sembrare innocuo e insignificante, se
la repentina scomparsa della donna non preoccupa
nemmeno suo marito, e la vita dei «nostri eroi»
comincia a popolarsi di seducenti quanto enigmatiche
figure femminili, la caparbietà e la fantasia saranno
preziose per arrivare al nero ricordo in cui affondano
le radici dell'albero, e di questa vicenda.
C'è
qualcosa di speciale, nei gialli e nei personaggi di
Fred Vargas: la capacità di fermare con intelligenza
e con spirito quanto c'è di geniale, di goffo e
straordinario nella vita di ciascuno di noi.
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