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Diviso
in quattro movimenti come una sinfonia, Fantasmi
sembra orchestrato e diretto dall'autore con un metodo
di lavoro simile a quello di un compositore.
Protagonista è Morena, una figura femminile
straordinaria e creatrice, che genera la storia e
orienta gli eventi. Morena è insoddisfatta e alla
ricerca di una nuova identità; è anche una donna
smarrita che sente di non avere un'esistenza completa
ed appagante.
La
donna si accorge di aver vissuto in una realtà
costellata di fantasmi e non riesce ad amare perché
nessuno vuole essere amato. Ma lei non si rassegna
all'ipocrisia. L'uomo che ha amato da sempre si è
dissolto nella folla per inseguire i suoi fantasmi di
musicista. E lei da tempo se ne va in giro, naviga sul
mare di questi anni, di città in città, di quartiere
in quartiere, per cercare un approdo. Attorno a lei
ruotano altri personaggi. Ma solo Morena riuscirà a
trovare una terra ferma ove stabilirsi, accogliendo
con indulgenza il caso, la violenza degli uomini e i
doni del loro destino.
Cerami
non ha cercato di nascondersi dietro una struttura
precostituita più facile da percepire, ma meno
"vera". Forse perché dentro tutte le sue
figure (anche i fantasmi) si coglie qualcosa di
autobiografico. Potremmo probabilmente definire
quest'opera un'autobiografia letteraria. Perché
l'autore ha scelto di riversare nel suo "romanzo
della maturità" il vissuto personale, ma non
inteso come l'esperienza diretta, bensì come
patrimonio di conoscenza e di elaborazione della realtà. |