Home > Terzaet@ News > Svago & Divertimenti > Libri > Archivio: lettera F > Félicie

 

Félicie

(di Georges Simenon - Adelphi 2001)

  

 

Se ne sarebbe ricordato in seguito di quell'attimo, e non sempre con piacere. Per anni, in certe ridenti mattine di primavera, i colleghi dei Quai des Orfèvres avrebbero conservato l'abitudine di rivolgersi a lui con un misto di serietà e di ironia: "Senti Maigret" "Che c'è?" "C'è Félicie!". 

 

E allora lui la rivedeva, sottile, con i suoi vestiti chiassosi, i grandi occhi color nontiscordardimé, il naso impertinente, e il cappello poi, quel terrificante cappellino rosso piazzato in cima alla testa con una lunga penna verde cangiante infilzata come una freccia. "C'è Félicie!". Il commissario sbuffava. Lo sapevano tutti che Maigret si metteva a sbuffare come un orso quando qualcuno gli ricordava Félicie.

 

La peculiare capacità dello scrittore belga di costruire intorno ad un’esile storia un quadro sociale preciso, di caratterizzare i suoi personaggi con tratti psicologici che scavano nel profondo delle fragilità umane, di presentare l’investigatore, Maigret appunto, come un uomo ricco di umanità e di calore che ha, e non nasconde, sentimenti di pietà e di affetto per le persone con cui si relaziona, rende la lettura di queste storie sempre arricchente.

 

Sapendo ben calibrare sentimenti e trama, Simenon traccia un bozzetto davvero delizioso di vita paesana, mostrando ancora una volta grande duttilità e ricchezza narrativa, conoscenza profonda degli esseri umani e delle loro debolezze.

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati