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Il primogenito di Ferchaux

(di Amin Maalouf - Bompiani 2001)

 

 

Nella ricchissima produzione letteraria dell'indimenticabile creatore di Maigret, spiccano anche alcuni romanzi gialli che non hanno per protagonista il famoso commissario. Tra questi Il primogenito dei Ferchaux, romanzo tra i più intriganti e misteriosi di Georges Simenon. Scritto nel 1943 e ispirato a fatti realmente accaduti pochi anni prima, il libro ruota attorno alle figure di un commerciante senza scrupoli e del suo giovane e ambizioso segretario.

 

Il primo, Dieudonné Ferchaux, dopo essere partito per l’Africa senza un soldo era tornato in Francia a capo di un vero e proprio impero economico, si era ritirato in Normandia ed era poi improvvisamente sparito nel nulla. Intorno alla sua ricchezza circolavano le voci più disparate: si diceva che avesse goduto di appoggi importanti negli ambienti coloniali, politici e finanziari e che dal suo ritiro di Normandia avesse disturbato con le sue rivelazioni la tranquillità di molti potenti.

 

Era soprannominato il "Satrapo dell'Ubanghi" e pare che una volta avesse ucciso con un candelotto di dinamite tre portatori neri che minacciavano di abbandonarlo. Altrettanto equivoca appare la figura di Michel Maudet, il giovane spiantato che, in veste di assistente di Dieudonné, lo segue nei sui traffici da Caen a Dunquerque e da Tenerife a Panama, dove la vicenda avrà il suo tragico epilogo. Tra i due personaggi si instaura subito una segreta e inquietante complicità, un legame che trae alimento dal lato oscuro del loro carattere e che finirà per travolgerli in un duello senza tregua.

 

Il complicato rapporto tra Dieudonné Ferchaux e Michel Maudet costituisce il fulcro attorno a cui ruota la trama magistralmente costruita da Simenon, a conferma della propensione dell’autore per l’indagine dei segreti dell'animo umano.

 

 

 

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