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Oro rapace

(di Yu Miri - Feltrinelli 2001)

 

 

Il modello delle geishe che tutti conosciamo, il loro modo elegante e raffinato di servire l’uomo giapponese sembra svanire tra le righe di questo libro e sulle strade delle metropoli nipponiche si scorge una donna completamente occidentalizzata. Sostituite anche le cerimonie del tè con gli incontri nelle sale del karaoke, luoghi di ritrovo per cantare insieme su una base musicale seguendo i testi sui video delle Tv.

 

I giovani che l’autore descrive sono simili a quelli della nostra cultura, lontani dai principi canonici come la dignità e l’onore, parole divenute ormai senza senso. Gli adolescenti vivono tra soprusi e criminalità e proprio con un atto di violenza si apre questo libro.

 

L’autore si ispira ad un fatto vero accaduto nel 1997: è la storia di uno stupro commesso da un gruppo di giovani ai danni di una coetanea, che si accorge troppo tardi di essere coinvolta in una simile violenza. I protagonisti principali sono ragazzini dissoluti ed insoddisfatti: Kazuki ad esempio è un quattordicenne ricco e viziato, consuma cocaina e porta al polso un Rolex. Il suo svago principale è cimentarsi nella realtà virtuale e nel tempo finisce col confondere la sua vita con il gioco. Non ha relazioni e scambi di affetti con gli altri: è messo da parte  dagli adulti e con gli amici ha solo rapporti di potere, acquisito grazie alla posizione facoltosa del padre. La sua famiglia è spaccata: la madre li ha abbandonati; il padre gestisce sale per il gioco d’azzardo; Miho, sua sorella, si prostituisce per noia e Koki, suo fratello, presenta deficit mentali.

 

In una società dove viene apprezzato solo chi possiede denaro, che non condanna chi si prostituisce o  spaccia, Kazuki commette vari atti di follia che lo spingono ad uccidere prima il suo cane e poi, durante una lite, suo padre e ad occultarne il cadavere. Il ragazzo perde ogni contatto con la realtà e la sua giovane vita sembra andare alla deriva.

 

Con questo libro l'autore descrive la moderna cultura giapponese, con i suoi limiti e le sue contraddizioni comuni anche a tutte le altre società occidentali e le invita a prestare attenzione sugli imprevisti sviluppi della tecnologia e sulle difficoltà di una generazione cresciuta nella realtà virtuale.

 
 

 

 

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