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Un
giovane poliziotto di Las Vegas, Wayne Tedrow Junior,
arriva a Dallas con 6000 dollari ed un odioso compito
da svolgere, ignaro che sta per immergersi in un
viaggio lungo cinque anni nei retroscena criminali
della vita pubblica americana: a Las Vegas con la
mafia e Howard Hughes, nel sud con il Ku Klux Klan e
J. Edgar Hoover, a Cuba con un carico d'armi, in
Vietnam e di nuovo in patria con una partita di
polvere bianca e nuovi complotti di morte, mentre si
avvicina il 1968.
Il
romanzo, così come è sempre avvenuto per i romanzi
storici classici, propone sia figure storiche che di
pura fantasia e intreccia le azioni degli uni e degli
altri collocandole tutte in un ambiente realistico e
assolutamente verosimile. In questo modo è difficile
distinguere tra verità e finzione, tra denuncia del
malcostume e della criminalità americana degli anni
Sessanta e abilità narrativa, capacità di creare
suspense, costruzione quasi scientifica del delitto,
doti proprie di uno scrittore di gialli.
Il
linguaggio che lo scrittore americano usa è
martellante, l'andamento narrativo intenso e,
talvolta, la riproduzione di documenti ufficiali (di
pura fantasia) che interrompono la storia permettono
ai lettori una specie di tregua; sono un momento di
pausa in uno scoppiettio di situazioni incalzanti. Un
romanzo feroce, epico, dallo stile vertiginoso e
appassionante come ciò che racconta. Un capolavoro
spietato.
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