|
Roy
Strang ha uno scopo nella vita: uccidere il Marabù, un
uccello divenuto nella sua mente il simbolo del Male. Un
compito che non intende svolgere da solo, ma in compagnia di
due fidati amici. Quello che vorrebbe fare è uccidere anche
l'ultimo esemplare, viaggiando nell'Africa nera, sulle
strade del Kenya e nei parchi naturali.
Qualcuno
però cerca di distrarlo dal suo obiettivo: un dottore che
vuole sottoporlo a chissà quale nuovo esame, un'infermiera
che gli racconta le emozioni più intime, una madre che
vuole fargli ascoltare vecchie musiche e canzoni per farlo
"risorgere".
Nato
in una famiglia disastrata e dalle condizioni economiche
precarie, cresciuto in un quartiere periferico della città
di Edimburgo con un padre alcolizzato, emigrato senza
successo con la famiglia in Sud Africa, la vita di Roy non
promette esiti brillanti nemmeno dall'infanzia. Ripercorrere
la sua vita con la memoria senza sentimentalismi e
nostalgie, ma con la visione obiettiva di chi riesce ad
estraniarsi dal passato è l'effetto di una situazione
fisica e psicologica causata dal coma.
Roy
lotta contro il risveglio e contro la vita: vuole rimanere a
fondo e proseguire nelle sue allucinate visioni. Vuole
dimenticarsi della banda di hooligan di cui faceva parte,
dello stupro di gruppo commesso ai danni di una ragazza
indifesa, dell'alcol, dei sensi di colpa che lo hanno
tormentato a lungo fino al punto di arrivare a scelte
estreme.
L'autore
ha trovato un nuovo protagonista delle sue opere: un uomo
sofferente di allucinazioni, deciso a non uscire dal torpore
e a non abbandonare i sogni. Anche in questo romanzo Welsh
sembra compiacersi per le situazioni di violenza e sostenere
i personaggi negativi.
In
realtà, dietro le apparenze, prevale la condanna di questi
atteggiamenti anche se un riscatto completo dei più deboli
non ci sarà. Una cosa, però, è certa: questa volta i
"cattivi" non vincono.
|