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Tolleranza zero

(di John Fante - Marcos y Marcos 2000)

 

 

Ancora una volta Irvine Welsh non delude il lettore che cerca nei suoi libri una crudele quanto ironica critica sociale. Anche in questo nuovo romanzo i fumi allucinati che avvolgono la vicenda, le immagini che si sovrappongono e si dissolvono, sono le visioni di un uomo in coma, isolato dal mondo, ma non così incosciente da non capire che in quel mondo che cerca di trascinarlo "dentro" lui non vuole entrare.

 

Roy Strang ha uno scopo nella vita: uccidere il Marabù, un uccello divenuto nella sua mente il simbolo del Male. Un compito che non intende svolgere da solo, ma in compagnia di due fidati amici. Quello che vorrebbe fare è uccidere anche l'ultimo esemplare, viaggiando nell'Africa nera, sulle strade del Kenya e nei parchi naturali. 

 

Qualcuno però cerca di distrarlo dal suo obiettivo: un dottore che vuole sottoporlo a chissà quale nuovo esame, un'infermiera che gli racconta le emozioni più intime, una madre che vuole fargli ascoltare vecchie musiche e canzoni per farlo "risorgere".

 

Nato in una famiglia disastrata e dalle condizioni economiche precarie, cresciuto in un quartiere periferico della città di Edimburgo con un padre alcolizzato, emigrato senza successo con la famiglia in Sud Africa, la vita di Roy non promette esiti brillanti nemmeno dall'infanzia. Ripercorrere la sua vita con la memoria senza sentimentalismi e nostalgie, ma con la visione obiettiva di chi riesce ad estraniarsi dal passato è l'effetto di una situazione fisica e psicologica causata dal coma. 

 

Roy lotta contro il risveglio e contro la vita: vuole rimanere a fondo e proseguire nelle sue allucinate visioni. Vuole dimenticarsi della banda di hooligan di cui faceva parte, dello stupro di gruppo commesso ai danni di una ragazza indifesa, dell'alcol, dei sensi di colpa che lo hanno tormentato a lungo fino al punto di arrivare a scelte estreme.

 

L'autore ha trovato un nuovo protagonista delle sue opere: un uomo sofferente di allucinazioni, deciso a non uscire dal torpore e a non abbandonare i sogni. Anche in questo romanzo Welsh sembra compiacersi per le situazioni di violenza e sostenere i personaggi negativi. 

 

In realtà, dietro le apparenze, prevale la condanna di questi atteggiamenti anche se un riscatto completo dei più deboli non ci sarà. Una cosa, però, è certa: questa volta i "cattivi" non vincono.

 
 

 

 

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