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A svolgere le indagini del caso è un poliziotto
della Mobile di Bologna: Grazia Negro. Ma non è lei la
figura centrale del romanzo. Come accade nei gialli
dell'autore emiliano, il vero protagonista è l'assassino,
con i suoi pensieri, le sue ossessioni, la sua vita anche
normale; a differenza di ciò che avviene nei tradizionali
gialli "seriali", che prevedono il medesimo
indagatore che assume anche il ruolo di primo attore.
Accanto all’assassino ruotano figure non certo minori:
alcune vittime, il padre e la madre, un vecchio vicino di
casa morto da tempo che solo alla fine si scoprirà essere
una fondamentale figura di riferimento per il killer. Perché
di vero killer professionista si tratta, di un freddo
assassino su commissione, molto abile nel travestirsi e nel
lasciar perdere le sue tracce. Unico tramite con il suo
mandante è una chat via Internet, gestita da un
provider bolognese, dove l'assassino si maschera dietro il
nome di Pitbull. Arrivare alla vera identità di
Pitbull sarà un'impresa difficile, ma il killer lascerà
lungo il cammino qualche piccola traccia.
Sarà
Alex, un
ragazzo curioso che lavora negli uffici del provider
bolognese, a scoprire una di queste tracce, quella
fondamentale. Lui, così tranquillo e mite, con un cane, un
american stafford, identico a un pitbull nell'estetica ma in
realtà buonissimo, dovrà affrontare una situazione
difficile incrociando la sua strada con quella di Grazia.
Tre personaggi disillusi si incontrano per caso mescolando
la disillusione amorosa di Alex (lasciato dalla fidanzata
danese Kristine), con quella sentimentale di Grazia (un po'
stanca del suo rapporto con Simone), e quella esistenziale
di Vittorio, killer sin da ragazzo, ma troppo
"normale" per essere così speciale. Tre
disillusioni che scontrandosi rimetteranno a posto le cose. |