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Un cuore di troppo

(di Aldo Busi - Mondadori 2001)

  

 

All'improvviso un romanzo d'amore imprevisto: autore Aldo Busi, scrittore del dolore, della solitudine e della rabbia. Un amore immaginato, ricordato, un duplice rifiuto e una presenza interiore che viene coltivata, accarezzata con la malinconia di un sentimento reale che non ha potuto avere vita. Ma insieme all'amore c'è l'orgoglio, la dignità che ha disgusto nel vedersi equiparata alla banale grettezza dei comportamenti umani più diffusi.

 

Scenario della vicenda è il Centro Antistress dove uomini e industriali e donne in cerca di mezze emozioni vengono per recuperare il sonno perduto. Qui tutti sono la fotocopia di tutti gli altri. Qui però un uomo si è innamorato di un uomo sposato e proprio qui racconta a un altro uomo la sua passione e la sua delusione.

 

Come il primo era l'uomo più sbagliato di cui innamorarsi, il secondo è il più sbagliato a cui raccontare una storia d'amore, o anche di non amore. Intorno, come sempre nei romanzi di Busi, rifulgono brillanti personaggi di donne, mogli e amanti e figlie e segretarie che sanno tutto, anche quando fingono di non sapere niente dei presunti segreti degli uomini.

 

Questo scrittore, che ha spesso giocato con la sua immagine pubblica sa, da raffinato intellettuale qual è, ben interpretare il compito che deve essere assolto da uno scrittore: produrre opere letterariamente significative ma non dimenticare di offrire la propria capacità di riflessione critica su ciò che avviene nel mondo e Aldo Busi è oggi uno dei riferimenti per chi non accetta né la piattezza culturale né l'arroganza del potere.

 
 

 

 

 

 

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