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A tavola con... Donna Patrizia

(a cura di Patrizia Romano)

 

 

 

Patrizia ha sessant'anni e una grande passione per la buona cucina, «sempre più rara: tutta colpa delle porcherie precotte che ci propinano i fast-food», e per il computer, «il giocattolo preferito della mia vita da pensionata». La vita da pensionata di Patrizia scorre in un quartiere residenziale alla periferia di Roma, vicino al mare. Le sue giornate sono scandite da pranzi, caffè con le amiche e pomeriggi davanti al computer, a curare le pagine del suo sito Internet www.donnapatrizia.com. Un sito di ricette, con una storia cominciata nel 1916.

 

In quell'anno la prima guerra mondiale strappa il capitano Vittorio dalla sua Napoli e lo spedisce in una caserma alpina al confine tra Italia e Austria, insieme a tanti altri soldati che come lui preferirebbero essere altrove. Poco più che ventenne e già ufficiale, Vittorio scrive a sua madre e le chiede di spedirgli da casa le sue ricette preferite. Per vedere se mangiando meglio la guerra passa più in fretta. La mamma spedisce le ricette, i cuochi della caserma le eseguono e i soldati apprezzano. In caserma dilaga una nuova moda. Ogni soldato scrive alla propria mamma e ogni mamma risponde con fiumi di ricette mentre la mensa migliora e il tempo scorre. Nel 1918 la guerra finisce e Vittorio torna a casa con un grande diario. Dentro quel diario le ricette, oltre trecento, ricevute in quei due anni.

 

Col passare del tempo il diario passa dalle mani di Vittorio a quelle di Patrizia, sua figlia. Lei lo conserva da trent'anni in salotto, dentro a una vetrina, e da un anno anche nel Web, dentro al suo sito. «Volevo mettere quel diario a disposizione di tutti e Internet mi sembrava il modo migliore per farlo». Alla vigilia dei 60 anni ha imparato a usare il computer («fa male alla vista, lo so. Però mi piace da matti») e a creare siti web («merito di un ragazzo che mi ha dato qualche lezione privata»). Ha cominciato poco più di un anno fa, quando i suoi tre figli le hanno regalato un PC, e col tempo ha trasformato la sua stanza da letto in una piccola roccaforte dell'alta tecnologia.

 

Da sola ha creato il suo sito di cucina, «pensato come un omaggio a papà» e alle tradizioni di famiglia. «Ogni famiglia ha le sue tradizioni. Raccontatemi le vostre e speditemi le vostre ricette antiche. Sul mio sito c'è spazio per tutti». Ha ricevuto, via e-mail, tante ricette da tante parti del mondo «Senegal, Tunisia, India, Francia. Sono tutte sul mio sito, insieme a quelle di papà». Il suo sogno, lo stesso di suo padre, è dare un pò di conforto a chi vive lontano da casa. «Vivere lontano da casa può essere duro e un buon pranzo può aiutare a sentirsi meglio» dice Patrizia e sa cosa dice «perché ho vissuto per molti anni all'estero e so cosa si prova lontano da casa. Conosco il piacere che danno una bella tavola imbandita e un buon piatto di pastasciutta».

     
di Francesco Margiocco

La Stampa Web 13/02/2002

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