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I cereali di alta qualità
 

Cereali Igp

I cereali sono una denominazione generica di varie piante delle graminacee, i cui frutti, ricchi di amido e sostanze proteiche, forniscono farine di elevato valore nutritivo. Riguardo ai cereali Igp, attualmente sono stati riconosciuti dalla Ue tre prodotti che sono il Farro della Garfagnana, il Pane casareccio di Genzano e il Riso Vialone Nano Veronese.

 

Farro della Garfagnana

 

Sin dal 7000 a.C. le popolazioni mediorientali coltivavano e si cibavano di questo antico cereale, poco diffuso in Italia, che è pianta rustica resistente a climi rigidi e adatta a terre povere, e dunque ben coltivato in zone di montagna e non bisognoso di cure chimiche. Largamente usato dai Romani sia nelle minestre, sia abbrustolito, sia come farina mista a sale, fu poi sostituito da orzo, grano e granoturco ed esiliato in suoli sempre più ridotti e poveri dell'Italia centrale. Come nella Garfagnana, ove il farro è sempre stato prodotto e commercializzato, a dispetto delle mutevoli mode alimentari dei consumatori, più allettati dai cibi più "ricchi" e seducenti; tanto che oggi, con la riscoperta di cibi sani e genuini, tipici della dieta mediterranea, questo cereale è ritornato in modo deciso sulle nostre tavole, con una nuova espansione delle coltivazioni. Usato tradizionalmente per preparare zuppe o torte salate, questo farro prodotto nella provincia di Lucca, ottenuta l'Igp (Indicazione geografica protetta), entra nella fabbricazione di paste o prodotti da forno (dai biscotti al pane). Coltivato senza concimi chimici e con tecniche tradizionali, data l'elevata rusticità della pianta, risulta di fatto un prodotto biologico, sano e sicuro.

Pane casareccio di Genzano

 

L'unico pane italiano Igp è il figlio diretto di quel pane cafone che i contadini locali producevano, nel Comune omonimo, una volta la settimana per il consumo familiare quotidiano, lavorato in cucina e cotto nel forno a legna del proprio casolare, detto soccia. Le pagnotte di "Pane di Genzano", tonde o allungate, prodotte in quantità non inferiori a 50mila quintali, ammaliano da decenni i consumatori della provincia di Roma per le sue peculiari e naturali caratteristiche e per il profumo e la fragranza che rimangono inalterati per più giorni; è un prodotto sano e gustoso, ottenuto da farine selezionate di grano tenero, lievito naturale, sali minerali e acqua, che dalla semplicità e naturalezza trae tutta la sua forza e tipicità.

  

Riso Vialone Nano Veronese

 

è il cereale più coltivato al mondo, con 4 miliardi e mezzo di quintali; in proporzione la produzione italiana non è molta (quasi 11 milioni) ma di alta qualità.  Nell'ambito di queste produzioni è stata riconosciuta dalla UE l'Indicazione Geografica Protetta per una particolare varietà di riso della provincia di Verona: esso proviene, infatti, dall'incrocio delle varietà "vialone" e "nano" e fu ottenuto dalla Stazione Sperimentale di Risicoltura di Vercelli nel 1937. Fu poi introdotto con successo nella provincia veneta dal 1945, tanto che oggi occupa circa il 90% del terreno destinato a risaia. Nel nostro Paese il "vialone nano" per anzianità secondo solo al "balilla", è prodotto su terreni suscettibili di irrigazione della pianura veronese; e grazie anche alla dolcezza e purezza delle acque di fontanile, tipiche della zona, questo buon riso viene tirato su in avvicendamento colturale, riducendo considerevolmente l'utilizzo di presidi sanitari e concimazioni chimiche. In base alle disposizioni di legge, l'Igp ammette solo chicchi selezionati della specie Japonica, razza a ciclo vegetativo semiprecoce, di taglia medio-alta, di granella fine, mutica, perlata, di buona resa. Il cereale viene poi lavorato nelle riserie locali, dirette eredi di quelle "pile da riso" sorte in zona durante il '500 e di cui è sopravvissuto qualche esemplare tuttora funzionante.

 

 

 

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