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Gli Agrumi del Gargano
 

Il suo mare è uno dei più frequentati. La sua Foresta Umbra è un gioiello botanico dove trovare riparo nelle giornate più afose. Ma pochi sanno che lo "sperone d'Italia" vanta una produzione di agrumi millenaria ed è l'unico posto al mondo a regalare succosi frutti anche d'estate. A maggio i profumi degli agrumi in fiore che avvolgono Rodi, Ischiatella e Vico del Gargano sono inebrianti. Aranci e limoni sono però nascosti in piccoli appezzamenti chiamati "giardini". E di questi fondi, che spesso non superano l'ettaro di estensione, s'intravede poco percorrendo la strada vicina all'Adriatica che bagna le frequentatissime spiagge del Gargano. è necessario inerpicarsi su strette stradine che dal mare portano verso l'interno e curiosare dietro cancelli e muretti per scoprire ciò che resta di quel tesoro il cui reddito ai primi del Novecento rappresentava il 45%del prodotto interno lordo del promontorio.

 

Caratteristiche

 

Una vicenda millenaria quella della Duretta e della Bionda, le due arance del Gargano, e del Femminello, il più antico limone d'Italia, di cui si distinguono tre varietà: una, senza semi, è la più rara; un'altra ha buccia sottilissima e polpa succosa; la terza, la più pregiata, ha forma oblunga. In ogni caso è un limone che matura tutto l'anno. Per quanto riguarda la Duretta, specie presente solo in questa zona e il cui nome è dovuto alla polpa dura e croccante, è un'arancia piccola con pochissimi semi che matura tra dicembre e gennaio. La Bionda, invece, raggiunge la maturazione ottimale tra aprile e maggio: è chiamata così per il colore dorato della buccia e, proprio grazie a essa, può rimanere sulle piante anche fino a settembre mantenendosi dolce e succosa. Maturazione tardiva e capacità di conservazione sono dunque le principali virtù di questi agrumi, il cui parente più prossimo sembra essere quell'arancio amaro, detto anche melangolo, piantato sul Gargano dai monaci benedettini intorno all'anno Mille.

Origini

 

Si dice che Melo, principe di Bari, per convincere i Normanni a conquistare le Puglie, nell'XI secolo regalò loro proprio degli agrumi del Gargano. Poi, verso il 1520, dal Portogallo fu importato l'arancio dolce (in dialetto locale il suo frutto è chiamato ancora portogal) e, alla fine del Seicento, frate Filippo Bernardi annotò: «si distinguono Rodi e Vico»

Viene poi fatta seccare naturalmente, al sole, o in essiccatori ad aria calda, con temperature non superiori ai 35 gradi. Le nocciole, dopo essere state essiccate, sono raccolte in silos o in sacchi di juta, in qualche caso sgusciate e surgelate, fino a quando verranno tostate per poi essere utilizzate soprattutto nell'industria dolciaria.   

 

 

Caratteristiche

 

La Nocciola Piemonte Igp si presenta con dimensioni che possono variare da 17 a 21 millimetri. Il guscio è di colore nocciola abbastanza intenso, con striature diffuse ma poco evidenti, relativamente lucido e di medio spessore. L'aroma e il sapore sono finissimi e persistenti. Presenta un elevato valore nutritivo ed energetico: contiene il 14% di zuccheri, il 16% di proteine, il 60% di grassi. Già nel XV secolo, i medici riconoscevano alle nocciole delle proprietà epatoprotettive, cioè benefiche per il fegato. E ne consigliavano l'assunzione prima dei pasti anche per stimolare l'appetito. Infatti, nella civiltà contadina questi frutti erano consumati sia come frutta che come come companatico, e venivano utilizzati per confezionare focacce o per ricavarne l'olio.

 

 

 

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