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AFFATICAMENTO COLLETTIVO
La nevrosi da patente a
punti
Con tutto il rispetto per le
istituzioni, bisogna affermare che alcune
decisioni politiche, non portano solo
miglioramento ma qualche volta una generale
inquietudine che va ad accrescere quello stato
di ansia che oggi va preso in considerazione
come una vera e propria indisposizione sociale.
L'ansia, come ho affermato in più
occasioni, è conseguente allo stato di
preoccupazione conscia e inconscia verso il
futuro.
In occasione del sopraggiungere
di una fra le ultime deliberazioni, quella della
"patente a punti", ho notato un serio
peggioramento nella salute del sistema nervoso
di molti soggetti.
Mi sono posto alcune domande
anche perché mi sono sentito direttamente
coinvolto come automobilista.
Premetto che, in generale, sono
favorevole alla disciplina. La disciplina,
tuttavia, sempre secondo il sottoscritto, deve
essere la conseguenza di una forma di
comprensione o di evoluzione.
Sono invece certamente contrario
alla disciplina che proviene da forme di
repressione.
Naturalmente per la prima forma,
è necessario un maggiore impegno da parte sia
delle istituzioni sia degli educatori e la
presenza di soggetti sensibili ed evoluti,
disposti ad essere di esempio.
Reprimere mi sembra sicuramente
più da involuti, eppure, nonostante il grado di
evoluzione che ci vantiamo di aver raggiunto,
assistiamo spesso a forme di repressione.
Gli automobilisti lo sanno molto
bene, mentre forse non hanno ben presente che
non ci sono solo doveri ma si può vantare anche
qualche diritto. Volendo scivolare in un
discorso di tipo economico come si fa oggi,
oserei sostenere che l’automobilista paga
veramente molto per avere poco se non
addirittura anche sensi di colpa. Paghiamo il
bollo, l'assicurazione, tante ma veramente tante
tasse sulla benzina, i meccanici, i parcheggi
ecc. ecc. e la macchina finisce per diventare un
esempio di come si viva nell'illusione e
nell'inganno.
Presumo che ognuno di noi, almeno
una volta, si sia chiesto, dopo aver sopportato
tre o quattro ore di coda in autostrada, se è
giusto pagare ugualmente il pedaggio per un
servizio che non c'è stato.
Almeno una volta, si sia chiesto
dove finiscono i sodi di tasse che si pagano
sulla benzina, anziché dare diritto ad aver un
parcheggio gratuito, unica concreta via che
potrebbe portare ad usare meno l'automobile.
Almeno una volta, si sia chiesto
se piazzare gli autovelox nascosti sia un
inganno se non addirittura immorale.
Potrei continuare per ore ma
visto che mi occupo di serenità e salute,
dichiaro di aver notato alla presenza della
"patente a punti" un accentuarsi di disturbi
nervosi specialmente nei soggetti più deboli.
Oggi, com'è noto, e, data la qualità della vita,
molti hanno il sistema nervoso fragile.
Concludo chiedendomi se chi
gestisce queste "cose", anche solo per un
attimo, si preoccupa della salute pubblica.
Amadio Bianchi
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