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VARNA
PRANAYAMA
UN'AUTOTERAPIA
CON IL COLORE
Ecco
una tecnica molto semplice, per mezzo della
quale potrete trasformare il vostro
atteggiamento negativo in positivo e "ricaricare
le batterie" conducendo l'energia
universale (prana) a rivitalizzare il sistema
nervoso e il piano fisico.
Sdraiatevi
sul pavimento in posizione di rilassamento (savasana)
favorendo, con il sopraggiungere dell'immobilità,
il rallentamento delle attività fisiche,
emozionali e mentali. Ho già fatto notare in
altre occasioni che quando ci si dispone a
simili pratiche, sarebbe bene scegliere un luogo silenzioso e
confortevole. Meglio evitare di stendersi al
sole nelle ore più calde. In caso di necessità
ci si può coprire. è
bene tenere presente che, durante il
rilassamento, si verifica un rallentamento della
circolazione del sangue ed un abbassamento della
pressione che portano ad una generale sensazione
di freddo. Mantenete la mente quieta ma in piena
consapevolezza. Contemplate il vostro respiro:
fate in pratica da "spettatori" all'aria
che entra nelle vostre narici e che passando nei
condotti nasali scende sino ai polmoni.
Osservate poi il movimento inverso. Continuate
fino a quando siete così assorbiti da questo
movimento da divenire il respiro stesso e
avvertite ogni altra percezione, prima passare
in secondo piano e poi svanire. Siate
consapevoli solo del "soffio", null'altro.
In breve beneficerete di un piacevole stato
estatico. A questo punto sforzatevi di portar
fuori della memoria il vostro colore preferito.
Il vostro colore "psichico" preferito,
non quello che ognuno sarebbe portato a
scegliere in quel momento per vestirsi, legato
ai cambiamenti del piano emozionale, ma quello
profondo che appartiene alla natura essenziale e
stabile, assai poco soggetta a cambiamenti.
Nello stato di assorbimento in cui la pratica vi
ha portato diviene facile individuarlo dentro di
sé. Adopratevi per sviluppare quest’immagine
fino a farla divenire reale, concreta, fruibile
dai vostri sensi interni. Provate a schiarirla
rendendo il vostro colore preferito un pò più
luminoso di come siete riusciti a visualizzarlo.
Ora immaginate che ogni cosa, ad esempio il
mondo degli oggetti che vi circonda e persino l'aria
che respirate, sia di quel colore. In un certo
senso è come se ciò che si riesce a vedere
fosse visto attraverso un filtro e si respirasse
aria colorata. L'aria passando dalle vostre
narici scende nella gola, poi nei polmoni e,
questi organi si colorano del colore preferito
reso luminoso dal vostro precedente sforzo. Poco
dopo l'aria non esisterà ma state movendo per
mezzo del respiro un flusso colorato guidandolo
nel vostro corpo, portandolo nell’area
dell’addome, nel plesso solare. Trattenete
senza sforzo il respiro rimanendo concentrati in
questo punto e poi espellete. Dopo alcune
respirazioni, continuate a muovere il flusso
colorato e condurlo al plesso solare, tuttavia,
mentre trattenete l'aria, una spirale
immaginaria, partendo dall'ombelico si estende
fino a coprire tutta la superficie
dell’addome. Espirate normalmente. Ripetete più
volte ma in seguito, durante l’espirazione,
ipotizzate di spingere il flusso colorato
dall’ombelico verso la periferia del corpo, in
ogni direzione. Dovete insistere fino a
raggiungere una reale sensazione di totale
saturazione. Nell'immaginazione, il vostro
corpo, come un contenitore, deve essere
totalmente saturo di quel colore. Insistete
ancora, sempre allo stesso modo: inspirate aria
colorata portandola al plesso solare e, mentre
trattenete, ideate la spirale in espansione che
partendo dal vostro ombelico va a coprire
l'intera superficie dell'addome; quando
espirate, dal plesso solare immaginate di
spingerla in tutte le direzioni verso la
periferia del corpo; avendo tuttavia già
ottenuto una totale saturazione la immaginate
uscire dai pori della vostra pelle spingendo così
all’esterno ciò che ancora non vi è riuscito
colorare ovvero la vostra residua negatività.
Avverrà così un processo di completa
purificazione psico-fisica.
Al
primo accenno di stanchezza, fermate il processo
d’autosuggestione e ritornate a prendere
coscienza del respiro spontaneo e naturale, del
vostro corpo e della sua posizione. Prima di
iniziare a sciogliere la posizione, procedimento
da sviluppare con attenta gradualità, "esteriorizzate" la vostra coscienza
divenendo consapevoli dei rumori che vi giungono
dall’esterno e della stanza nella quale vi
trovate. Soffermatevi ad ascoltarli, senza
analizzarli: è il suono della vita intorno a
voi. Poi ritornate a prendere coscienza del
vostro corpo ed iniziate a muoverlo con piccoli
movimenti: muovete prima le dita dei piedi, poi
delle mani, ruotate la testa a destra poi a
sinistra ed infine individuate quali sono i
movimenti spontanei che il vostro corpo desidera
fare in quel momento ed assecondatelo. In
seguito portatevi seduti soffermandovi qualche
secondo per lasciare normalizzare la pressione
del sangue ed infine alzatevi.
Dopo
aver svolto correttamente la pratica si può
notare che il contenuto della mente risulta
modificato e rinnovato in positivo.
Amadio Bianchi
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