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La Riabilitazione nella Terza Età

(a cura di Romualdo Carini - Fisioterapista)

 

 
La Riabilitazione nella Terza Età

CONSULTA IL DATA-BASE DEI TERAPISTI DELLA RIABILITAZIONE

Terapia occupazionale ed economia articolare nelle malattie reumatiche


Esercizi e piccoli accorgimenti da praticarsi nel Morbo di Parkinson

La rieducazione neuromotoria di gruppo nel morbo di Parkinson
La rieducazione neuromotoria di gruppo per Parkinsonismi
La Terapia Occupazionale nel Morbo di Parkinson
 

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per "Riabilitazione" si intende quell’"insieme di interventi che mirano allo sviluppo di una persona al suo più alto potenziale sotto il profilo fisico, psicologico, sociale, occupazionale ed educativo, in relazione al suo deficit fisiologico o anatomico e all’ambiente".

In ambito strettamente sanitario, obiettivo della Riabilitazione è quello di ridurre, parzialmente o totalmente, il "deficit" che rende disabile una persona, attraverso l’utilizzo di funzioni rimaste integre, in modo da permetterle di "vivere" al massimo delle sue capacità.

La vita è fatta di esperienze, e quanto più tali esperienze saranno soddisfacenti, tanto più la vita sarà qualitativamente buona. Soprattutto nella Terza Età, quando malattie e difficoltà cognitive e motorie possono ridurre drasticamente la capacità di compiere esperienze.

La Riabilitazione nella Terza Età deve quindi mirare alla "riorganizzazione della vita del paziente anziano colpito da disabilità, in modo che possa compiere il maggior numero di esperienze positive, cioè gratificanti, pur avendo subìto delle limitazioni motorie e cognitive" (da "Gerontologia e Geriatria – Obiettivi e Metodi assistenziali" di F. Cavazzuti – Ed. Ambrosiana). E per raggiungere questo obiettivo si deve intervenire sui bisogni della persona, sul contesto sociale, sull’ambiente fisico e sulla (o sulle) disabilità.

Occorre quindi individuare i bisogni primari del disabile anziano e il modo di soddisfarli; motivarlo e farlo così partecipare attivamente alle attività che gli vengono proposte per ottenere il recupero; fare accettare dalle persone che vivono a contatto con lui la sua "diversità", in modo che soddisfino i suoi bisogni secondari legati al rapporto con gli altri (bisogno di accettazione, di affetto, ecc.); intervenire sull’ambiente in cui l’anziano disabile vive abitualmente (la casa, soprattutto) per eliminare quelle barriere che possono rendere difficili i suoi spostamenti o i movimenti in genere.

Occorre poi intervenire direttamente sulla sua disabilità, intesa come "alterazione della capacità di eseguire un’attività nel modo in cui la esegue la maggior parte delle persone (della stessa età, nelle stesse condizioni psicofisiche, nella stessa situazione socioculturale e dello stesso sesso)…." (idem). Disabilità che è "conseguenza della mancanza di qualcosa che dovrebbe esserci (per esempio mancanza della capacità di muovere braccia e gambe) o della presenza di qualcosa che non dovrebbe esserci (per esempio tremore, rigidità muscolare, ecc.)" (idem).

Trattare questa disabilità significa promuovere la comparsa di attività che prima non c’erano o migliorare quelle indebolite, ma anche cercare di impedire o attenuare quei movimenti patologici che disturbano la vita, non nell’illusione di "farlo tornare com’era prima", ma, come già detto, per "riorganizzare la sua vita" e rendergliela qualitativamente valida.

Si tratta di accompagnarlo in un percorso, caratterizzato da una serie di tappe, superate secondo tempi e motivazioni diversi da persona a persona.

E chi accompagna, con competenza e responsabilità, la persona anziana disabile in questo percorso di recupero e riorganizzazione della propria vita in presenza di una disabilità, deve essere il Terapista della Riabilitazione/Fisioterapista, il solo operatore sanitario in possesso dei requisiti di studio e di legge adatti per un simile intervento. Quindi, è ad un simile professionista che si devono rivolgere l’utente, o la sua famiglia, bisognosi di attività sanitarie di riabilitazione presso centri o a domicilio, diffidando di chi non è in grado di dimostrare la propria qualifica professionale e si spaccia per ciò che non è (sul problema dell’"abusivismo in riabilitazione", prendere visione delle note contenute nel Data Base "Terapisti della Riabilitazione/Fisioterapisti" presente nel sito www.riabilitazioneoggi.com).

 

 

Romualdo Carini – Fisioterapista –

Direttore Responsabile di Riabilitazione Oggi

 

 

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