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La
malattia di Parkinson è una malattia
neurodegenerativa.
I
sintomi principali sono: tremore,
bradicinesia
(consiste in un rallentamento motorio), ipertono
(rigidità), atteggiamento camptocormico
(il paziente è come se fosse ripiegato su se
stesso), disturbo
nella deambulazione
(i passi diventano sempre più corti, ci sono
difficoltà nel cambio di direzione, le braccia
durante la marcia vengono mantenute ferme lungo
il corpo), disturbo
di equilibrio
(il paziente non è più in grado di correggere
la propria postura, è necessario ricordargli
spesso di raddrizzarsi).
Il
programma di rieducazione neuromotoria di gruppo
si prefigge come obiettivi principali di:
-
mantenere mobili e funzionali le strutture
corporee;
-
permettere al paziente di integrarsi con altre
persone che stanno affrontando un problema
analogo al suo (il gruppo favorisce infatti il
confronto e lo scambio di esperienze).
Gli
esercizi che vengono proposti sono specifici e
rapportati
al grado di difficoltà presentato dalla
malattia.
La
sequenza di esercizi proposta è la seguente:
-
Esercizi di riscaldamento;
-
Esercizi di mobilizzazione e coordinazione;
-
Esercizi di equilibrio;
-
Esercizi per la tibio-tarsica (caviglia);
-
Esercizi per la mimica facciale.
ESERCIZI
DI RISCALDAMENTO
Questi
esercizi permettono al paziente di percepire il
proprio corpo, affinché sia poi in grado di
compiere determinati movimenti: ad esempio
l’antiversione e la retroversione del bacino
(spostamento in avanti e indietro), oppure lo
svincolo (la “liberazione” dei movimenti)
dei cingoli (ad es. le spalle, le anche).
ESERCIZI
DI MOBILIZZAZIONE E COORDINAZIONE
Si
sfruttano esercizi di mobilizzazione globale,
associati a movimenti ritmici ed alternati, per
stimolare la coordinazione del paziente.
È
sempre bene iniziare con esercizi semplicissimi.
Dopo aver effettuato varie sequenze di movimenti
simultanei successivi ed alterni, si passa a
serie analoghe combinate.
È
bene favorire il lavoro a coppie o di gruppo,
poiché l’esecuzione collettiva implica un
livello di coordinazione più impegnativo,
dovendo il paziente rapportarsi al ritmo degli
altri componenti del gruppo.
-
Esercizi di marcia sul posto (si evidenzia in
questo modo l’alternanza tra braccia e gambe).
-
Esercizi di coordinazione con il pallone. In
questo esercizio il pallone viene utilizzato per
scandire le fasi del “raddrizzamento
posturale” (posturale = che riguarda una
posizione) e la successione è la seguente:
Paziente
in decubito supino (a pancia all’aria)
Paziente
in ginocchio
Paziente
“cavalier-servente” (con un solo ginocchio a
terra, vedi Figura)
Paziente
in ortostasi (in piedi)
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ESERCIZI
DI EQUILIBRIO
Sarà
compito del fisioterapista trovare una “strada
terapeutica” che dia la possibilità, al
paziente, di impostare nuovamente e nel miglior
modo possibile il cammino e la sua autonomia.
Le
reazioni di equilibrio vengono costantemente
sollecitate, sia nelle situazioni statiche che
dinamiche.
L’equilibrio
viene evocato sia attraverso sollecitazioni
specifiche (esercizi di mobilità del capo e del
tronco, movimenti che producono lo spostamento
del baricentro in tutte le direzioni rispetto
alla base d’appoggio), che potenziando altri
fattori, quali:
-
Coordinazione;
-
Mobilità
articolare;
-
Prontezza
e precisione di risposta (esercizi con il
pallone);
-
Padronanza
dei rapporti con lo spazio in situazioni
dinamiche (percorso ad ostacoli);
-
Propriocezione
(informazioni ricevute sulla pianta del piede).
Gli
esercizi di equilibrio vengono fatti eseguire in
ordine di difficoltà:
-
cammino
con un piede davanti all’altro;
-
cammino
laterale;
-
cammino
laterale con passo incrociato;
-
cammino
lungo un percorso su cui verranno poste
superfici di differente consistenza (materassini
in gommapiuma, tavolette contenenti sabbia,
tavolette di legno, ecc..vedi Figura).
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Quello
che alla fine risulta essere importante, è
l’apprendimento di continui aggiustamenti
posturali, che il paziente deve mettere in atto
per mantenere l’equilibrio.
ESERCIZI
PER LA TIBIO-TARSICA (LA CAVIGLIA).
Il
bilanciamento del corpo inizia dai piedi. Sono i
piedi e le caviglie che ci permettono gli
spostamenti e i continui adattamenti del corpo
nello spazio.
Il
peso del corpo si trasmette al piede attraverso
la caviglia e se il peso del corpo deve essere
bilanciato, la caviglia deve muoversi
liberamente e adattarsi in modo efficiente.
Gli
esercizi per la tibio-tarsica sono numerosi,
tuttavia ciò che li rende efficaci sarà la
modalità di esecuzione: lenta e ritmata.
Sarà
necessario riproporre lo stesso esercizio più
volte per ripristinare i meccanismi automatici.
I
primi esercizi serviranno per migliorare la
funzionalità articolare; quelli successivi
serviranno per rilassare la muscolatura plantare
e per stimolare al massimo le capacità
propriocettive (ricevere informazioni dalla
pianta) del piede sia in statica che in
dinamica.

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ESERCIZI
PER LA MIMICA FACCIALE
Questi
esercizi rivestono una grande importanza per la
vita relazionale del paziente.
Si
prendono in considerazione tutti i muscoli del
viso che esprimono un’emozione, come ridere,
arrabbiarsi, essere pensierosi, ecc…
Esercizi
per la mimica facciale possono essere il
corrugare la fronte, strizzare gli occhi,
mostrare i denti, arricciare il naso, sorridere,
gonfiare le guance anche in modo alternato,
spostare la lingua sopra e sotto le arcate
dentali, spostare la bocca a destra e a
sinistra, mandare baci.
Elena Boccalandro
– Fisioterapista
–
Day
Hospital Istituto Geriatrico Riabilitativo
“Pio
Albergo Trivulzio” – Milano
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