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Per
"Parkinsonismi" si intendono forme di
malattia che assomigliano nei sintomi al morbo
di Parkinson, ma che presentano un decorso
differente, a volte maggiormente invalidante.
La
quasi totalità dei casi di parkinsonismo, in
pazienti anziani, è su base arteriosclerotica.
L’età
avanzata condiziona inevitabilmente la
fisioterapia, perché devono spesso trattare
quadri clinici misti: infatti sovente sono
associate a tali malattie disturbi a carico
dell’apparato cardio-circolatorio,
respiratorio; patologie antecedenti a carico
dell’apparato muscolo-scheletrico; talvolta
anche situazioni di deterioramento mentale.
Gli
esercizi dovranno quindi essere adattati alle
capacità motorie e cognitive della persona.
Per
questi pazienti si predilige la posizione seduta
per l’esecuzione degli esercizi, esercizi
mirati soprattutto a stimolare la coordinazione
dei movimenti e le reazioni di equilibrio.
Il
gruppo, per l’aspetto relazionale è un
fondamentale momento di scambio, di
comunicazione con persone che presentano più o
meno gli stessi deficit e le stesse
problematiche.
Il
fisioterapista stimola i pazienti a parlare
delle loro sensazioni durante la seduta, a
scandire insieme ad alta voce i ritmi degli
esercizi, soprattutto quelli di coordinazione:
si crea così uno spirito di collaborazione, che
induce i pazienti ad incoraggiarsi a vicenda
nelle prove più impegnative.
L’intervento
sull’atteggiamento posturale, avviene
proponendo esercizi di rinforzo della
muscolatura che estende il rachide (il tronco);
esercizi di respirazione; esercizi di svincolo
(liberazione dei movimenti) dei cingoli, che
aiutano a migliorare l’equilibrio per il
recupero dell’autonomia nei percorsi.
Gli
esercizi di coordinazione, come toccare con la
mano destra da seduti la spalla sinistra e
viceversa, oppure sempre da seduti ruotare verso
l’alto e verso il basso le mani appoggiate
sulle ginocchia, vengono proposti in modo molto
semplificato con ritmi di esecuzione più lenti.
Per
la perdita dello schema corporeo (nozione che
l’individuo ha del proprio corpo) vengono
fatti fare esercizi davanti allo specchio.
Tutto
il lavoro svolto in palestra và relazionato
all’attività di vita quotidiana: si stimola
il paziente a rendersi il più possibile
autonomo rispetto ai familiari, a rendersi conto
delle proprie capacità e delle esperienze che
è ancora in grado di vivere.
Il
paziente deve essere spronato ad uscire di casa,
a non isolarsi, ad "usare" il più possibile
il suo corpo.
Simona Castiglioni Fisioterapista
Day
Hospital Istituto Geriatrico Riabilitativo
"Pio
Albergo Trivulzio" Milano
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