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La
Terapia Occupazionale (T.O.) si occupa di
valutare i pazienti nelle loro attività
quotidiane (AVQ), in modo da suggerire le
strategie che permettano loro di essere il più
possibile autosufficienti, nonchè di adattare
l’ambiente in cui vivono al progredire della
malattia.
Gli
ausili
Gli
ausili sono strumenti che aiutano la persona
disabile ad essere completamente o parzialmente
autonoma, rendendo la sua vita simile a quella
vissuta prima dell’insorgenza della malattia e
rendendo più sicure e meno faticose tutte le
attività.
Prima
di scegliere un ausilio, dobbiamo attentamente
valutare le esigenze della persona disabile e le
sue capacità di saperlo utilizzare, ma
soprattutto il grado di accettazione suo e dei
suoi familiari, dati i costi spesso abbastanza
elevati di determinate attrezzature.
Una
volta che è stato individuato il giusto
ausilio, compito del Terapista Occupazionale sarà
quello di insegnare al paziente ad utilizzarlo
al meglio.
In
base allo stadio della malattia si consiglierà
l’ausilio più adatto in quel momento.
Ecco
alcuni ausili adatti alle AVQ (per vestirsi, per
alimentarsi e per l’igiene personale).
Alimentazione
Bicchieri
antiribaltamento, con manici per una miglior
impugnatura e con cannuccia, quando è stata
persa la capacità di portare alla bocca un
bicchiere normale;
Piatti
con bordi alti, per favorire la raccolta del
cibo con la posata, con intercapedine per
mantenerlo al caldo, adatti a persone molto
rallentate. Per evitare che il piatto scivoli si
può utilizzare una tovaglia plastificata.
Le
posate devono avere un'impugnatura più grossa,
rispetto a quelle normali, per favorire una
miglior presa; possono essere utilizzate delle
apposite impugnature di gomma,oppure le
posate normali possono essere infilate in
semplici tubi di gomma o plastica, tagliati su
misura, che rendono l’impugnatura più
voluminosa.
Abbigliamento
Non
vi sono particolari ausili che possano aiutare i
malati di Parkinson a svolgere quest'attività
della vita quotidiana; si possono dare piccoli
suggerimenti per fare meno fatica.
Queste
persone possono presentare problemi di
equilibrio; è, invece, importante che si
sentano sicuri e comodi durante quest'attività,
quindi è consigliabile che le operazioni
riguardanti il vestirsi e lo svestirsi vengano
svolte da seduti.
Un
altro consiglio è quello di indossare indumenti
ampi, che facilitano i movimenti degli arti
superiori, con allacciature semplici (bottoni
automatici o velcro), perché i normali bottoni
possono creare difficoltà di allacciamento, in
quanto necessitano di una buona manualità, che
spesso invece peggiora con l’aggravamento
della malattia.
Quanto
detto è valido anche per le cerniere, che basta
sostituire, quando cominciano a creare difficoltà,
o modificare aggiungendo un anello di dimensioni
più grandi rispetto al cursore per facilitarne
la chiusura.
Il
velcro può sostituire le normali allacciature
delle calzature (le stringhe).
Per
infilare le scarpe stando seduti e senza dover
piegare il tronco, si consiglia di utilizzare un
calzascarpe lungo ed un infilacalze per quanto
riguarda le calze.
Igiene
personale
Tutti
gli oggetti d'uso quotidiano devono essere posti
in modo tale che il paziente possa raggiungerli
con facilità. Alcuni ausili utili per espletare
questa attività quotidiana sono: le
impugnature di gomma, descritte precedentemente
per le posate, sono comode anche per gli
spazzolini, i rasoi, i pettini. Si possono
trovare anche delle apposite prolunghe per
spazzole e pettini, per coloro che hanno i
movimenti delle spalle ridotti.
Per
lavarsi è comoda la spazzola o la spugna con il
manico lungo.
Per
ridurre il rischio di scivolare nella vasca da
bagno o nella doccia, è consigliabile
l’utilizzo di tappetini antiscivolo e di
seggiolini.
La
casa
Per
mantenere la propria autonomia, è necessario
che l’ambiente in cui la persona vive sia
sicuro, non presenti ostacoli. Vediamo come
dovrebbe essere ogni stanza della propria casa.
La
cucina, soprattutto per le donne, è
l’ambiente in cui si vivono molte ore della
giornata.
I
primi accorgimenti da tenere presenti sono:
Non
avere mobili pensili troppo alti, in caso
contrario possiamo lasciare gli oggetti più
usati direttamente sul piano di lavoro, oppure
utilizzare un’apposita pinza per afferrarli
quando sono in alto.
è
meglio adottare dei fornelli in vetroceramica,
molto pratici e sicuri.
I
piani di lavoro devono essere di materiali
resistenti al calore per appoggiare stoviglie
anche bollenti.
Il
rubinetto deve essere dotato di “doccino”
con prolunga, in modo da riempire la pentola
lasciandola direttamente sui fornelli, poiché,
se messa direttamente sotto il rubinetto, una
volta piena risulterà troppo pesante e quindi
faticosa da spostare.
Le
maniglie dei cassetti e delle antine devono
essere facili da impugnare, quindi non essere
troppo piccole.
Un
carrello portavivande sarà comodo per servire a
tavola i piatti.
Il
soggiorno è, in genere, il secondo
locale dell’appartamento in cui si passa la
maggior parte della giornata.
In
moltissimi casi in questo locale si trovano un
tappeto. Questo è uno dei primi “componenti
d’arredamento” da eliminare, perché
pericoloso per i malati di Parkinson, i quali
hanno difficoltà a sollevare i piedi durante il
cammino.
Gli
spazi devono inoltre essere ampi, in modo che
siano liberi di circolare liberamente nella loro
casa.
Altro
accorgimento utile, è quello di non avere sedie
o divani bassi,
per evitare che facciano troppa fatica a passare
dalla posizione seduta a quella eretta. Meglio
ancora se le sedie hanno dei braccioli per
facilitare il passaggio sopra descritto.
Un
oggetto posto solitamente in soggiorno, ma anche
in altre stanze della casa, è il telefono: per
ridurre la difficoltà a schiacciare i tasti, si
può procurarne uno con una pulsantiera più
grossa, facilitando così l’operazione.
Nel
bagno si possono utilizzare ausili molto
utili per la sicurezza del paziente.
I
principali sono:
·
Seggiolini per vasca da bagno o per doccia,
i quali permettono al paziente di lavarsi senza
pericolo di scivolare o cadere.
·
Tappetino antiscivolo da inserire nella vasca e
nella doccia, per ridurre il rischio di cadute
nel passaggio dalla vasca o dalla doccia a
fuori.
·
Un maniglione, all’interno della vasca o della
doccia, può essere utile per gli stessi motivi
presentati nei due punti precedenti. A volte può
essere utile avere un maniglione vicino al water
o al bidè per aiutarsi a rialzarsi.
Per
permettere al paziente di sollevarsi dal water
autonomamente, possiamo utilizzare un alzawater
con o senza braccioli.
·
I rubinetti devono essere facili e comodi da
aprire, al contrario si può utilizzare un
apposito
ausilio.
· Per
una maggiore sicurezza, si consiglia di mettere
un campanello d'allarme per i momenti in cui il
paziente si può trovare in difficoltà.
· Il
sollevatore si utilizza negli spostamenti
dalla carrozzina alla vasca o al letto, quando
il paziente ormai non è più in grado di
muoversi autonomamente.
La
stanza da letto, così come il soggiorno,
non deve avere spazi troppo stretti, dovrebbero
invece essere tenuti presenti
in essa i seguenti accorgimenti.
·
Il letto non deve essere né troppo basso né
alto; nel primo caso, per alzarlo secondo
necessità dobbiamo usare o un materasso più
alto, oppure dei semplici rialzi da porre sotto
i piedini del letto; nel secondo caso è
sufficiente tagliare (quando ovviamente è
possibile) leggermente i piedini dello stesso.
·
Le aperture degli armadi e dei cassetti devono
essere pratiche e di facile impugnatura.
·
Per
alzarsi dal letto, nel caso si faccia fatica, si
può utilizzare una “staffa” o
“giraffa”; nel caso diano fastidio le
coperte quando ci si alza o ci si deve rigirare
nel letto, e quando il paziente è allettato,
possiamo utilizzare un archetto alzacoperte.
Quest’ultimo è utile insieme al materasso
antidecubito per prevenire ulcere da decubito
(le cosiddette piaghe).
·
Gli scendiletto o i normali tappeti da camera,
come già descritto per il soggiorno, devono
essere tolti per facilitare la deambulazione e
prevenire le cadute.
Questo
è quanto per ciò che riguarda gli ausili per
le AVQ e per gli accorgimenti da adottare nelle
abitazioni.
La
Terapia Occupazionale propone però anche degli
esercizi di manualità fine, per mantenere una
certa funzionalità delle mani, utile per
svolgere tutte le normali azioni quotidiane. Per
effettuare gli esercizi che proponiamo si
possono utilizzare oggetti che ognuno di noi
possiede in casa.
Elenchiamo
una serie di esercizi che si possono fare anche
da soli.
·
Utilizzando dei semplici bottoni, raccoglierli
alternando le dita (pollice-indice,
pollice-medio, e così via), partendo prima da
quelli un po’ più grossi, aumentando poi la
difficoltà con quelli più piccoli. Lo stesso
esercizio può essere fatto sostituendo i
bottoni con della semplice pasta corta.
·
La pasta può anche essere infilata pezzo
per pezzo in un filo, così da creare una
collana.
· La
scrittura è un buon esercizio per mantenere la
manualità fine e per continuare a poter
scrivere. Le persone affette dal Parkinson, con
l’aggravarsi della malattia modificano infatti
la loro scrittura, facendola diventare
praticamente illeggibile (micrografia).
·
Seguire i contorni di un disegno, o di figure
prestampate, con un pennarello, con una penna
oppure incollando un pezzo di lana o di corda
lungo il contorno stesso.
Nel
caso il paziente non riesca ad impugnare la
penna, gliene si può dare una con
impugnatura grossa; nel caso in cui non
riesca neanche con quella, gli si può far usare
o la macchina da scrivere o il computer.
Elisabetta
Perego – Terapista
Occupazionale
Day
Hospital Istituto Geriatrico Riabilitativo
“Pio
Albergo Trivulzio” – Milano
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