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Il cardiologo OnLine

A cura del:

Dott. Vladimir Guluta



Aritmia sinusale, è un’anomalia pericolosa?

(18.08.2017 - 12:44)

Gentile dottore,
mia moglie 76 enne era affetta da fibrillazione atriale fino al 2007. Da quel tempo assumendo giornalmente flecainide, sotalolo blopress, non ha più avuto episodi di aritmia (FA).
Da qualche tempo (10 anni) su consiglio del cardiologo e con suo addestramento ho acquistato un piccolo elettrocardiografo per controllare nel tempo l’andamento della cura.
Ora in assenza (per ferie) del cardiologo di fiducia, ho riscontrato una aritmia sinusale (le onde P sono sempre presenti e non compaiono onde P non seguite da QRS). Mia moglie è praticamente asintomatica. La frequenza cardiaca minima è 40 BPM mentre la massima è 80.
Ho provato a farle assumere 2 bustine al giorno di polase (magnesio e potassio) e l’aritmia si è ridotta a brevi episodi, 2 - 3 volte al giorno.
Non vorrei accedere al pronto soccorso per paura che mi alterino l’equilibrio terapeutico (precario?) raggiunto dal 2007.
In attesa del ritorno del suo cardiologo chiedo se è un’anomalia pericolosa e se devo portarla comunque al pronto soccorso.
La ringrazio anticipatamente per un suo consiglio

Lettera non firmata

Gentile lettore,
l'aritmia sinusale, nella stragrande maggioranza dei casi è un'aritmia banale. La cosa più importante da sapere è che questa variante del ritmo non ha nulla a che vedere con la fibrillazione atriale.
Aspettate il rientro del vostro cardiologo. Forse sarebbe opportuno eseguire una registrazione Holter-ECG/24 ore per avere un’immagine più ampia sul comportamento del ritmo e della frequenza cardiaca.
In attesa proseguite la terapia in atto.

Dott. Vladimir Guluta


Variazione dell'ECG (assenza di onda S in D1) dovuta all'età?

(06.08.2017 - 22:05)

Buon giorno dottore,
ho 80 anni e sono portatore di stent all'arteria circonflessa, che mi è stato impiantato nei 2004.
Periodicamente mi sottopongo a prove da stress che fino a quest'anno si sono dimostrate negative.
All'ECG a riposo che si fa prima dello stress ho notato una differenza tra l'ultimo ed i precedenti. Assenza ond S in D1. Il cardiologo non ha dato importanza.
Per curiosità le chiedo se è un reperto tipico dei vecchi o può essere utile una ulteriore visita cardiologica.
La ringrazio vivamente e invio cordiali saluti

Alessandro

Egregio Alessandro,
sembrerebbe che l'arteria trattata nel 2004 sia aperta e che le altre arterie del cuore abbiano un buon flusso di sangue. Per dare una spiegazione alla variazione dell'ECG (assenza di onda S in D1) avrei bisogno di vedere i tracciati precedenti e l'ultimo.
Ad ogni modo, una variazione elettrocardiografica che si identifica in un'unica derivazione (solo nella derivazione D1 nel caso suo) non ha grande valore.
Penso che possa stare tranquillo. Questo aspetto non ha nulla a che vedere con l'età.
Grazie di avermi consultato

Dott. Vladimir Guluta


Perenne sensazione di affaticamento al cuore

(05.08.2017 - 18:49)

Buonasera dottore,
mi chiamo Marco e sono un ragazzo di 45 anni. Sono ormai cinque anni che ho come la sensazione di affaticamento al cuore e delle extrasistoli, le quali negli ultimi anni si sono attenuate, ma rimane sempre questo affaticamento al minimo sforzo in qualsiasi campo.
Ho fatto tutti gli esami del caso, dall'elettrocardiogramma all'ecografia, all'holter 24/h, alla prova da sforzo, ma non è risultata nessuna problematica.
Ho perennemente tutto il giorno questa sensazione di cuore che a volte batte più velocemente al minimo sforzo, a riposo quasi come se si fermasse, sensazione sgradevole che mi comporta un po' di problemi in ambito sociale e lavorativo.
Mi è sempre stato detto che si tratta di ansia somatizzata, ma quello che mi chiedo io è possibile che l'ansia non mi lasci neanche un minuto ormai da cinque anni con queste sensazioni?
Dottore, in aggiunta di quello che ho detto, volevo premettere che ho un prolasso della valvola mitrale, ma senza insufficienza.
Grazie per una sua eventuale risposta.

Marco

Gentile Marco,
la sento molto preoccupato per i sintomi che avverte. Dall'altra parte ha eseguito tutte le più comuni indagini cardiologiche che non hanno rilevato nulla di patologico. Penso che sotto il profilo cardiologico può stare tranquillo.
Il prolasso senza insufficienza mitralica, per il momento non desta preoccupazione. Si deve controllare nel tempo con l'esame ecocardiografico.

Dott. Vladimir Guluta


Un cuore grande da sportivo può causare un infarto?

(29.07.2017 - 17:26)

Buongiorno dottore,
uno sportivo (ciclista) può avere un infarto per colpa del cuore troppo grande a causa dello sport?

Claudio

Carissimo Claudio,
prima di tutto bisogna sapere che non tutti gli sport ingrossano il cuore.
Secondo, l'ingrossamento del cuore dovuto allo sport non è una cosa patologica, ma l'adattamento del muscolo cardiaco allo sforzo fisico indotto dall'attività sportiva.
Terzo, l'infarto che avviene negli sportivi, di solito è dovuto alla malattia delle coronarie (le arterie del cuore) legata ad altre cause e non allo sport in se stesso.
Per rispondere alla sua domanda: l'infarto dello sportivo non è causato dal cuore troppo grande a causa dello sport.

Dott. Vladimir Guluta


Un antiaggregante è consigliabile ad un iperteso?

(25.07.2017 - 18:54)

Egregio dr Guluta,
vorrei sapere se lei consiglia il cardirene ad un uomo di 57 anni che è iperteso, con leggero ipercolesterolemia, ma che non ha mai avuto episodi di cardiopatie.
Il cardiogramma è nella norma, anche ecodoppler, ma riscontrato lievissime placche sulle carotide.
Gradirei suo parere, grazie

Lettera non firmata

Un maschio (rischio cardiovascolare più alto rispetto alle femmine) di 57 anni, affetto da ipercolestrolemia deve essere protetto contro la malattia arteriosclerotica... che è già iniziata (placche arteriosclerotiche a livello delle carotidi identificate all'esame ecodoppler).
L'antiaggregante (aspirina, nome commerciale Cardirene, Ascriptin, Cardioaspirin, ecc.) è uno dei farmaci da utilizzare.
Grazie di avermi interpellato.

Dott. Vladimir Guluta


La cardioaspirina può essere usata anche per artrosi e infiammazione ai denti?

(15.07.2017 - 11:56)

Egregio dottore, volevo sapere se chi prende la cardioaspirina può beneficiare dell'acido acetilsalicilico per curarsi anche l'artrosi cervicale o una infiammazione ai denti. È possibile questo? La saluto e la ringrazio.

Letizia

Gentile amica del nostro sito, le compresse di Cardioaspirin contengono 100 mg di acido acetilsalicilico, comunemente chiamato "aspirina". Per la protezione delle arterie (effetto antiaggregante) sono sufficienti i 100 mg di aspirina al giorno, mentre per combattere il dolore (effetto analgesico) oppure un'infiammazione (effetto antinfiammatorio) questo dosaggio può non essere sufficiente. A questo punto, se necessario, si assumono dosi supplementari. Attenzione però a non fare uso di questo farmaco a stomaco vuoto e in dosaggi esagerati; il farmaco (come tanti altri analgesici ed anti infiammatori) potrebbe avere degli effetti indesiderati a volte anche gravi. Veda i particolari con il suo Medico Curante.

Dott. Vladimir Guluta


Insufficienza aortica

(23.06.2017 - 18:04)

Gentile Dottor Guluta,
sono un signore di 33 anni e sono affetto da lieve aritmia da ansia e insufficienza aortica di grado moderato a seguito di malattia reumatica (endocardite streptococcica) acuta contratta venti anni fa.
Le Riporto i valori dell' Elettrocardiogramma: Frequenza ventricolare 60, Int PR 147 ms, Durata QRS 106 ms, QTQTc 356408 ms, Assi P-R-T 60 60 45.
Ecocardiografia: Normale il tempo di conclusioni Av e RIV. Ventricolo sinistro con volumetria cavitaria, spessori parietali e cinesi, sia globale che da segmentazione nella norma. Atrio sinistro e sezioni destre normali (TAPSE 23 mm). Lieve rigurgito tricuspidale. Soffio protodiastolico in mesocardio. Pressione arteriosa: 118 / 70. FE 67%. Ventricolo sinistro: diastole 52 mm, sistole 32. F.A. 40 Setto i.v. 10 Parete 10.
Sono in terapia da cinque anni con B-bloccante (Cardicor 2,5) e mi è stato consigliato da settembre per ridurre il rigurgito e il post-carico l' ace inibitore Ramipril (Triatec 5 mg) o Lisinopril (Zestril) la sera.
Il mio medico di famiglia mi ha consigliato di iniziare la terapia con un farmaco sartano più tollerabile, gravato da minori effetti collaterali e non provoca tosse stizzosa rispetto al Ramipril.
Vorrei sapere cortesemente, se necessito di iniziare la terapia con vasodilatatori e tra il farmaco sartano (Valsartan) o ace inibitore (Lisinopril-Ramipril) che mi consigliate come principio?
Cordiali saluti

Nicola

Caro Nicola,
la sua valvola aortica funziona male a causa della malattia infettiva che la coinvolta alcuni anni or sono. Precisamente, i tre foglietti che formano la valvola e "regolano" il flusso del sangue non si chiudono più alla perfezione. Una buona quantità di sangue, dopo essere stata espulsa dal cuore nell'aorta ritorna nel cuore proprio a causa di questa "perdita" della valvola aortica. La disfunzione sembra accettabile (insufficienza moderata come riportato nella sua lettera).
In più, il cuore non è dilatato e la funzione di pompa è perfetta. In queste condizioni si può ancora aspettare per intervenire (sostituzione della valvola aortica).
Le consiglio un controllo ecocardiografico ogni 6 mesi. La terapia medica ha un' effetto limitato. Immagini una perdita di un rubinetto. Inutile lavorare sul lavandino. Solo interrompendo la perdita d'acqua non si allagherà più la cucina. Se il Ramipril le provoca tosse può assumere il sartanico.
Attenzione (soprattutto nei mesi molto caldi dell'anno) ad evitare l'ipotensione.
La cosa più importante: eviti che la valvola si possa infettare di nuovo.

Dott. Vladimir Guluta


Stati ansiosi con attacchi di panico e idee suicide

(22.06.2017 - 11:47)

Mia madre ha 78 anni e da circa 2 anni soffre di stati ansiosi con attacchi di panico e idee suicide, queste ultime verificatesi da circa 6 mesi.
Premetto che è portatrice di pace maker ed è reduce da un infarto verificatosi 2 anni fa in seguito alla morte del suo cane. Non ha riportato danni alle coronarie. Adesso lamenta disturbi del sonno, inappetenza, stitichezza alternata a episodi di diarrea.
Da diverse settimane accusa un dolore fortissimo alla bocca dello stomaco che le provoca difficoltà respiratoria. Ha sempre le gambe "molli", dice lei, e astenia. Rifiuta le medicine e come antidepressivi, prende solo lexotan 15 gg 3 volte al dì. Oltre ovviamente alla cardioaspirina, gastroprotettore, pillola della pressione e colesterolo. Oggi in neurologo mi ha consigliato cidilin 1000 fiale e epargriseovit.
Volevo un consiglio perchè sono veramente disperata, in quanto non la lascio mai sola per paura che si faccia del male.
Grazie per l'attenzione.

Carmela

Gentile Signora Carmela,
Sua madre è affetta da patologie importanti. Attualmente, quella che necessita particolare attenzione mi sembra che sia quella psichiatrica.
Le consiglio di farla visitare da uno specialista in questo campo e non da un neurologo (che si occupa di malattie completamente diverse).
Prima di incontrare lo psichiatra consiglio di eseguire una TAC dell'encefalo senza mezzo di contrasto.
Grazie per avermi interpellato e spero che i miei consigli possano portare ad un miglioramento dello stato in cui si trova sua mamma e tutti quelli che la portano nel loro cuore.

Dott. Vladimir Guluta


Ho un dolore costante alla parte sinistra sotto il cuore

(21.05.2017 - 10:58)

Gent.mo Dott. Guluta,
sono Gianni di anni 83. Ho un dolore costante alla parte sinistra sotto il cuore, con respirazione difficoltosa ed effettuando ricerche ho ipotizzato che si possa parlare "Regio Inquinalis". Ovviamente sono solo ipotesi fatte dal sottoscritto e quindi di poco valore.
Prendo abitualmente, per la pressione, Visken. La pressione attuale, dopo aver preso la pastiglia è: 133 mass., 84 mini., battiti 56. Volevo sapere se poteva gentilmente indicarmi un modo corretto su come comportarmi a riguardo?
Cordiali saluti

Gianni

Gentile Gianni,
"un dolore costante sotto il cuore" non dovrebbe avere nulla a che fare con il cuore. Consiglio di farsi vedere dal Medico Curante.
La pressione arteriosa e la frequenza cardiaca mi sembrano ottime con la terapia medica in atto.
Buona giornata

Dott. Vladimir Guluta


Sento i battiti del mio cuore nella pancia!

(18.05.2017 - 22:41)

Salve dottore,
sono un ragazzo di 25 anni e vengo da un periodo brusco della mia vita. Mi sono lasciato con la mia ragazza. Ho avuto ansia e attacchi di panico, gastrite nervosa e anche insonnia. Insomma un disastro!
Ho avvertito spesso anche un po' di battiti accelerati in base al mio umore. Sembrava andasse meglio quando nasce uno strano battito che avverto nella pancia dall’ombelico in poi. Lo avverto più intenso quando mi sforzo, ma anche da seduto e rilassato avverto questo fastidio. Sento i battiti del mio cuore nella pancia, insomma.
Volevo chiedere cosa può essere. Le dico anche che ho il colesterolo altino e prendo degli integratori per regolarizzarlo. Sono un po' smanettone e ho letto su internet il rischio di un’aneurisma all’addome.
Mi faccia sapere, la ringrazio anticipatamente.

Riccardo

Gentile Riccardo,
gli attacchi di panico e di ansia andrebbero curati. Anche il colesterolo deve essere portato entro i valori della normali.
Per la sensazione di sentire dei battiti nella pancia" sarebbe meglio farsi visitare dal Medico Curante. Se lui riterrà opportuno la indirizzerà ad uno specialista.
Mi tenga al corrente

Dott. Vladimir Guluta


Tachicardia

(08.05.2017 - 11:57)

Buongiorno dottore,
ho 27 anni e da tre settimane soffro di tachicardia e almeno tre volte al giorno mi viene molto forte. Un mese fa ho effettuato elettrocardiogramma e ecocardiogramma, ma sono nella norma.
Cosa può essere? Mi viene sia a riposo che se sto in movimento.

Patrizia

Cara Patrizia,
bisogna registrare la tachicardia per capire qual è il disturbo elettrico che la genera.
Consiglio una registrazione Holter-ECG/24-48 ore da eseguire prima possibile. Quando conosceremo "come si chiama" questa tachicardia potremo farle sapere qual è la migliore terapia.
Cordiali saluti

Dott. Vladimir Guluta


La cardioversione elettrica può causare o aggravare l’ipoacusia?

(14.04.2017 - 17:48)

Gentile dottore,
la cardioversione elettrica può causare o aggravare l’ipoacusia?
Grazie

Lettera non firmata

Gentile Signore,
che sappia io la cardioversione elettrica (CVE) di per sè non causa e non aggrava un'ipoacusia.
Mi interesserebbe sapere però se la CVE è stata eseguita per curare una fibrillazione atriale (procedura programmata), oppure per rianimare il paziente in arresto cardiaco (procedura eseguita in emergenza)?

Dott. Vladimir Guluta


Ipertensione arteriosa e colesterolo alto

(14.04.2017 - 11:56)

Gentile Dottore,
da un esame del sangue i valori di vitamina D sono 13,32. Significa che c’è una carenza?
Siccome sono iperteso con livelli di colesterolo alto, la cosa potrebbe essere correlata? Devo assumere integratori?
Grazie

Alberto

Gentile Alberto,
Lei ha due patologie importanti, due fattori di rischio maggiori per la salute delle arterie; si tratta dell’ ipertensione arteriosa e del colesterolo che è arrivato a valori troppo alti nel sangue (ipercolesterolemia). Bisogna fare di tutto per abbassare la pressione. Questo si ottiene con modificazioni dello stile di vita e con farmaci specifici. L’identica strategia si deve seguire anche per il colesterolo. Magari fosse così semplice curare queste due pericolose minace della nostra salute con l’assunzione di vitamina D…
Negli ultimi anni sono stati pubblicati molti lavori che hanno dimostrato effetti più o meno “miracolosi” della vitamina D. Da qui a considerarla la pozione magica, la strada è lunga.
Piuttosto consiglio di eseguire un fondo oculare, un ecodoppler TSA e il dosaggio della creatininemia nel sangue per valutare lo stato di salute delle sue arterie che hanno funzionato ad alta pressione e portato sangue con un contenuto tropo alto di colesterolo.
Se ne avrà voglia, quando saranno pronte le risposte delle suddette indagini… mi faccia dare un’occhiata.
Buona giornata

Dott. Vladimir Guluta


Aritmia cardiaca, perchè nonostante il farmaco gli episodi continuano?

(30.03.2017 - 20:23)

Salve,
mi hanno diagnosticato un’aritmia cardiaca che sto curando con un farmaco almarytm, ne prendo una pastiglia da 100 alle 8 e una alle 20, ma cmq durante il giorno ho episodi di aritmia, se mi stresso o mi muovo male, anche come sto a letto, insomma attività normali diventano causa di episodi.
La testa mi gira, mi sale una sensazione di vomito e il braccio sinistro mi fa male solo fino al gomito e mi manca il respiro e la schiena mi dà fastidio.
Ho anche un problema di reflusso. Ho ridotto il fumo e mangio più regolare. Perchè nonostante il farmaco gli episodi continuano? E il fatto che il mio ventricolo sinistro è leggermente più grosso è un problema?
Grazie

Aurelio

Mi sarebbe piaciuto sapere quanti anni ha e se, a parte il fumo, ci sono altri fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, diabete mellito, alti valori del colesterolo e/o dei trigliceridi, sovrappeso/obesità, ecc.). Mi sarebbe stato molto utile anche sapere le dimensioni dell'atrio sinistro. Il termine "ventricolo sinistro leggermente più grosso" è molto generico...
La fibrillazione atriale ha molte soluzioni terapeutiche.
Il fatto di assumere Almarytm e continua ad avere "aritmia" non vuole dire nulla. Consiglio una visita da uno specialista in aritmie (aritmologo), l'unico in grado di valutare bene il suo caso ed indicare la terapia migliore.
Cordiali saluti

Dott. Vladimir Guluta


Farmaci per la cura della fibrillazione atriale

(29.03.2017 - 10:37)

Buongiorno,
mia mamma, di 79 anni, soffre di fibrillazione atriale ed, attualmente, sta seguendo la terapia con 1/2 compressa di coumadin al giorno ed esami del sangue ogni 15 giorni per monitorare i valori.
Era in lista per la cardioversione, ma, al ricovero in ospedale, il cardiologo ha proposto di andare avanti con il coumadin, evitando la cardioversione.
Ho letto che esistono altri farmaci, da poter assumere al posto del Coumadin, che sembrerebbero avere meno controindicazioni e che non necessiterebbero di monitoraggio continuo dei valori del sangue, pertanto, vorrei sapere se esistono veramente e se, secondo il suo parere, funzionano come il Coumadin.
Grazie, cordiali saluti

Loredana

Gentile Loredana,
i farmaci a cui si riferisce esistono. Sono più comodi da assumere; dosaggio fisso, senza controlli periodici di laboratorio e meno "disturbati" dai cibi della nostra alimentazione.
Sono però molto più costosi... Nel tentativo dello Stato di risparmiare ad ogni costo non viene consigliato spesso...
Se non ci sono controindicazioni (come la patologia stenotica della valvola mitralica, una severa alterazione della funzione renale, ecc.) potrebbe essere assunto anche da sua mamma. Ne parli con il vostro cardiologo di fiducia.

Dott. Vladimir Guluta


Un'ESA può creare disturbi di carattere cognitivo in una donna molto anziana?

(12.03.2017 - 13:23)

Buongiorno,
mia nonna, circa tre anni e mezzo fa, ha avuto un'ESA. Da allora, proprio a seguito di questo problema di salute di natura vascolare, ha assunto negli anni diversi farmaci, tra i quali il serenase (la sera) e, soprattutto, il deniban, prescritto da un neurologo a seguito di test di carattere cognitivo e psicomotorio. Mia nonna ha assunto il deniban per diversi mesi (2015).
Vorrei chiedervi questo: un'ESA può creare disturbi di carattere cognitivo in una donna molto anziana (88 anni) che però si alternano con momenti di lucidità?
Il deniban, in casi come questo, è un buon farmaco? Faccio notare che mia nonna è sempre stata, sino al 2014, mentalmente autonoma e con capacità decisionale; da allora, in diverse occasioni, ci sono stati momenti di confusione, nei quali diceva cose senza senso legate anche al proprio passato (ha più volte affermato di voler parlare con la propria madre, ovviamente deceduta) e ha manifestato momenti di rabbia e tensione.
Mia nonna ha assunto anche il trittico. Questi farmaci, mai assunti prima, sono stati prescritti nei mesi successivi all'emorragia. Spero in un vostro riscontro e colgo l'occasione per porgervi i miei più cordiali saluti.

Damiano

Gentile Damiano,
le varie domande che si riferiscono alla sua nonna interessano un campo della medicina molto diverso da quello della cardiologia. Si dovrebbe rivolgere ad un neurologo oppure un neurogeriatra.
Mi dispiace, ma non La posso aiutare in prima persona.

Dott. Vladimir Guluta


Con un aneurisma del bulbo dell'aorta posso viaggiare in aereo?

(05.03.2017 - 12:11)

Ho 75 anni e sono portatore di aneurisma del bulbo dell'aorta. Posso effettuare un viaggio in aereo?
Grazie per la risposta

Gabriele

Gentile Gabriele,
se non si tratta di un aneurisma di ampie dimensioni, se non è associata un'insufficienza valvolare aortica severa e se la pressione arteriosa è normale (o ben controllata dalla terapia medica) non vedo controindicazioni.
Buon viaggio!

Dott. Vladimir Guluta


Mia nonna di 83 anni soffre di fibrillazione atriale

(22.02.2017 - 23:29)

Buonasera dottore,
la contatto per avere un parere da un professionista.
Mia nonna ha 83 anni, soffre di fibrillazione atriale, è stata cardiovertita tre volte, ma senza risultato, e ha uno stent. Soffre di diabete di grado severo, assume insulina 3 volte al giorno, coumadin, xanax, lasix, triatec, zyloric, 3 tachipirine al giorno da 1000 per dei problemi alla schiena, ernie ecc.
È stata sottoposta da poco per la schiena ad un trattamento tramite punture, di cui purtroppo ora non ricordo il nome, perché i blocchi antalgici che ha fatto in precedenza le causavano problemi con il diabete. Soffre di maculopatia oculare, ha un occhio paralizzato, un occhio ha meno di mezzo grado e l'altro purtroppo è fuori uso.
In passato circa negli anni 90 ha avuto un piccolo ictus, che non ha lasciato strascichi. Inoltre le vengono accolte dei rush cutanei. Il suo rang di Inr mi sembra sia 2/3 e ultimamente ha avuto problemi con il mantenimento del inr, una settimana valore a 7 e la settimana dopo 1,5...
lei mangia correttamente facendo uso di coumadin, pesa circa 80 kg ed è alta circa 1,65, non ha mai avuto emorragie a causa del farmaco, però 2 volte ha dovuto assumere la vitamina k.
Nel 2013 le era stata sconsigliata l'assunzione dei nuovi farmaci anticoagulanti,da circa una settimana le hanno proposto di procedere all'assunzione dei nuovi farmaci e interrompere il coumadin.
Secondo lei, con questo quadro clinico e a questa età e se prima non lo poteva prendere, è il caso di procedere? Mi scusi se ho sbagliato dei termini o nomi delle medicine.
La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.

Jessica

Cara Jessica,
Sua nonna è affetta da diabete mellito con severe complicanze vascolari polidistrettuali (coronarie, retiniche, cerebrali).
La fibrillazione atriale ha come causa l'età, il diabete, il sovrappeso e forse l'ipertensione (non ne ho notizie). La terapia anticoagulante è indispensabile per evitare le embolie. L'anticoagulante di vecchia generazione (Coumadin) oppure di nuova generazione ("i nuovi farmaci" come li chiama Lei) sono ugualmente efficaci nel prevenire questa complicanza. La scelta tra i vari anticoagulanti spetta a chi se ne occupa e segue Sua mamma, colleghi che conoscono tutte le patologie della paziente, la funzione renale, epatica e così via.
Cordiali saluti

Dott. Vladimir Guluta


Fibrillazione atriale ad 86 anni

(17.02.2017 - 13:29)

Mia madre soffre di fibrillazione atriale, ha 86 anni, prende commedia, è sempre stanca, cammina ma le manca il fiato dopo poco. Mangia di tutto.
Cosa posso fare per la sua stanchezza? Grazie.

Anna

Cara Anna,
una persona di 86 anni con fibrillazione atriale che presenta stanchezza e difficoltà respiratoria sotto sforzo deve essere vista da un cardiologo.
L'esame clinico, la misurazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma e l'ecocardiogramma aggiungeranno informazioni, che aiuteranno il cardiologo ad indicare una migliore terapia. Resto a sua disposizione

Dott. Vladimir Guluta


Credo di avere qualche problema serio al cuore!

(13.02.2017 - 00:13)

Caro dottore,
ho 28 anni, sesso maschile, peso 94kg e sono alto 1,76.
Credo di avere qualche problema serio al cuore. A volte è come se si fermasse e percepisco una sorta di vuoto, stile un tonfo... (capita spessissimo), molto spesso tachicardia alle stelle! (soprattutto la sera quando sono a letto) sembra che il cuore voglia uscire di fuori, a volte anche fitte al cuore (e a volte dei pizzichi).
Volevo chiederle di consigliarmi alcuni esami del sangue per capire quale problema ci sia... tutti quelli possibili che si possono fare legati al cuore. Ho già fatto ECG ed ECOCARDIO. Mi consigli gli esami del sangue.
La ringrazio per la risposta, non vorrei morire di infarto così giovane :D :D :)
La ringrazio di CUORE!

Lettera non firmata

Caro amico,
la Sua lettera chiede a me di aiutarla nel risolvere due problemi. Il primo è quello della paura di morire di infarto. Si tratta di una paura piuttosto di "pensiero". Il secondo si riferisce alla sensazione di tonfo, come se il cuore si fermasse e di tachicardia alle stelle (ad alta frequenza). Questi sono sintomi. Preferisco darle indicazioni solo per approfondire questo secondo problema.
Dobbiamo sapere esattamente con che disturbi del ritmo del cuore abbiamo a che fare. Le extrasistoli e le tachicardie sono di numerosi tipi e ognuno ha il suo significato e terapia.
La prima opzione per registrare questi eventi è l'esame Holder ECG. Si tratta di un apparecchio che si porta a dosso per 24 ore (o anche per alcuni giorni), in grado di registrare l'elettrocardiogramma in modo continuo. Se siamo fortunati e l'aritmia si presenta durante la registrazione allora abbiamo fatto centro. Non sempre però le aritmie sono prevedibili e l'esame Holder non riesce ad identificarle.
La seconda possibilità è di utilizzare un altro apparecchio che si chiama Cardiotel che permette da una parte di registrare l'ECG esclusivamente quando si ha l'aritmia e dall'altra parte di trasmettere la registrazione eseguita (attraverso la linea telefonica) direttamente nel computer del cardiologo!
Per maggiori informazioni (soprattutto per quanto riguarda il secondo apparecchio) consiglio di rivolgersi ad un centro che tratta le aritmie.
A proposito, per diminuire il rischio di malattie cardiovascolari può iniziare col perdere qualche chilo di peso. Per le analisi ci pensiamo dopo...

Dott. Vladimir Guluta


Extrasistolia ventricolare

(06.02.2017 - 20:27)

Gentilissimo dottore,
avrei una domanda da fare, ho 24 anni e sono affetto da extrasistole ventricolare a origine rvot.
Ho eseguito nel giro di 1 anno e mezzo 2 holter 24h che segnano entrambi circa il 10% extrasistoli ventricolari bi-trigemine monomorfe. Due ecolordoppler cardiaci risultati nella norma con lieve IM. Sette mesi fa un test da sforzo con aritmia che scompariva completamente con l'incrementare dello sforzo con risultato: Prova da sforzo normale battiti extrasistolici ventricolari che scompaiono con l'incrementare dello sforzo. Due visite aritmologiche con risultato: alcuni bevs monomorfi a origine rvot, no sincope, no angor, no familiarità, eco nella norma, saltuario cardiopalmo, conclusioni: parasistolia ventricolare benigna. Analisi tiroidee con TSH nella norma.
Premetto dottore che le mie extrasistoli sono del tutto ansiomatiche e non mi portano nessun disturbo. Raramente avverto episodi di tachicardia che insorge improvvisamente e scompare sempre improvvisamente entro qualche secondo o minuto, ho avuto un episodio durante un holter ma dell'episodio mi è stato detto: Rs regolare con qualche ectopia isolata; mi corregga se sbaglio se fossero episodi maligni o preoccupanti penso che mi sarebbe stato detto giusto?
Sono particolarmente ansioso e spesso soffro di problemi di stomaco con gonfiori e raramente reflusso e nodo in gola. Nessuno mi ha mai parlato nessuno di ablazioni e tantomeno di medicinali.
Volevo sapere se secondo lei posso stare tranquillo o devo indagare ulteriormente. Grazie

Mario

Gentile Mario,
Lei è affetto da extrasistolia ventricolare con origine nel tratto di efflusso del ventricolo destro. In più si tratta di una forma benigna (extrasistolia isolata, monomorfa, asintomatica, che sparisce durante lo sforzo, non associata ad anomalie cardiache di tipo morfologico e/o funzionale).
Il fatto che nessuno abbia mai parlato di specifiche terapie e di ulteriori indagini è da considerare una giusta strategia in quanto il disturbo non è da considerare pericoloso.
Può condurre una vita normale. Non ha motivi di angosciarsi ulteriormente.

Dott. Vladimir Guluta


Fibrillazione atriale ad alta frequenza ventricolare

(29.01.2017 - 09:23)

Buongiorno,
le chiedo un consiglio per chiarirmi un dubbio: a mia madre è stato impiantato lo scorso 22 Dicembre, a seguito di un ricovero, un defibrillatore ICD e dopo un primo periodo in cui sembrava essersi ripresa, ora, a un mese di distanza, è nelle stesse condizioni precedenti, con forte affaticamento, difficoltà a respirare, battiti cardiaci che tornano a volte a 130-150.
Il mio dubbio è che le poteva essere più utile un CRT come supporto al cuore, che è gravemente compromesso, piuttosto che un ICD. Da quali elementi di può capire?
Alcuni dettagli: mia madre ha 70 anni e ha una fibrillazione atriale permanente, una cardiopatia valvolare in esiti di sostituzione valvolare con severa disfunzione ventricolare sinistra ed era stata ricoverata a Dicembre per una fibrillazione atriale ad elevata risposta ventricolare ed importante deterioramento della funzione sistolica ventricolare sinistra.
Grazie di cuore per ogni indicazione che potrà darmi.

Massimiliano

Gentile Massimiliano,
ho capito che sua mamma è affetta da fibrillazione atriale ad alta frequenza ventricolare. La Signora presenta anche un ventricolo sinistro dilatato con depressa funzione di pompa (contrattilità). Per delle complesse aritmie che potrebbero svilupparsi è stato impiantato un ICD (autotefibrillatore).
In molti di questi casi è meglio creare un blocco atrio-ventricolare completo ed impiantare un pacemaker biventricolare che (se necessario come nel caso di sua madre) può avere anche la funzione di autodefibrillatore.
Aiutata dalla terapia medica e con un pacemaker di questo tipo potrebbe andare meglio.
Parlate con i cardiologi ed aritmologi che si occupano del suo caso. Cordiali saluti

Dott. Vladimir Guluta


Miocardite e attività sportiva

(25.01.2017 - 19:10)

Sono una ragazza di 16 anni, ho avuto una miocardite 3 anni fa, e ho iniziato la cura di medicinali e varie visite (holter, prova da sforzo, ecg, eco, ecc ecc). A dicembre 2016 ho fatto l'holter dove mi risulta scritto: - ritmo di base sinusale costante. - normali valori di frequenza cardiaca media. - normale conduzione atrio-ventricolare - normale conduzione intra-ventricolare - sporadica extrasistolia ventricolare polimorfa con rare coppie - assenza di pause patologiche.
Ora ho scoperto di avere un po' di scoliosi, e volevo iniziare a fare attività sportiva, per l'esattezza piscina, ma mi hanno detto di fare la risonanza magnetica. I miei genitori sono contro quest'ultima, per cui farei anche la palestra correttiva o pilates. Cosa mi consiglia? Pur di non fare la risonanza?

Ragazza di 16 anni

Cara ragazza di 16 anni,
l'esame Holter-ECG è normale. La prova da sforzo penso sia normale (vero?). Se anche l'ecocardiogramma trova "tutto in ordine" non vedo perché si richiede la risonanza magnetica cardiaca. In questo caso, con la paziente asintomatica e tutte le suddette indagini nella norma l'autorizzazione all'attività fisica e sportiva (a livello dilettantistico) non avrebbe motivo di essere rifiutata. Buona giornata

Dott. Vladimir Guluta


Vertigini e giramenti di testa causati dai problemi cardiaci?

(27.12.2016 - 23:54)

Gent.mo dottore,
sono mesi che soffro di vertigini e giramenti di testa. Ho fatto svariati esami e da ecocardiogramma è risultata una minima insufficienza mitralica da incurvamento del lembo anteriore e minima insufficienza tricuspidale.
Ho eseguito anche una risonanza alla testa che ha evidenziato "focolai di generica sofferenza vascolare sottocorticale". Ecodoppler tronchi negativo, ecodoppler trascranico con metodo delle microbolle che ha evidenziato “presenza di shunt dx-sx latente di piccole dimensioni da probabile pervieta' del forame ovale”, manovra di Valsalva ha dato 2 micro bolle. Ho ultimamente fatto l'holter pressorio e anche questo è regolare.
Ora mi chiedo, pensate che tutto questo possa darmi i disturbi di vertigine e senso di mancamento, oppressione e palpitazioni? In molti mi hanno detto che può essere un fattore di ansia, ma da queste conclusioni può essere realmente così?
Ringrazio per la risposta. Cordiali saluti

Barbara

Gentile Barbara,
per le donne è sempre stato un segreto ma avrei voluto sapere la sua età... Molte volte gli stessi sintomi possono avere un significato diverso in età diverse.
Ad ogni modo, in linea di massima, il piccolo problema della valvola mitralica e tricuspide non hanno nulla a che fare. Anche il probabile passaggio del sangue dall'atrio destro a quello sinistro non è responsabile dei suoi disturbi.
Penso che le patologie riscontrate a livello cardiaco non sono la causa delle vertigini. Consiglio di indagare in altre direzioni.
Stia bene e se necessario mi contatti pure.

Dott. Vladimir Guluta


 

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