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Il geriatra OnLine

A cura dei:

Dott. David Puggioni
Dott. Cono Bontempo
Dott. Pietro Gareri
Dott. Franco Mastroianni
Dott.ssa Stefania Romano
Dott. Domenico Di Vincenzo


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Osteoporosi e votamina D

(03.03.2017 - 15:50)

Gentilissimo Dottore,
sono una donna di quasi 80 anni, affetta da osteoporosi alla SOLA spina dorsale (il femore presenta un'ottima densità ossea) che ha sospeso da oltre 15 anni le cure a base di alendronato e si limita ad assumere compresse masticabili di calcio (molto saltuariamente) e vitamina D (20 gocce a settimana di colecalciferolo). Mi sono però accorta che, nell'ultima ricetta, il mio medico di famiglia mi ha prescritto il CALCIFEDIOLO: quali effetti collaterali aggiuntivi rischio? Non sarebbe meglio continuare con il vecchio colecalciferolo?
Preciso che godo di buona salute, faccio attività fisica (anche passeggiate all'aperto) e curo molto l'alimentazione; non assumo farmaci, tranne gli integratori predetti, oltre ad un integratore ulteriore a base di licopene ed olio di pesce (per la maculopatia).
Mi può dare qualche consiglio per assumere la vitamina D (in quale forma e con quale posologia) per limitare gli effetti collaterali?
È inoltre bene assumerla lontano dall'integratore a base di olio di pesce e licopene (che assumo per maculopatia)?
Grazie

Jane

Gentilissima Signora Jane,
Le consiglio di continuare con Calcio e vitamina D 20 gtt a settimana.
Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Nel 2016 la medicina non è in grado di limitare un disturbo quale il delirio?

(28.12.2016 - 16:33)

Buonasera. Mamma del 1928 con Alzheimer, a letto da circa 4 mesi per vari traumi subiti, con forte perdita di appetito, con agitazione psicomotoria di base, ora degenerata in logorroicità e deliri (possono durare anche 12 ore, senza interruzioni).
Ha smesso quetiapina (aumentava l'agitazione, con tentativi di scavalcare le sbarre del letto), in terapia da un anno e mezzo, dopo dosaggio di 100mgr/die; mi domando, ma nel 2016 la medicina non è in grado di correggere o limitare un disturbo quale il delirio? Provare per credere un concerto di parole, senza senso e senza significato, pazzesco!!!

Giovanni

Salve signor Giovanni,
se con la quetiapina non avete notato più alcun giovamento, ma addirittura peggioramento dei disturbi comportamentali della signora, ritengo che il geriatra che la segue debba perseguire altre strategie terapeutiche, utilizzando altra molecola o valutando attentamente se, qualche altro farmaco che magari sta assumendo, possa essere esso stesso motivo di inefficacia del Seroquel. Distinti saluti

Dott. David Puggioni


Quando fare la prima visita geriatrica?

(24.12.2016 - 11:09)

Egregio dottore,
sono vicino ai settanta anni e mi sto chiedendo se è giunto il momento di una visita geriatrica. Forse non sarà esattamente l'età a determinare il momento della visita, ma avrei allora bisogno di sapere qual è la causa, il sintomo che rappresenta il momento giusto.
Grazie.

Carlo

Egregio Carlo,
per convenzione la visita geriatrica andrebbe fatta dopo i 65 anni. Spesso anche qualche anno prima, intorno ai 60.
Lo scopo della visita geriatrica è quello di avere in una sola visita una valutazione cognitiva, funzionale e comportamentale per valutare insieme al paziente l'iter migliore in termine di prevenzione e monitoraggio.
Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Perdita ematica dal pene

(27.10.2016 - 13:48)

Egregio dottore, mio padre di 87 anni oltre ad avere l'Alzheimer ha fatto anche angioplastica a una coronaria con stent circa 12 anni fa e per questo assume plavix da molti anni e negli ultimi mesi depakin prescritti dal neurologo per i disturbi comportamentali causati dall'Alzheimer. Ha avuto una forte emorragia dal pene che da una attenta ecografia non risulta che tale perdita ematica provenga dall'addome probabilmente si sarà rotto un capillare all'interno del pene. Quello che volevo chiedere è se sia opportuno sospendere il depakin visto che come effetto collatrale comune riporta emorragie spontanee, non credo che il plavix sia consigliato sospenderlo, dalle analisi del sangue risulta una leggera anemia e un calo delle piastrine che sono al di sotto dei valori normali, cosa consigliate?

Lettera non firmata

Io il depakin non lo sospenderei. Neppure il plavix. Visto che si tratta di una verosimile rottura capillare consiglio daflon 1 cp 2 vv/die x 1 mese, sempre previo consenso del suo medico curante. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Ci sono speranze che questo "delirium" svanisca o vada attutendosi?

(10.10.2016 - 17:54)

Buonasera dottore, mio padre non vedendo e sordo allettato da un anno e mezzo con catetere attualmente ha contratto una bronchite. il medico gli ha dato rocefin per 10 gg a partire dal 7 giorno ha iniziato a parlare da solo e ad essere irrequieto e molto arrabbiato. Lui in questo anno e mezzo è sempre stato mite e non si è mai lamentato. Mio padre prende sempre da un anno e mezzo cardioaspirina un quarto, deltacortene 1 pastiglia esomeprazolo 20 e poi omeopatico della Solgar Cisticare con Ester-C, visto che non può prendere furadantin (è allergico) per attutire infezioni da catetere. Lei cosa ne pensa? Adesso che ha terminato gli antibiotici ci sono speranze che questo "delirium" svanisca o vada attutendosi? Grazie mille

SM

Gentile Sm, credo poco che possa dipendere dall'infezione e, se si, in minima parte, a meno che abbia anche febbre importante. Valuti la diuresi e se sta evacuando e se ha dolore. Da valutare eventuale inizio di declino cognitivo slatentizzato. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Cosa può assumere mia madre 90enne per riuscire a dormire?

(20.09.2016 - 09:44)

Egregio dottore,
mia madre di 90 anni sta assumendo 7 gtt di Serenase e mezza cp di nozinan da 20 giorni! Prima assumeva stilnox 1 cp e venlafaxina 37,5 mg da 20 anni. Non dormiva più e aveva episodi di disorientamento per questo ha cambiato la terapia.
Non dorme comunque e in più è molto rallentata nel parlare e muoversi. Non è più lucida come prima. Cosa può assumere per riuscire a dormire?
Grazie

Lettera non firmata

Gentile Signora,
penso sia un accumulo del serenase che tendenzialmente tende a rallentare e robotizzare il paziente. Proporrei o riduzione graduale a 3-4 gtt o sostituzione dello stesso a scalare sempre con la quetiapina 25 mg la sera; lascerei il Nozinam e associerei in più Seripnol (melatonina) 1 bustina la sera. Naturalmente si affidi ad un geriatra di zona per qualsiasi modifica.
Saluti

Dott. David Puggioni


Funzioni intestinali compromesse dall’uso dei farmaci

(09.02.2016 - 14:54)

Gent. dott., avrei bisogno di una consulenza. Tempo fa mamma (88 anni) è stata ricoverata per un giorno in ospedale per accertamenti. Aveva dei giramenti di testa. Le hanno diagnosticato tachi fa parossistica così le prescrivono il cumadin. Da quando lo prende le funzioni intestinali non sono più le stesse. Cosi hanno cambiato pastiglia ora prende il xarelto. Ma è sempre la stessa cosa. A volte diarrea con perdite ematiche. Gli elettrocardiogrammi successivi sono buoni. Cosa mi consigliate? Premetto che mamma non vuole andare all'ospedale e non sopporterebbe nè gastroscopie nè colonscopie. Lo so, è difficile, però tanti mi dicono che basterebbe cambiare cura per farla tornare più normale. Grazie infinite per l'aiuto.

Lettera non firmata

Salve,
in effetti lo Xarelto, come pure il Coumadin, contengono tra i loro eccipienti il lattosio. A questo punto consiglierei eventualmente un test di intolleranza. Che non sia questa la causa? Non lo so, è solo una ipotesi. Eventualmente potrebbe associare delle lattasi in caso di accertata intolleranza. Comunque ne parli immediatamente con il suo cardiologo. Saluti

Dott. David Puggioni


Arterite di Horton: ci sono cure alternativa al cortisone?

(19.12.2015 - 16:35)

Gent.mo Dott. Puggioni, circa 3 anni fa mi è stata diagnosticata un'arterite di Horton. Da allora prendo il cortisone con tutti gli annessi e connessi. Gli esami vanno bene, almeno così dice la mia dottoressa, però io sono ingrassata molto, e ho dolori in tutto il corpo. Soffro di una spossatezza continua, faccio fatica a camminare e a fare le varie cose. Vorrei chiederLe se può rispondermi: come mai dopo 3 anni io debba prendere ancora il cortisone, e se c'è una cura alternativa… Grazie per il SUO tempo...

Lettera non firmata

Cure alternative non ve ne sono molte. Si potrebbe associare la cardioaspirina. Ma chiaramente ne parli al suo reumatologo. Da valutare terapia steroidea se continuare a quel dosaggio o ridurla un po’. Da valutare correlazione cortisone-spossatezza. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Declino cognitivo a 43 anni?!

(12.10.2015 - 10:35)

Buongiorno dottore, ho 43 anni e mezzo… le espongo subito la mia situazione. Mio padre, affetto dal morbo di Alzheimer, è di recente scomparso all'età di 72 anni, dopo tanti anni di malattia. Preciso che anche sua sorella soffre della stessa malattia e si è ammalata ancora prima di mio padre, diciamo intorno ai 50 anni!!! Come può immaginare, io ed i miei 2 fratelli spesso ci preoccupiamo in quanto pensiamo che possa esserci una componente di familiarità. Stamattina poi, io mi sono veramente impressionata perché sono andata al bagno (mi trovavo a casa di mia madre) e guardando il grande specchio a parete (lì da almeno 6 anni!!!!) era come se... lo vedessi per la prima volta!!!! L'ho detto a mia madre e francamente mi ha guardata un po' preoccupata!!! Siccome noto spesso delle dimenticanze (occhiali... spesso non ricordo i posti dove li ho messi, così come spesso mi capita di perdere oggetti... dimenticarli in giro etc, etc). Le chiedo, devo oggettivamente preoccuparmi? Cosa potrei fare per "potenziare" la mia memoria onde evitare, il più possibile, un eventuale declino cognitivo? La saluto cordialmente e la ringrazio.

Cecilia

Salve Cecilia,
così per mail non credo sia possibile fare una valutazione del caso. Dalle poche notizie cliniche sul suo conto e dall'anamnesi familiare, ritengo comunque, senza allarmismi, ma comunque con coerenza, sia utile che si appoggi ad un neurologo locale per poter fare una valutazione clinica ed eventualmente strumentale che possa fugare ogni dubbio. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Alzheimer: nonostante la cura papà non migliora

(26.08.2015 - 22:51)

Salve, mio padre ha 85 anni e da 2 anni gli è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer. La geriatra ci ha prescritto Exelon cerotto e Ebixa e citalopram, ha iniziato la cura e non ci sono stati cambiamenti, anzi papà peggiorava, la geriatra ha aumentato le dosi del cerotto, ma nessun risultato, solo peggioramenti. Non sappiamo che fare, io vorrei provare a togliere i farmaci, ma allo stesso tempo ho paura di fare un danno maggiore. Papà non è in grado di prendersi cura di sè, non riesce a fare un discorso completo, per il resto dorme regolarmente (anche troppo), mangia da solo e cammina abbastanza bene. Dagli esami strumentali TAC è stato evidenziato anche un ingrossamento dell'encefalo. La ringrazio anticipatamente per un suo eventuale consiglio.

Lettera non firmata

Purtroppo se la collega ha ritenuto utile aumentare i dosaggi vuol dire che le condizioni si sono aggravate, sul piano cognitivo intendo. Purtroppo non sarei molto ottimista su un miglioramento futuro, ma mi riterrei fortunato di un non peggioramento. Purtroppo è il decorso della malattia. Nel caso di suo padre non saprei cosa consigliare, visto che non lo si può valutare di persona. Potrei eventualmente provare a ridurre il citalopram, che potrebbe peggiorare la confusione. Ma ne parli con la sua geriatra, naturalmente. Saluti

Dott. David Puggioni


Come facciamo per farlo dormire la notte?

(20.08.2015 - 11:02)

Salve, seguo un anziano di 81 anni, con parkinson dal 2009, sconfortato da una caduta in cui si è rotto omero, ma guarito nell’arco di 2 mesi; purtroppo le sue condizioni di sconforto depressivo sono aumentate, presentando un tipo di depressione agitata e rifiutandosi di camminare, stando tutto il giorno seduto a lamentarsi. Non ha presentato altri problemi o scompensi; visitato da un neurologo che gli ha prescritto degli ansiolitici perche sempre agitato. Da circa un mese è caduto e si e rotto femore, è stato operato ed ha reagito bene, ma sono aumentati scompensi a livello mentale, ha delle allucinazioni e stati confusionali. Sta facendo cura con quetiapina e prova diverse gocce per dormire la notte, le ultime sono le Entumin... ma nulla, non chiude occhio. Ha sempre smanie a togliere pannolone e catetere, da premettere che adesso è a casa e sta a letto, non sia alza più, vive sempre di allucinazioni. Come facciamo per farlo dormire la notte? Siamo disperati

Lettera non firmata

Dipende dal dosaggio che sta facendo di quetiapina. L'entumin lo escluderei come farmaco. Al limite potrebbe far inserire del risperidone o dell'olanzapina. Da valutare anche gli ansiolitici come fonte di allucinazione. Ne parli con il suo geriatra. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Decadimento cognitivo: è normale dormire spesso?

(09.08.2015 - 20:28)

Buonasera. Mia mamma ha il decadimento cognitivo, ultimamente dorme spesso. È normale? Grazie mille

Lucia

Gentile Lucia,
avere un decadimento cognitivo non significa per forza dormire spesso. Avrei necessità di qualche altra notizia, es. se è un decadimento lieve, moderato o grave. Se prende dei medicinali per questo. Se ha altre patologie associate. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Mamma 91enne invalida 100% non vuole assistenza notturna

(05.07.2015 - 22:24)

Buona sera, mia mamma 91enne, reduce da diverse cadute, di cui una con frattura del femore, che le ha fatto riconoscere l'invalidità del 100%, si ostina a voler restare sola a casa sua la notte. È perfettamente capace di intendere e volere. Noi figli siamo fortemente preoccupati per lei e per le responsabilità in cui potremmo incorrere. Potrebbe illustrarcele? Cordiali saluti

Giuseppe G.

Egregio Giuseppe,
comincerei a far valutare l'effettiva capacità cognitiva e l'assenza di psicopatologie in atto da un medico geriatra o psichiatra o neurologo e incominciare ad avviare le pratiche per nomina di un amministratore di sostegno. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Depressione: a chi rivolgersi?

(16.06.2015 - 18:13)

Buona sera, Vi scrivo in quanto sono molto preoccupata per mio suocero di 73 anni che da diverso tempo ha perso ogni interesse per la vita quotidiana. Le sue giornate trascorrono tra il letto, il bagno e il tavolo per i pasti. Prima era una persona piena di interessi, si occupava di un sacco di cose, giardini, orti, andava ad aiutare in campagna, a pescare, leggeva e scriveva molto. Ex comandante dei carabinieri si è trovato truffato per la vendita di una casa e da lì la degenerazione. Lamenta sempre e solo un dolore ai piedi che usa come scusa per non muoversi più che nessun medico riesce a curargli secondo lui. Ha assunto farmaci a base di morfina e non hanno avuto effetto. Secondo me è entrato in una depressione maggiore senili ma non riusciamo a convincerlo di vedere uno psicologo. Se lo portassimo da un geriatra potremmo arrivare ad una soluzione? Ringrazio in anticipo

Francesca

Gentile Francesca,
sicuramente la figura del geriatra ritengo che sia la più indicata in questo momento. Da valutare una eventuale e probabile comparsa di stato dementigeno incipiente. Cordialità

Dott. David Puggioni


Polipo vescicale: cosa possiamo fare per contrastare il decorso della malattia?

(13.06.2015 - 15:41)

Buongiorno, mio padre di 92 anni ha avuto 5 anni fa un polipo vescicale, è stato sottoposto a 3 Turv ed a un ciclo di instillazioni vescicali. Ora in seguito ad ematuria ha fatto un'ecografia da cui risulta una recidiva di basso grado. Ha problemi di salute (trombosi arti inferiori per cui è stato sottoposto ad un'operazione molto lunga e seria) prende il coumadin e per questo l'urologo ritiene che sia meglio non operare per i troppi rischi. Ora l'ematuria è passata, ma vorrei sapere a che cosa andiamo incontro senza fare terapie e se c'è qualcosa che possiamo fare per contrastare il decorso della malattia. Andrà incontro a molte sofferenze? È meglio operarlo? Grazie e cordiali saluti

Lettera non firmata

Egregio Signore,
rimando ogni eventuale risposta ad un collega urologo. Cordialità

Dott. David Puggioni


Vasculopatia con demenza senile

(08.06.2015 - 20:38)

Buonasera, ho mio padre che attualmente ha 80 anni e soffre di vasculopatia con demenza senile. Prima era un po’ irascibile, da un mese, da quando è venuto il geriatra dell’Asl e gli ha prescritto le serenase, mio padre, che attualmente non prede più perché da allora non cammina più e gli abbiamo dovuto mettere il pannolino e dorme maggior parte del giorno. Attualmente sta effettuando una cura di integratori, perchè non mangiava (7 fiale una al giorno x 7 giorni una volta al mese). C’è una cura che fermi il regredire della malattia? Mi hanno parlato di alcuni farmaci che possono aiutare a stare meglio, o almeno le funzioni più importanti come camminare e poter andare in bagno. Attualmente dorme solo. Grazie

Lettera non firmata

Penso che la regressione di suo padre sia da imputare per la maggior parte al Serenase. Lo faccia idratare abbondantemente per flebo, garantendogli apporto nutrizionale con glucosata e aminoacidi se non dovesse alimentarsi a sufficienza per os. Per la terapia da lei citata bisogna che lo si valuti da un pdv cognitivo. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Dopo quanto tempo devo iniziare a preoccuparmi se non urina?

(08.06.2015 - 17:00)

Buonasera, mio padre di 88 anni è affetto da demenza senile. Ha avuto un globo vescicale circa un mese e mezzo fa, per cui gli è stato applicato un catetere vescicale. In seguito ad un ricovero per polmonite ab ingestis è stato nuovamente ricoverato e in data 11 maggio vi è stato un tentativo di rimozione del catetere che non è andato a buon fine con ristagno di 500 cc urina. In data 08/06, cioè oggi, mio padre si trova a casa ed il medico di base ha tolto nuovamente il catetere... Dopo quanto tempo devo iniziare a preoccuparmi se non urina? Grazie

Lettera non firmata

Gentile Signora,
aspetterei almeno 5-6 ore prima di preoccuparmi. Lo faccia idratare molto in queste ore. Valutare anche eventuale consulenza urologica per escludere qualche patologia prostatica. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Demenza vascolare

(02.06.2015 - 13:37)

Mio padre 84 anni soffre di demenza vascolare da circa 2 anni. Negli ultimi tempi, da circa 3 mesi siamo stati costretti anche con l'ausilio del geriatra a sostituire la precedente terapia per un aggravamento della situazione (aggressività stato confusionale, insonnia) gli è stato prescritto Serenase 2 mg/ml 5 gocce tarda mattina prima di pranzo e 7 gocce tardo pomeriggio, la sera prima di coricarsi 20 gocce Trittico 25 mg/ml... è migliorata la durata del sonno (circa 6/7 ore per notte), ma al risveglio permane uno stato confusionale in cui non riesce nemmeno a fare le cose più semplici che si protrae anche per un paio di ore durante la giornata, si comporta in modo discretamente accettabile con momenti di amnesia brevi e qualche scatto di ira passeggero. Per sopperire allo stato confusionale mattutino abbiamo provato a diminuire il Trittico di 3/4 gocce, ma non va bene perchè dorme meno, è nervoso e anche maniacale... Come dobbiamo comportarci per questo stato di confusione mattutina? Potete darmi qualche consiglio? Grazie per la disponibilità

Alberto

Egregio Alberto,
provi a mettere il trittico anche di giorno al dosaggio di gtt 10 x 2 mattina e pomeriggio ed elimini gradualmente il serenase. Chieda comunque sempre il parere del suo medico curante. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Non riusciamo più a dormire!

(25.05.2015 - 18:39)

Buonasera! Vorrei un consiglio a proposito di mia madre ottantottenne! Nel 2012 ha subito la rottura del femore e dopo un mese e mezzo di ricovero ha cominciato ad avere problemi di memoria! Due mesi fa è stata ricoverata per una grave crisi respiratoria ed è precipitato tutto! Nel senso che ora ha continue crisi d’ansia, vuole essere sempre portata in ospedale e la notte non dorme! Prende atenololo la mattina, adalat la sera e due volte al dì il lasix per la pressione arteriosa! Inoltre inala un broncodilatatore. Per l'ansia prende il lexotan al bisogno! Mi hanno detto che con i problemi che ha non può prendere antidepressivi! Ma non c'è niente che possa calmarla e far riposare anche noi? Cosa posso fare? La ringrazio di cuore!

Lettera non firmata

Gentile Signora,
potrebbe trovare giovamento dal trazodone in gtt a basso dosaggio. Si faccia però consigliare da un geriatra o neurologo. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


È normale dormire per tre giorni e tre notti?!

(21.05.2015 - 18:55)

Buonasera, mio padre di 86 anni con demenza senile dorme da tre giorni e tre notti. In questi tre giorni ha avuto solo qualche accenno di risveglio. Il medico di famiglia dice che può essere normale, mentre secondo voi…? Grazie

Lettera non firmata

Potrebbe avere avuto, se prende dei farmaci, un accumulo di farmaci. Pressione e glicemia? Sta urinando? Da far valutare eventuale disidratazione. In tal caso disporre immediatamente con terapia infusionale con soluzione fisiologica. Ischemia cerebrale? Comunque consiglierei rapida visita geriatrica con valutazione del caso. Auguri

Dott. David Puggioni


Dolore oncologico

(07.05.2015 - 18:43)

Buonasera, grazie sempre per immensa gentilezza e disponibilità, scrivo per un vs parere in merito ad una terapia che non sta credo facendo il suo effetto, praticamente causa un dolore neuropatico all'inguine sinistro infiltrante la fascia muscolare. Stiamo somministrando il targin da 10 mg due volte al dì, però senza nessun miglioramento della vita quotidiana e notturna, nel senso che dopo poche ore papà soffre di dolori lancinanti che magari dopo 1-2 ore scompaiono, per poi magari ripresentarsi la sera. Ora le chiedo, magari è il targin non adatto? Cosa si può eventualmente somministrare come antidolorifico nel mezzo delle due somministrazioni? Esiste qualche alternativa? Mi scuso se sono ripetitivo. Grazie

Lettera non firmata

Egregio Signore,
si potrebbe lasciare il Targin e associare del Neurontin 100 mg x 3, sempre dopo aver chiesto il parere del medico curante. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Vorrei tanto aiutare mio nonno…

(25.04.2015 - 14:16)

Buongiorno a tutti! Vi scrivo in merito alla situazione di mio nonno, 88 anni compiuti lo scorso gennaio. Mia nonna e mia madre (sua figlia) si stanno rassegnando, purtroppo, ad un declino irreversibile e ad un prossimo decesso, da parte sua, ma io, forse scioccamente, nutro ancora tante speranze e la fiducia di poter aiutare, in qualche modo, l'uomo che mi ha cresciuta e che mi è stato sempre accanto fino, più o meno, a quando ho varcato la soglia dei 30 anni, in concomitanza, cioè, con l'aumento e l'intensificazione di acciacchi che non gli hanno più consentito, per cause di forza maggiore, di far parte appieno l'uno della vita dell'altra (e viceversa).
Mio nonno, da diversi anni, convive con un'artrosi cronica dell'anca sinistra molto dolorosa, che lo ha costretto a servirsi di stampelle e di girello per deambulare (ben raramente al di fuori delle pareti domestiche), e a ricorrere quotidianamente ad antidolorifici di diversa natura. Questi vanno a sommarsi a: ¬farmaci per dormire (da cui mio nonno dipende fin da giovane età, per problemi legati a fattori ansiogeni, con relativa insonnia): ¬farmaci per cardiopatia (il cuore di mio nonno è stato colpito da un infarto all'età di 27 anni, compromettendo la funzionalità di un terzo dell'organo in questione); ¬farmaci anticoagulanti (essendo stato colpito, qualche anno fa, da una trombosi venosa profonda all'arto inferiore sinistro, a causa della vita eccessivamente sedentaria, trombosi degenerata, successivamente, in embolia polmonare, da cui è riuscito, molto fortunatamente, a rimettersi, data la tempra forte che, nonostante tutto, lo ha sempre caratterizzato); -farmaci per l'apparato urinario (mio nonno ha sofferto, fin dalla nascita, di problemi prostatici, contenuti, ma non risolti, grazie ad un intervento subito circa vent'anni fa, in seguito al quale ha iniziato a lamentare i problemi, prima alla gamba, poi all'anca, da me sopra illustrati. In seguito a problematiche renali non prontamente riconosciute e curate, insorte circa quindici anni fa, un rene ne è uscito seriamente compromesso). Sono davvero mortificata di non essere medico e di non riuscire a spiegarmi in termini più appropriati, ma, credetemi, sto facendo del mio meglio per esporre le condizioni piuttosto complesse e delicate di una persona incredibilmente testarda ed ipocondriaca "sui generis", terrorizzata, cioè, dalle malattie e dalla morte, incredibilmente scrupolosa nella gestione dei medicinali prescritti, ma, paradossalmente, difficile e pigro da convincere ad avvicinarsi ad ospedali e specialisti di sorta. Già persuaderlo ad avvalersi di un apparecchio acustico (causa sordità senile, accentuata da un impiego in acciaieria senza protezioni), è stata un'impresa. Circa una settimana fa, mio nonno è inciampato, in casa, mentre cercava di deambulare con le stampelle: in apparenza, un "banale" tonfo all'indietro, sulle terga, fortunatamente senza alcuna conseguenza fisica. Da alcuni giorni lamentava vertigini e mancanza d'equilibrio, motivo ulteriore per cui è stato accompagnato in Pronto Soccorso. Riscontrati parametri nella norma, ma, considerate le lamentele su dolori diffusi da parte del paziente, onde effettuare ulteriori esami, mio nonno è stato ricoverato in Medicina Generale, sotto il monitoraggio costante di Cardiologia. Da allora, tutto è cambiato, e nessuno, all'interno dell'Ospedale, sa spiegarci il perché. Mio nonno faticava, come già detto, a deambulare, ma si spostava (lentamente, da solo o accompagnato), stava seduto sulla sedia e in poltrona, ora deve essere spostato come un "peso morto" da tre infermieri, perché non ha la forza di stare eretto o di aggrapparsi a qualsivoglia supporto, benché riesca a muovere tutti e quattro gli arti, eserciti delle prese con le mani, e manifesti costantemente la volontà di scendere dal letto in cui si ritrova steso. Mio nonno non aveva più un grande appetito, ma mangiava autonomamente quel poco che desiderava, ora deve essere imboccato e, su un etto di cibo, ne ingurgiterà sì e no due grammi, che biascica all'infinito in bocca. Lamenta di non gradire la dieta impostagli dall'Ospedale, benché vi sia stato già ricoverato più volte e, nel bene o nel male, mangiasse, e da solo. Ora, se lo costringiamo ad impugnare le posate, non riesce ad infilarle in bocca, ma le devia di lato, sulle guance, e se gli viene porta una bottiglia d'acqua con la cannuccia, infila quest'ultima nel naso. Preciso che: ¬la TAC cranica effettuata (dopo pressanti richieste da parte nostra) non ha rilevato alcun episodio cerebrale precedente o successivo alla caduta; ¬non ci è ancora ben chiaro se il nonno venga quotidianamente sedato per evitare i suoi continui tentativi di scendere dal letto (mettendo a repentaglio, la sua incolumità, non riuscendo a mantenersi eretto), malgrado gli sia stato imposto più volte, da parte nostra e dei medici, di restare sdraiato. Ci è stato riferito che viene "idratato", ma, il fatto che, soprattutto all'inizio della degenza, si assopisse continuamente nel corso della giornata, non ci è ancora stato spiegato. Mio nonno, da diverso tempo, faceva uso, dietro prescrizione medica ospedaliera, di spray al cortisone per facilitare la respirazione, medicinale che ha reso la sua voce roca, ridotta quasi ad un sussurro, eccetto che nei brevi periodi in cui ne sospendeva l'impiego. Questo non gli ha mai impedito, comunque, di parlare ed interagire con chi gli stava di fronte. Da quando è stato ricoverato, mio nonno non parla quasi più, e non avverte più desiderio di parlare. Sempre dopo nostre pressanti richieste, l'Otorinolaringoiatra dell'Ospedale ha riscontrato, nella gola del paziente, "qualcosa" che dovrà essere meglio approfondito in una visita successiva, mentre il Neurologo deve formulare una diagnosi, dopo aver sottoposto al paziente soltanto tre domande ("In che giorno siamo?", "In che mese siamo?", "Perché ti trovi all'Ospedale?"), ed aver ricevuto, per tutte e tre, risposta negativa ("Non lo so"). Lo spray di cui sopra, all'inizio del ricovero gli era stato somministrato, poi, dopo nostra richiesta di un consulto otorinolaringoiatrico (date le pessime condizioni della sua voce, che creavano, a tratti, difficoltà di comprensione non indifferenti), è stato inaspettatamente sospeso, senza alcuna spiegazione. Mio nonno piangeva spesso, prima del ricovero, non riuscendo ad accettare le proprie condizioni fisiche (l'artrosi su tutte, che ne ha limitato parecchio l'autonomia, nel corso degli ultimi anni), e temendo l'avvicinarsi della dipartita. Abbiamo sempre cercato di rasserenarlo in tutti i modi possibili, e di convincerlo ad affidarsi, insieme a noi, alle cure di un bravo psicologo, ma invano. Ora piange quotidianamente, in Ospedale, temendo di morirvi ricoverato. Sembra lucido, ma la maggior parte del tempo appare apatico. Qualche accenno di vitalità si scorge soltanto quando vuole a tutti i costi scendere dal letto per usufruire dei servizi igienici (mal sopporta, soprattutto per una questione d'orgoglio, il catetere vescicale e il pannolone con cui, negli ultimi giorni, si ritrova a convivere). Non so proprio come prodigarmi per assisterlo (e farlo assistere) al meglio, contribuendo, se possibile, ad un suo recupero, per quanto limitato esso potrà rivelarsi. Fino ad ora, i medici dell'Ospedale si sono dimostrati fin troppo evasivi: io non so che cosa sia accaduto a mio nonno, se qualcosa gli sia effettivamente accaduto, e perché gli sia accaduto. Nessuno parla, o nessuno è interessato a parlare, dato che si tratta di un paziente di 88 anni, e non di un ventenne. Ve ne prego, potreste gentilmente fornirmi un consiglio, anche piccolissimo, in merito al suo caso, così da poter iniziare, per lo meno, ad orientarmi un po'? Ve ne sarei davvero molto, molto riconoscente.

Una nipote in pena

Gentilissima,
dal suo racconto è probabile che possa aver avuto un episodio di vasculopatia cerebrale acuta, magari successivo all'esecuzione della tac. Ripeto, è possibile, ma non si può avere la certezza. Oppure un peggioramento globale a livello di organo od apparato. Chieda un appuntamento col primario. È suo diritto!

Dott. David Puggioni


Mio padre di 82 anni ha dolori oncologici e non dorme

(24.04.2015 - 21:26)

Gentilissimo dottore, riscrivo e la ringrazio della sue gentile risposta. Chiedo il suo aiuto in merito a quanto le scrivo. Mio padre di anni 82 pesa 40 kg e dopo un intervento di emicolectomia sx non si è più ripreso, nel senso che la malattia va lentamente avanti, però abbiamo da subito dopo l'intervento chirurgico dopo il risveglio dei grossi problemi che non riesce a dormire per notti intere rimane a letto a parlare del più e del meno, ed alle volte si alza di continuo, tutto questo magari fino alle 5 di mattina, e per 2-3 giorni alla settimana. Sta assumendo la quietapina da 25mg la sera una capsula. Premetto che adesso da 7gg abbiamo dovuto introdurre il targin da 5mg due volte al giorno alle 7 ed alle 19 per alleviare un po' i dolori… le chiedo un suo parere in merito anche a cosa poter dare o variare per il fatto che non dorme, e se esiste interazione tra il targin e la quietapina, e se le quantità sono idonee. Certo di una sua, cordiali saluti,

Giuseppe

Egregio Giuseppe,
la posologia del targin può essere tranquillamente incrementata fino anche a 30 x 2. Per quanto riguarda la quetiapina si potrebbe tranquillamente incrementare a 50 mg la sera e valutare un po’. Chiaramente di tutto questo ne parli al suo geriatra di fiducia. Cordiali saluti

Dott. David Puggioni


Il mio papà si sarà stancato di vivere?!

(20.04.2015 - 16:16)

Salve, mio padre ha 80 anni, da 18 anni che si è ammalato per un ictus emorragico con emiplegia destra... è andato sempre avanti.... la sua vita quotidiana si svolgeva letto e divano e continuava sempre cosi.... adesso da 1 mese a questa parte non vuole più scendere dal letto, non vuole mangiare, è irrequieto e richiama continuamente la mia povera mamma che non ce la fa più a starci addosso... la notte in ogni ora si sveglia... visitato dal medico di famiglia, gli ha prescritto una terapia di rinforzo vedendo che dagli esami del sangue c'era la proteina reattiva a 74,28 e la ferritina a 128. Prescritti ferrograd, epargriseovit ed eparmeofilin a giorni alterni punture... argivit bustine e trovovit boccette... Mi chiedo se è il caso di ricoverarlo in ospedale per degli accertamenti... questa cura la sta facendo da 4/5 giorni... aiutatemi a darmi qualche consiglio. Ho l'impressione che lui si sta lasciando andare ed è stanco di vivere... è il suo è un problema mentale. Faccio presente che è molto lucido ed ha ancora una memoria migliore della mia. Saluti

Lettera non firmata

Penso che a parte i vari integratori che sta assumendo, necessiti di un buon antipsicotico per i disturbi comportamentali. Si rivolga ad un geriatra di zona. Saluti

Dott. David Puggioni


      

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