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Riabilitazione nella terza età


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A cura del:

Romualdo Carini - Fisioterapista


Esercizi e piccoli accorgimenti da praticarsi nel Morbo di Parkinson

Le persone affette di Morbo di Parkinson, perdono gradualmente la capacità di compiere i movimenti e i gesti che abitualmente si fanno nella vita di tutti i giorni.

Come conseguenza diretta, "l’ammalato" non viene capito: iperprotetto a volte, oppure sgridato per la sua "incapacità ed arrendevolezza". Entrambi questi atteggiamenti sono sbagliati.

Circondare la persona malata di eccessive premure, toglierle la possibilità di muoversi e di vivere la sua gestualità, andrà solamente ad accelerare l’impoverimento dei movimenti che questa persona è ancora in grado di compiere.

Viceversa, il pressare troppo il malato, otterrà solamente l’effetto di innervosirlo ulteriormente, di convincerlo che è solo colpa sua se non è in grado di muoversi, parlare, mangiare, ecc.

I familiari e/o le persone che vivono a stretto contatto con un proprio caro affetto da Morbo di Parkinson, dovranno armarsi di molto coraggio e di buona pazienza, per cercare di capire il problema che determina una mancata risposta (motoria, affettiva, emozionale), e tentare poi di eliminarlo o di aggirarlo.

Prendiamo ad esempio il caso del freezing (blocco), in cui l’ammalato si "congela", si ferma, si blocca davanti ad una barriera (fittizia o meno) non riuscendo più a muoversi.

Solitamente in questi casi si può ricorrere ad alcuni espedienti per sbloccare il movimento:

si chiede ad esempio al soggetto di guardare un punto lontano e di raggiungerlo;

o si aiuta con piccole oscillazioni laterali del corpo, per favorire l’alzarsi dei piedi che "sono incollati a terra";

·gli si fa portare un bastone che funga da "start" al movimento.

Questi sono alcuni consigli che possono tornare utili, ma che non sono sempre validi per tutti.

Un notevole aiuto al malato (e a chi lo assiste) può venire, soprattutto, dall’osservazione del suo comportamento in situazioni critiche e da come sia possibile aiutarlo a superare tali situazioni.

Si può, ad esempio, modificare in parte l’ambiente circostante (es. togliendo i tappeti e/o pezzi d’arredamento che possono creare barriere fittizie).

Si possono non usare coperte troppo pesanti e/o non "rimboccare" troppo le stesse, rendendo il malato "un impacchettato", che non può così certamente cadere, ma nemmeno muoversi. Si può ovviare al rischio di cadute anche con "spondine" o sedie poste ai lati del letto.

I problemi maggiori delle persone affette da Morbo di Parkinson, soprattutto in età geriatrica, sono da imputarsi alla:

Rigidità (ipertono).

Lentezza nei movimenti (bradicinesia).

Facilità alle cadute (disturbi dell’equilibrio e della deambulazione).

Questi sintomi potranno essere presenti anche contemporaneamente, andando ad invalidare ancor di più la persona colpita da questa patologia.

Per questo motivo, fin dall’esordio della malattia, bisogna cercare di tenersi "in forma", con tanta attività fisica, ed alcuni esercizi mirati:

alla mobilizzazione dei vari arti (stretching);

al controllo della coordinazione;

al controllo dell’equilibrio e del cammino.

Qualunque delle attività fisiche, di seguito descritte, si eseguirà:

preferibilmente nei "momenti" migliori;

cercando di ottenere prestazioni più soddisfacenti e di maggior impegno;

facendosi aiutare quando necessario.

Per quanto concerne l’attività fisica, si consiglia quella di tutti i giorni: ovvero cercare di condurre una vita, nel limite del possibile, normale. Fare delle belle passeggiate (in città dove vi sono i parchi) e, finché possibile, camminare sull’erba, sulla ghiaia e sulla sabbia, per stimolare le reazioni di equilibrio.

Esercizi

Esercizi di allungamento e mobilizzazione

A) Movimenti con il bastone

1. Da seduti, impugnando un bastone (lunghezza cm. 100 ca.), portare lo stesso in alto riempiendo i polmoni (inspirando); successivamente riportarlo sulle cosce espellendo l’aria (espirando).

2. Posizione di partenza come la precedente. Portare il bastone in alto inspirando e successivamente portarlo dietro alla nuca espirando. Nella successiva inspirazione il bastone salirà nuovamente in alto, per ridiscendere sulle cosce durante l’espirazione.

 

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3. Quando si sarà in grado di portare agevolmente il bastone dietro la nuca, si procederà nel modo seguente: allungare verso l’esterno il braccio di destra, trascinando con sé quello di sinistra, che andrà a trovarsi così dietro la nuca (come per volersi grattare); contemporaneamente ruotare il capo verso destra; ripetere poi dall’altro lato.

 

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Ripetere tutti gli esercizi 10/20 volte per lato.

 

B) Allungamento arti inferiori

 

1. Posizione seduta, allungare la gamba di destra poggiando il tallone a terra, tirare in alto la punta del piede (flessione dorsale) per 10/30 secondi. Se non si hanno grossi problemi alla schiena, si può cercare di scendere con le mani verso il ginocchio teso, aumentando così l’efficacia dell’esercizio. Ripetere con l’altra gamba.

 

C) Mobilizzazione della caviglia  

 

1. Partendo dalla posizione a gamba estesa, far compiere 10/20 giri alla punta del piede, prima in un senso e poi nell’altro.

2. Posizione di partenza: seduti con piedi e ginocchia unite. Sollevare le punte dei piedi da terra, ruotandole verso l’esterno e poggiandole poi al suolo. Sollevare i talloni ruotandoli verso l’esterno e poggiarli al suolo. Continuare così fino alla massima apertura possibile, quindi ritornare indietro fino a riunire i piedi.

   

D) Esercizi coricati a pancia in sù (in decubito supino)

 

1. Posizione di partenza: coricati, ginocchia piegate, piedi poggiati sul letto. Far cadere le ginocchia a destra e contemporaneamente ruotare il capo dal lato opposto. Ripetere per 10/20 volte.

 

 

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2. Posizione di partenza come sopra. Sollevare il bacino da terra espellendo l’aria, ridiscendere riempiendo i polmoni.

 

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Questi sono solo alcuni esempi di semplici esercizi che sono generalmente proposti a persone affette da Morbo di Parkinson. Occorre però tenere presente che gli esercizi proposti, sicuramente, non si adatteranno a tutti. Oltre a questi esercizi ne esistono naturalmente altri, illustrati anche negli opuscoli distribuiti dalle varie Associazioni che raggruppano i malati di Parkinson. È inoltre opportuna una visita accurata, da parte di un medico specialista (neurologo o fisiatra) con esperienza del campo, nonché una tabella di esercizi mirati, studiati dal Fisioterapista sul singolo caso. Questo soprattutto al fine di evitare spiacevoli conseguenze in quelle persone affette, oltre che dal Morbo di Parkinson, anche da altre “problematiche” (ortopediche, internistiche, ecc.) .

Marcello Manfredini - Fisioterapista

Day Hospital Istituto Geriatrico Riabilitativo

"Pio Albergo Trivulzio" - Milano

Romualdo Carini
Fisioterapista
Direttore Responsabile di Riabilitazione Oggi

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino