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Riabilitazione nella terza età


Torna A svago e divertimentiMedicina Specialistica

A cura del:

Romualdo Carini - Fisioterapista


La rieducazione neuromotoria di gruppo nel Morbo di Parkinson

La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa. 

I sintomi principali sono: tremore, bradicinesia (consiste in un rallentamento motorio), ipertono (rigidità), atteggiamento camptocormico (il paziente è come se fosse ripiegato su se stesso), disturbo nella deambulazione (i passi diventano sempre più corti, ci sono difficoltà nel cambio di direzione, le braccia durante la marcia vengono mantenute ferme lungo il corpo), disturbo di equilibrio (il paziente non è più in grado di correggere la propria postura, è necessario ricordargli spesso di raddrizzarsi).

 

Il programma di rieducazione neuromotoria di gruppo si prefigge come obiettivi principali di:

- mantenere mobili e funzionali le strutture corporee;

- permettere al paziente di integrarsi con altre persone che stanno affrontando un problema analogo al suo (il gruppo favorisce infatti il confronto e lo scambio di esperienze).

Gli esercizi che vengono proposti sono specifici e rapportati  al grado di difficoltà presentato dalla malattia.

La sequenza di esercizi proposta è la seguente:

- Esercizi di riscaldamento;

- Esercizi di mobilizzazione e coordinazione;

- Esercizi di equilibrio;

- Esercizi per la tibio-tarsica (caviglia);

- Esercizi per la mimica facciale.

 

ESERCIZI DI RISCALDAMENTO

Questi esercizi permettono al paziente di percepire il proprio corpo, affinché sia poi in grado di compiere determinati movimenti: ad esempio l’antiversione e la retroversione del bacino (spostamento in avanti e indietro), oppure lo svincolo (la “liberazione” dei movimenti) dei cingoli (ad es. le spalle, le anche).

 

ESERCIZI DI MOBILIZZAZIONE E COORDINAZIONE

Si sfruttano esercizi di mobilizzazione globale, associati a movimenti ritmici ed alternati, per stimolare la coordinazione del paziente.

È sempre bene iniziare con esercizi semplicissimi. Dopo aver effettuato varie sequenze di movimenti simultanei successivi ed alterni, si passa a serie analoghe combinate.

È bene favorire il lavoro a coppie o di gruppo, poiché l’esecuzione collettiva implica un livello di coordinazione più impegnativo, dovendo il paziente rapportarsi al ritmo degli altri componenti del gruppo.

- Esercizi di marcia sul posto (si evidenzia in questo modo l’alternanza tra braccia e gambe).

- Esercizi di coordinazione con il pallone. In questo esercizio il pallone viene utilizzato per scandire le fasi del “raddrizzamento posturale” (posturale = che riguarda una posizione) e la successione è la seguente:

Paziente in decubito supino (a pancia all’aria)

Paziente in ginocchio

Paziente “cavalier-servente” (con un solo ginocchio a terra, vedi Figura)

Paziente in ortostasi (in piedi)

 

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ESERCIZI DI EQUILIBRIO

Sarà compito del fisioterapista trovare una “strada terapeutica” che dia la possibilità, al paziente, di impostare nuovamente e nel miglior modo possibile il cammino e la sua autonomia.

Le reazioni di equilibrio vengono costantemente sollecitate, sia nelle situazioni statiche che dinamiche.

L’equilibrio viene evocato sia attraverso sollecitazioni specifiche (esercizi di mobilità del capo e del tronco, movimenti che producono lo spostamento del baricentro in tutte le direzioni rispetto alla base d’appoggio), che potenziando altri fattori, quali:

- Coordinazione ;

- Mobilità articolare ;

- Prontezza e precisione di risposta (esercizi con il pallone) ;

- Padronanza dei rapporti con lo spazio in situazioni dinamiche (percorso ad ostacoli) ;

- Propriocezione (informazioni ricevute sulla pianta del piede).

 

Gli esercizi di equilibrio vengono fatti eseguire in ordine di difficoltà:

- cammino con un piede davanti all’altro;

- cammino laterale;

- cammino laterale con passo incrociato;

- cammino lungo un percorso su cui verranno poste superfici di differente consistenza (materassini in gommapiuma, tavolette contenenti sabbia, tavolette di legno, ecc..vedi Figura).

 

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Quello che alla fine risulta essere importante, è l’apprendimento di continui aggiustamenti posturali, che il paziente deve mettere in atto per mantenere l’equilibrio.

 

ESERCIZI PER LA TIBIO-TARSICA (LA CAVIGLIA).

Il bilanciamento del corpo inizia dai piedi. Sono i piedi e le caviglie che ci permettono gli spostamenti e i continui adattamenti del corpo nello spazio.

Il peso del corpo si trasmette al piede attraverso la caviglia e se il peso del corpo deve essere bilanciato, la caviglia deve muoversi liberamente e adattarsi in modo efficiente.

Gli esercizi per la tibio-tarsica sono numerosi, tuttavia ciò che li rende efficaci sarà la modalità di esecuzione: lenta e ritmata.

Sarà necessario riproporre lo stesso esercizio più volte per ripristinare i meccanismi automatici.

I primi esercizi serviranno per migliorare la funzionalità articolare; quelli successivi serviranno per rilassare la muscolatura plantare e per stimolare al massimo le capacità propriocettive (ricevere informazioni dalla pianta) del piede sia in statica che in dinamica.

 

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ESERCIZI PER LA MIMICA FACCIALE

Questi esercizi rivestono una grande importanza per la vita relazionale del paziente.

Si prendono in considerazione tutti i muscoli del viso che esprimono un’emozione, come ridere, arrabbiarsi, essere pensierosi, ecc…

Esercizi per la mimica facciale possono essere il corrugare la fronte, strizzare gli occhi, mostrare i denti, arricciare il naso, sorridere, gonfiare le guance anche in modo alternato, spostare la lingua sopra e sotto le arcate dentali, spostare la bocca a destra e a sinistra, mandare baci.

Elena Boccalandro – Fisioterapista –

Day Hospital Istituto Geriatrico Riabilitativo

“Pio Albergo Trivulzio” – Milano

Romualdo Carini
Fisioterapista
Direttore Responsabile di Riabilitazione Oggi

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino