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Riabilitazione nella terza età


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A cura del:

Romualdo Carini - Fisioterapista


La rieducazione neuromotoria di gruppo per Parkinsonismi

Per "Parkinsonismi" si intendono forme di malattia che assomigliano nei sintomi al morbo di Parkinson, ma che presentano un decorso differente, a volte maggiormente invalidante.

La quasi totalità dei casi di parkinsonismo, in pazienti anziani, è su base arteriosclerotica.

L’età avanzata condiziona inevitabilmente la fisioterapia, perché devono spesso trattare quadri clinici misti: infatti sovente sono associate a tali malattie disturbi a carico dell’apparato cardio-circolatorio, respiratorio; patologie antecedenti a carico dell’apparato muscolo-scheletrico; talvolta anche situazioni di deterioramento mentale.

Gli esercizi dovranno quindi essere adattati alle capacità motorie e cognitive della persona.

Per questi pazienti si predilige la posizione seduta per l’esecuzione degli esercizi, esercizi mirati soprattutto a stimolare la coordinazione dei movimenti e le reazioni di equilibrio.

Il gruppo, per l’aspetto relazionale è un fondamentale momento di scambio, di comunicazione con persone che presentano più o meno gli stessi deficit e le stesse problematiche.

Il fisioterapista stimola i pazienti a parlare delle loro sensazioni durante la seduta, a scandire insieme ad alta voce i ritmi degli esercizi, soprattutto quelli di coordinazione: si crea così uno spirito di collaborazione, che induce i pazienti ad incoraggiarsi a vicenda nelle prove più impegnative.

L’intervento sull’atteggiamento posturale, avviene proponendo esercizi di rinforzo della muscolatura che estende il rachide (il tronco); esercizi di respirazione; esercizi di svincolo (liberazione dei movimenti) dei cingoli, che aiutano a migliorare l’equilibrio per il recupero dell’autonomia nei percorsi.

Gli esercizi di coordinazione, come toccare con la mano destra da seduti la spalla sinistra e viceversa, oppure sempre da seduti ruotare verso l’alto e verso il basso le mani appoggiate sulle ginocchia, vengono proposti in modo molto semplificato con ritmi di esecuzione più lenti.

Per la perdita dello schema corporeo (nozione che l’individuo ha del proprio corpo) vengono fatti fare esercizi davanti allo specchio.

Tutto il lavoro svolto in palestra và relazionato all’attività di vita quotidiana: si stimola il paziente a rendersi il più possibile autonomo rispetto ai familiari, a rendersi conto delle proprie capacità e delle esperienze che è ancora in grado di vivere.

Il paziente deve essere spronato ad uscire di casa, a non isolarsi, ad "usare" il più possibile il suo corpo.

 Simona Castiglioni  Fisioterapista 

Day Hospital Istituto Geriatrico Riabilitativo

"Pio Albergo Trivulzio"  Milano

Romualdo Carini
Fisioterapista
Direttore Responsabile di Riabilitazione Oggi

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino