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A cura del:

Romualdo Carini - Fisioterapista


La Terapia Occupazionale nel Morbo di Parkinson

La Terapia Occupazionale (T.O.) si occupa di valutare i pazienti nelle loro attività quotidiane (AVQ), in modo da suggerire le strategie che permettano loro di essere il più possibile autosufficienti, nonchè di adattare l’ambiente in cui vivono al progredire della malattia.

 

Gli ausili

Gli ausili sono strumenti che aiutano la persona disabile ad essere completamente o parzialmente autonoma, rendendo la sua vita simile a quella vissuta prima dell’insorgenza della malattia e rendendo più sicure e meno faticose tutte le attività.

Prima di scegliere un ausilio, dobbiamo attentamente valutare le esigenze della persona disabile e le sue capacità di saperlo utilizzare, ma soprattutto il grado di accettazione suo e dei suoi familiari, dati i costi spesso abbastanza elevati di determinate attrezzature.

Una volta che è stato individuato il giusto ausilio, compito del Terapista Occupazionale sarà quello di insegnare al paziente ad utilizzarlo al meglio.

In base allo stadio della malattia si consiglierà l’ausilio più adatto in quel momento.

Ecco alcuni ausili adatti alle AVQ (per vestirsi, per alimentarsi e per l’igiene personale).

 

Alimentazione

Bicchieri antiribaltamento, con manici per una miglior impugnatura e con cannuccia, quando è stata persa la capacità di portare alla bocca un bicchiere normale;

Piatti con bordi alti, per favorire la raccolta del cibo con la posata, con intercapedine per mantenerlo al caldo, adatti a persone molto rallentate. Per evitare che il piatto scivoli si può utilizzare una tovaglia plastificata.

Le posate devono avere un'impugnatura più grossa, rispetto a quelle normali, per favorire una miglior presa; possono essere utilizzate delle apposite impugnature di gomma,oppure le  posate normali possono essere infilate in semplici tubi di gomma o plastica, tagliati su misura, che rendono l’impugnatura più voluminosa.

 

Abbigliamento

Non vi sono particolari ausili che possano aiutare i malati di Parkinson a svolgere quest'attività della vita quotidiana; si possono dare piccoli suggerimenti per fare meno fatica.

Queste persone possono presentare problemi di equilibrio; è, invece, importante che si sentano sicuri e comodi durante quest'attività, quindi è consigliabile che le operazioni riguardanti il vestirsi e lo svestirsi vengano svolte da seduti.

Un altro consiglio è quello di indossare indumenti ampi, che facilitano i movimenti degli arti superiori, con allacciature semplici (bottoni automatici o velcro), perché i normali bottoni possono creare difficoltà di allacciamento, in quanto necessitano di una buona manualità, che spesso invece peggiora con l’aggravamento della malattia.

Quanto detto è valido anche per le cerniere, che basta sostituire, quando cominciano a creare difficoltà, o modificare aggiungendo un anello di dimensioni più grandi rispetto al cursore per facilitarne la chiusura.

Il velcro può sostituire le normali allacciature delle calzature (le stringhe).

Per infilare le scarpe stando seduti e senza dover piegare il tronco, si consiglia di utilizzare un calzascarpe lungo ed un infilacalze per quanto riguarda le calze.

 

Igiene personale

Tutti gli oggetti d'uso quotidiano devono essere posti in modo tale che il paziente possa raggiungerli con facilità. Alcuni ausili utili per espletare questa attività quotidiana sono: le impugnature di gomma, descritte precedentemente per le posate, sono comode anche per gli spazzolini, i rasoi, i pettini. Si possono trovare anche delle apposite prolunghe per spazzole e pettini, per coloro che hanno i movimenti delle spalle ridotti.

Per lavarsi è comoda la spazzola o la spugna con il manico lungo.

Per ridurre il rischio di scivolare nella vasca da bagno o nella doccia, è consigliabile l’utilizzo di tappetini antiscivolo e di seggiolini.

 

La casa

Per mantenere la propria autonomia, è necessario che l’ambiente in cui la persona vive sia sicuro, non presenti ostacoli. Vediamo come dovrebbe essere ogni stanza della propria casa.

 

La cucina, soprattutto per le donne, è l’ambiente in cui si vivono molte ore della giornata.

I primi accorgimenti da tenere presenti sono:

Non avere mobili pensili troppo alti, in caso contrario possiamo lasciare gli oggetti più usati direttamente sul piano di lavoro, oppure utilizzare un’apposita pinza per afferrarli quando sono in alto.

è meglio adottare dei fornelli in vetroceramica, molto pratici e sicuri.

I piani di lavoro devono essere di materiali resistenti al calore per appoggiare stoviglie anche bollenti.

Il rubinetto deve essere dotato di “doccino” con prolunga, in modo da riempire la pentola lasciandola direttamente sui fornelli, poiché, se messa direttamente sotto il rubinetto, una volta piena risulterà troppo pesante e quindi faticosa da spostare.

Le maniglie dei cassetti e delle antine devono essere facili da impugnare, quindi non essere troppo piccole.

Un carrello portavivande sarà comodo per servire a tavola i piatti.

 

Il soggiorno è, in genere, il secondo locale dell’appartamento in cui si passa la maggior parte della giornata.

In moltissimi casi in questo locale si trovano un tappeto. Questo è uno dei primi “componenti d’arredamento” da eliminare, perché pericoloso per i malati di Parkinson, i quali hanno difficoltà a sollevare i piedi durante il cammino.

Gli spazi devono inoltre essere ampi, in modo che siano liberi di circolare liberamente nella loro casa.

Altro accorgimento utile, è quello di non avere sedie o divani  bassi, per evitare che facciano troppa fatica a passare dalla posizione seduta a quella eretta. Meglio ancora se le sedie hanno dei braccioli per facilitare il passaggio sopra descritto.

Un oggetto posto solitamente in soggiorno, ma anche in altre stanze della casa, è il telefono: per ridurre la difficoltà a schiacciare i tasti, si può procurarne uno con una pulsantiera più grossa, facilitando così l’operazione.

 

Nel bagno si possono utilizzare ausili molto utili per la sicurezza del paziente.

I principali sono:

· Seggiolini per vasca da bagno o per doccia, i quali permettono al paziente di lavarsi senza pericolo di scivolare o cadere.

· Tappetino antiscivolo da inserire nella vasca e nella doccia, per ridurre il rischio di cadute nel passaggio dalla vasca o dalla doccia a fuori.

· Un maniglione, all’interno della vasca o della doccia, può essere utile per gli stessi motivi presentati nei due punti precedenti. A volte può essere utile avere un maniglione vicino al water o al bidè per aiutarsi a rialzarsi.

Per permettere al paziente di sollevarsi dal water autonomamente, possiamo utilizzare un alzawater con o senza braccioli.

· I rubinetti devono essere facili e comodi da aprire, al contrario si può utilizzare un apposito

ausilio.

· Per una maggiore sicurezza, si consiglia di mettere un campanello d'allarme per i momenti in cui il paziente si può trovare in difficoltà.

· Il sollevatore si utilizza negli spostamenti dalla carrozzina alla vasca o al letto, quando il paziente ormai non è più in grado di muoversi autonomamente.

 

La stanza da letto, così come il soggiorno, non deve avere spazi troppo stretti, dovrebbero invece essere tenuti presenti  in essa i seguenti accorgimenti.

· Il letto non deve essere né troppo basso né alto; nel primo caso, per alzarlo secondo necessità dobbiamo usare o un materasso più alto, oppure dei semplici rialzi da porre sotto i piedini del letto; nel secondo caso è sufficiente tagliare (quando ovviamente è possibile) leggermente i piedini dello stesso.

· Le aperture degli armadi e dei cassetti devono essere pratiche e di facile impugnatura.

· Per alzarsi dal letto, nel caso si faccia fatica, si può utilizzare una “staffa” o “giraffa”; nel caso diano fastidio le coperte quando ci si alza o ci si deve rigirare nel letto, e quando il paziente è allettato, possiamo utilizzare un archetto alzacoperte. Quest’ultimo è utile insieme al materasso antidecubito per prevenire ulcere da decubito (le cosiddette piaghe).

· Gli scendiletto o i normali tappeti da camera, come già descritto per il soggiorno, devono essere tolti per facilitare la deambulazione e prevenire le cadute.

 

Questo è quanto per ciò che riguarda gli ausili per le AVQ e per gli accorgimenti da adottare nelle abitazioni.

La Terapia Occupazionale propone però anche degli esercizi di manualità fine, per mantenere una certa funzionalità delle mani, utile per svolgere tutte le normali azioni quotidiane. Per effettuare gli esercizi che proponiamo si possono utilizzare oggetti che ognuno di noi possiede in casa.

Elenchiamo una serie di esercizi che si possono fare anche da soli.

· Utilizzando dei semplici bottoni, raccoglierli alternando le dita (pollice-indice, pollice-medio, e così via), partendo prima da quelli un po’ più grossi, aumentando poi la difficoltà con quelli più piccoli. Lo stesso esercizio può essere fatto sostituendo i bottoni con della semplice pasta corta. 

· La pasta può anche essere infilata pezzo per pezzo in un filo, così da creare una collana.

· La scrittura è un buon esercizio per mantenere la manualità fine e per continuare a poter scrivere. Le persone affette dal Parkinson, con l’aggravarsi della malattia modificano infatti la loro scrittura, facendola diventare praticamente illeggibile (micrografia).

· Seguire i contorni di un disegno, o di figure prestampate, con un pennarello, con una penna oppure incollando un pezzo di lana o di corda lungo il contorno stesso.

Nel caso il paziente non riesca ad impugnare la penna, gliene si può dare una con  impugnatura grossa; nel caso in cui non riesca neanche con quella, gli si può far usare o la macchina da scrivere o il computer.

Elisabetta PeregoTerapista Occupazionale

 Day Hospital Istituto Geriatrico Riabilitativo

“Pio Albergo Trivulzio” – Milano

Romualdo Carini
Fisioterapista
Direttore Responsabile di Riabilitazione Oggi

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