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Servizi assistenziali per la terzaetà

A cura di:

Diego Carrozza
Responsabile di struttura


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Possibilità di trasferire una convenzione da una Regione all'altra

(01.10.2014 - 22:27)

Gentile dott. Carrozza, mia suocera è ricoverata in una casa di riposo di Genova e, dopo alcuni anni, è finalmente riuscita ad entrare in convenzione. Siccome io mia moglie ci siamo dovuti trasferire a Torino, vorremmo trasferire anche mia suocera vicino a noi. È possibile trasferire la convenzione, oppure bisogna ricominciare tutta la trafila da zero? In caso affermativo, cosa bisogna fare? Grazie

Giorgio

Egregio Signor Giorgio,
normalmente non è possibile trasferire la convenzione da una regione ad un’altra, in quanto i fondi che alimentano le convenzioni sono regionali. Potrebbe comunque provare ad informarsi presso il servizio sociale del luogo dove intendete trasferirvi, per verificare eventuali possibilità a cui poter fare riferimento. Cordiali saluti

Diego Carrozza


Assisto mia madre invalida al 100%. Ho diritto ad un’assistenza o ad un aiuto?

(23.07.2014 - 17:54)

Gentile dottore, ho mia madre dichiarata invalida al 100 per cento perché non è autosufficiente. Ha 89 anni, un assegno di accompagnamento ed è malata di cuore e non deambulante. Sono quattro anni che le fornisco assistenza infermieristiche a mie spese. Vive con me perché non ha casa ed io sono sola e con una certa età. Ho diritto ad un’assistenza o ad un aiuto? Come fare? Grazie

Lettera non firmata

Gentile Signora,
le suggeriamo di attivare l’Assistente Sociale del comune di residenza, il quale potrà analizzare il caso e offrire il supporto previsto nella sua regione. Cordiali saluti

Diego Carrozza


Informazione su case di riposo

(16.07.2014 - 11:01)

Buongiorno, scrivo per un'informazione. La nonna di mio marito è stata ricoverata da circa un mese in una casa di riposo. Premettendo che la signora soffre di demenza senile ma è ancora indipendente dal punto di vista dei bisogni fisiologici, abbiamo scoperto e poi c’è stato confermato che alla sera lei viene obbligata a indossare un pannolone e la bloccano nel letto con l'ausilio di spondine alte del letto. Tutto questo perchè gli inservienti dicono di non avere il tempo di controllarli. In più ogni pomeriggio alle 14 vengono obbligati ad andare a letto vestiti (perchè per spogliarli si perde tempo) e vengono fatti stare a letto obbligatoriamente almeno fino alle ore 17, sempre avvalendosi delle spondine bloccanti. Considerando che non ho mai avuto esperienza di case di riposo, vi chiedo se un tipo di trattamento del genere sia normale in qualsiasi casa di cura o si debba parlare di abuso. Grazie in anticipo per la cortese attenzione Cordiali saluti

Giulia

Gentile Giulia,
ovviamente non è accettabile che una struttura non ha tempo di occuparsi della propria utenza. Se organizzativamente non è in grado di rispondere ai bisogni dell’utente, probabilmente non è idonea ad accogliere utenza non autosufficiente. L’uso delle sponde a letto è considerato come un mezzo di contenzione e deve essere prescritto e motivato dal medico ed è utilizzabile se il suo uso serve alla salvaguardia del benessere dell’utente (es. rischio cadute accidentali dal letto in utenti che non sono in grado di deambulare autonomamente, problemi di equilibrio nelle fasi di discesa dal letto, ecc…). Non è dunque possibile usare mezzi di contenzione per carenze di personale o motivi organizzativi delle strutture, ma deve essere usato solo ed esclusivamente per bisogni dell’utente e solo dopo prescrizione medica. Cordiali saluti

Diego Carrozza


La figlia di mia moglie può opporsi sulla scelta della struttura?

(26.06.2014 - 11:54)

Da tre anni mia moglie è invalida, immobilizzata su una carrozzina, e soffre di Alzheimer. Sono da solo ad accudirla. Mia moglie ha una figlia che viene a trovarla. Quando viene da noi, resta 10 minuti o un quarto d'ora al massimo e poi se ne va. Oltre ad accudire mia moglie, devo fare tutti i lavori di casa (cucinare, il bucato, le commissioni, ecc…). La situazione che sto vivendo è molto pesante e stressante per cui sto valutando di collocare mia moglie presso una struttura per anziani. Nel Comune dove siamo residenti (noi e la figlia di mia moglie) c'è una struttura per anziani, però non mi piace per diversi motivi. A quattro chilometri da casa nostra, nel Comune limitrofo, vi è un'altra struttura per anziani, moderna, e la cui assistenza per gli ospiti ha una buona reputazione. Per di più fruisce di aree verdi e una bella vista sul mare. Il mio quesito è il seguente: Nel caso in cui decidessi di piazzare mia moglie in questa struttura, efficiente, accogliente e ben situata, la figlia potrebbe opporsi e chiedere che mia moglie sia collocata presso la struttura che si trova nel nostro comune di residenza, per il fatto che è più vicina di casa sua e per lei è più comoda? Sul piano giuridico conta la mia decisione oppure quella della figlia? Vi ringrazio per la risposta e porgo cordiali saluti.
P.S. Su mia istanza presentata a suo tempo, al Giudice Tutelare, feci nominare un Amministratore di sostegno.

Claudio

Egr. Sig. Carlo,
ci dispiace moltissimo per la situazione che sta vivendo. In merito alla sua richiesta, le ricordiamo che le normative variano da regione a regione. In Emilia Romagna, per esempio, per inserire un utente in una struttura occorre il consegno dei familiari diretti (marito, figli, ecc…). Per la scelta della struttura non esiste una regola specifica, si demanda ad accordi familiari e/o, in caso di problematiche, a ricorsi legali, con tutto quello che ne consegue...
Da parte mia non riesco a fornirle altre informazioni, le consiglierei dunque di rivolgersi ad un assistente sociale del proprio territorio, che sicuramente riuscirà a darle informazioni più precise e dettagliate.
Cordiali saluti

Diego Carrozza


Posso imporre una badante al mio papà?

(16.04.2014 - 15:19)

Egr. Sig. Diego Carrozza, mio papà di 91 anni vive solo a 100 km di distanza da me, sua unica figlia. Premetto che lui è autosufficiente e che ancora guida la macchina, ma io (proprio per la distanza) sono eternamente in apprensione, perchè vorrei che lui si prendesse una persona (badante) onde poterlo controllare nel caso cadesse oppure avesse altri problemi di salute, ma lui non vuole sentire ragione e si arrabbia quando gli propongo ciò. Ora Le chiedo: posso io imporgle di accettare una persona che si prenda cura di lui oppure devo attendere che gli capiti qualcosa di irreversibile? Le sarei grata se lei potesse rispondermi confortandomi con un suo gentile consiglio. La ringrazio e la saluto.

Gabriella

Gentile Gabriella,
non è possibile obbligare nessuno ad accogliere badanti contro la sua volontà. Cordiali saluti

Diego Carrozza


Ospite non autosufficiente,come mi devo comportare?

(13.03.2014 - 22:48)

Salve, sono Gabriele, un infermiere diplomato e gestisco insieme a mia moglie una casa famiglia per anziani. Volevo chiederle, al momento in cui un ospite non autosufficiente, come mi devo comportare nel tempo di attesa che se libera un posto in una casa di riposo, per non avere problemi con le autorità di competenza? Grazie per la sua attenzione!

Lettera non firmata

Egregio Gabriele,
le case famiglia non possono accogliere persone che hanno bisogno di assistenza continua perché non autosufficienti. Non è mai consigliabile alloggiare utenti sensibili in strutture che non riescono a garantire i servizi necessari per natura o organizzazione. La responsabilità di eventuali non erogazioni dei servizi necessari è sempre del responsabile della struttura... Cari saluti

Diego Carrozza


Ricovero contro volontà

(27.02.2014 - 13:00)

Buonasera,ho mia nonna malata di Alzheimer e bisognosa di assistenza continua!Ora ha un'assistente familiare che non riesce più da sola a gestire la situazione.Mia madre vorrebbe inserirla in una casa di riposo,ma mia zia no. Può mia madre decidere da sola e portare mia nonna (non più autosufficiente)nella casa di riposo, contro la volontà di mia zia? A cosa va incontro legalmente? Grazie per la sua preziosa risposta!

Valentina

Salve, in casi dove i parenti non sono d’accordo sulle scelte assistenziali è consigliabile il ricorso ai servizi sociali territoriali che, anche solo con funzione di mediatori, possono contribuire a trovare una soluzione oggettivamente utile e che risponda ai bisogni del paziente. Saluti

Diego Carrozza


Accesso strutture convenzionate

(27.02.2014 - 12:55)

Gentile dottore, ho letto attentamente tutte le risposte precise da Lei date riguardo all'argomento: residenza e case di riposo. Il mio caso personale si discosta dagli altri, per essere certo e sicuro da confrontare. Ho 71 anni, invalido al 100%, per ragioni motorie. Vivo a Bologna e per ragioni familiari difficili, desidererei tornare nella mia città d'origine entrando in una casa di riposo che è anche convenzionata riguardo al canone mensile (pensione con differenza a carico del Comune di nuova residenza) Interpellata la Casa di riposo da parte di mia moglie che vede con favore il mio allontanamento, le hanno risposto che il cambio di residenza obbligherebbe il Comune di provenienza a pagare la differenza retta, per due anni. Con ciò l'approvazione della Casa scelta, comporterebbe al comune di Bologna. Da queste informazioni, non sappiamo come regolarci in proposito. Grazie per la risposta e complimenti per il servizio ai cittadini.

Elvio

Salve Elvio, per accedere in strutture convenzionate regionali e anche per accessi fuori regione è obbligatorio il coinvolgimento del Comune di appartenenza nel caso specifico il Comune di Bologna. Saluti.

Diego Carrozza


Intervento del comune

(27.02.2014 - 12:27)

Gentile Dott.re buonasera. Mio padre purtroppo non è più autosufficiente e io e mio fratello siamo costretti a ricoverarlo presso una casa di riposo. Lui con la sua pensione, non è in grado di sostenere tutto l'onere della retta e noi, possiamo contribuire minimamente. Il comune di residenza a questo punto è obbligato ad intervenire economicamente? Attualmente mio padre è in affito presso un alloggio popolare. Grazie per l'attenzione.

Lucrezia

Gentile lettrice, dove le risorse economiche personali compreso l'aiuto da parte di Familiari diretti non è sufficiente per coprire le spese , si ha diritto di chiedere integrazioni ai servizi sociali Comunali che a Loro discrezione analizzato il caso, possono scegliere se integrare con contributo economico e/o fornendo servizi di supporto. Buona giornata.

Diego Carrozza


Cambio RSA

(16.09.2013 - 10:30)

Salve Dott. Carrozza. Vorrei porle un semplice quesito. Ho appena ricoverato il mio,meraviglioso Papa' in una Rsa. Niente da dire, pulita etc. Ma purtroppo hanno solo stanze con 3 letti, televisori Dell anteguerra . Sono consapevole che importante sia l assistenza , la professionalità . Chiedo : posso cambiare rsa , trovando posto , senza rifare tutta la domanda tramite casa di cura o ospedale , ma solo con la richiesta del medico curante e la presentazione all'Asl di competenza ?

Adolfo

Buongiorno , si è possibile chiedere in Emilia Romagna,il cambio della struttura senza dover ripetere l'iter per accedere ai posti accreditati, ma ovviamente è a discrezione dell'AUSL valutate le motivazioni decidere di trasferire l'utente.

Diego Carrozza


Spostamenti dalle case di riposo

(10.09.2012 - 21:55)

Buongirono, ho la mamma ricoverata in in una casa di riposo con la quale, al momento dell'ingresso, ho sottoscritto un regolamento che, tra le altre cose, prevede che in caso di necessità di sottoporre la mamma a visite specialistiche presso presidi ospedalieri e/o in caso di ricovero in ospedale, è il familiare che si impegna al'accompagnamento. Nel caso in cui la mamma venisse trasferita all'ospedale con l'intervento del 118 e io non potessi raggiungerla, la casa di riposo è obbligata a provvedere con proprio personale? In questo caso chi è responsabile? Ringrazio fin d'ora.

Eleonora

Buongiorno Sig.ra Eleonora, le case di riposo non sono obbligate a fornire personale di assistenza nei trasferimenti fuori dalla struttura. In particolare, in caso di ricovero in ospedale, il 118 è responsabile del trasferimento mentre l'ospedale è responsabile dell'assistenza al suo interno.

Diego Carrozza


Il trasferimento di residenza da RSA

(08.05.2012 - 20:45)

Gentile Sig. Carrozza, mio padre è risidente da un paio di anni in una RSA pubblica di un comune della provincia di Pisa. Prima viveva da solo in un appartamento in affitto perchè separato da mia madre che vive nella provincia di Rieti. Io, la figlia, risiedo invece nel comune di Firenze. Una serie di eventi avversi ha fatto sì che mio padre nel giro di 4 hanni sia diventato, all'età di quasi 70 anni, una persona non autosufficiente, con disabilità motorie e psichiche. La domanda è la seguente: è possibile trasferire la residenza di mio padre in una struttura RSA del comune di Firenze per ricongiungimento familiare? Sono l'unica persona al mondo che può prendersi cura di lui, entrambi vorremmo essere nella stessa città per vederci più spesso. Si può tenere lontani un padre invalido e l'unica figlia che ha per i regolamenti delle asl e dei comuni? Grazie mille

Maria Teresa

Sig.ra M.Teresa, come non essere d'accordo con Lei...nulla dovrebbe tenere lontani un padre ed una figlia, figuriamoci nel momento del bisogno, ma detto questo, non possiamo trascurare che esistono dei regolamenti che non sempre riescono a rispondere alle esigenze di tutti e Lei ne è un esempio. Il consiglio che mi sento di darLe è di prendere contatti con l'Assistente Sociale del Comune dove vuole trasferire suo padre e porgli il problema, visto che si tratta di una richiesta di trasferimento senza cambio di Regione si può sperare che i regolamenti non siano cosi rigidi.

Diego Carrozza


Rifiuto di trasferimento in RSA o di assistenza domiciliare, cosa fare?

(08.05.2012 - 17:09)

Buongiorno, vorrei un'informazione: mia suocera è anziana (80 anni, non è del tutto fuori di testa, ma ha grossissimi problemi di memoria, infatti dimentica che giorno è, non ricorda a distanza di 5 minuti quello che le si dice, lascia scadere il cibo in frigo e poi lo mangia col rischio di gravi effetti sulla sua salute, chiama i figli 10 volte al giorno per chiedere sempre la stessa cosa). Ultimamente ha avuto anche problemi cardiaci e il dottore ha consigliato assistenza per farle prendere le medicine. Lei però non vuole saperne di andare in una struttura nè di avere infermieri per casa. I figli lavorano entrambi e non possono andare da lei 3 volte al giorno per darle le medicine. - Possono costringerla ad andare in un rsa o casa di riposo almeno per un mese (dopo il quale dovrà rifare degli esami per il cuore)? - Se non è possibile ed i figli la lasciano a casa da sola, possono essere accusati civilmente di non averla seguita abbastanza o l'anziano è libero di decidere per sè senza ricadute sui figli? Grazie

Gloria

Gentile Signora, in nessun caso si può obbligare una persona a sottoporsi a cure senza il suo consenso e di conseguenza non si può obbligare nessuno a trasferirsi in una casa di riposo anche temporaneamente. Dalla sua descrizione, però, mi è parso di capire che Sua Suocera non rifiuta l'aiuto dei Figli; quindi si potrebbe tentare di affiancare per un periodo iniziale definito la presenza contemporanea di un figlio e un infermiere e/o assistente domiciliare con lo scopo di aiutare sua suocera a capire che la presenza di un aiuto è per aiutare i figli e non ha lo scopo di affidarla ad estranei; provate a far leva sulle sue debolezze come ad esempio l'attaccamento ai figli.

Diego Carrozza


Il limite tra il rispetto della volontà personale e la responsabilità della struttura

(08.05.2012 - 12:27)

Buongiorno gentile Dr.Carrozza, lavoro in una casa di riposo. Come ci si vede comportare nel caso di un ospite non autosufficiente, lucido, in grado di intendere e di volere che è a rischio di disfagia importante e che vuole mangiare cibi non adatti al suo problema? L'ospite non è in grado di mangiare da solo, deve essere imboccato. Qual è il limite tra il rispetto della volontà personale e la responsabilità della struttura? grazie della cortese attenzione. saluti

Monia

Buongiorno sig.ra Monia, le persone capaci di intendere e volere sono sempre responsabili delle loro azioni e delle loro decisioni; la struttura che si trova ad assistere una persona capace di intendere e volere ha la responsabilità di attuare tutte le strategie per garantire al paziente una corretta assistenza per assolvere ai suoi bisogni specifici, ma non può nulla se il paziente si rifiuta.

Diego Carrozza


Come trasferire l'ospite da una casa di riposo

(16.02.2012 - 23:41)

Buonasera, nostro padre è residente a Pisa mentre noi siamo a Milano. Gli é stata fatta una diagnosi di demenza ed é attualmente in una casa di riposo a Pisa. Vorremmo spostarlo in una casa di riposo vicino a noi a Milano. Che cosa dobbiamo fare? Abbiamo ricevuto istruzioni discordanti. Grazie e cordiali saluti

Danilo T.

Gentile Signore, per dare una risposta ho bisogno di sapere se suo Padre è ospite in una struttura privata o pubblica e se si intende trasferire in una struttura privata o pubblica. Cordialmente

Diego Carrozza


Obbligo presenza infermieri per la notte

(30.01.2012 - 19:47)

Esimio Dottore, mia nonna è ricoverata presso una struttura privata convenzionata. Volevo capire se la presenza di un infermiere è obbligatoria durante la notte. Attualmente dalle 9 di sera alle 6 del mattino, sono di turno solamente operatori. La ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti

Annalisa

Gentile utente, la presenza dell'infermiere professionale durante la notte non è obbligatoria a patto che durante l'orario notturno non vi siano terapie da somministrare o la presenza di ospiti con particolari patologie che necessitano di assistenza sanitaria continuative . Inoltre vi è da specificare che il fabbisogno del personale che deve operare in una struttura convenzionata è stabilito dal distretto sanitario di competenza per territorio e che le strutture sono obbligate a rispettare, pena la revoca della convenzione.

Diego Carrozza


Inserimento in struttura, ipotesi e possibilità

(29.12.2011 - 17:52)

Buonasera, volevo sottoporLe il mio problema. Siamo due sorelle e abbiamo fatto, di comune accordo, la domanda per mettere in lista d'attesa nostra madre in una casa di riposo. Prima mia madre era d'accordo ad andare in una casa di riposo, adesso ha cambiato idea e anche mia sorella è d'accordo con lei. Se non volesse più andare quando verrà chiamata, cosa posso fare per farle cambiare idea? Posso metterla nella casa di riposo senza il suo consenso e quello di mia sorella? La ringrazio e La saluto cordialmente.

Sabrina

Buongiorno, ovviamente non si può obbligare nessuno ad entrare in casa di riposo se autosufficente e capace di intendere e volere; il consiglio per far accettare l'inserimento in struttura, in tal caso, può essere quello, se possibile, di andare insieme a visitare la struttura e magari chiedere se vi sia l' opportunità di trascorrervi qualche ora, vedere le attività svolte ecc...ecc...cose che a volte aiutano a smorzare preconcetti che sono alla base del rifiuto. Se invece si tratta di una persona non autosufficente a svolgere gli atti quotidiani della vita e quindi ha bisogno di aiuto indipendentemente dal suo volere, si può intraprendere la via legale e farsi nominare tutore. Solo in questo caso una persona diversa dall'interessato può decidere per lo stesso.

Diego Carrozza


Assistenza infermieristica a domicilio.

(07.10.2011 - 09:38)

Buongiorno, con la presente vorrei chiedere la seguente informazione: mio padre ha 79 anni e vive all’Infernetto (Roma). A causa di patologie croniche e di una forte depressione, necessita di una assistenza medico/infermieristica giornaliera. Quali sono le procedure che devo adottare per poter usufruire del servizio. Grazie e cordiali saluti

Paola A.

Gentile Paola, in linea generale, la cosa migliore da fare è rivolgersi al servizio sociale presso il comune di residenza visto che le caratteristiche dei servizi e conseguentemente l'assistenza medico/infermieristica, sono legati al territorio.

Diego Carrozza


Detraibilità sedute idrokinesiterapia

(29.09.2011 - 18:29)

Buongiorno, Le descrivo di seguito la mia situazione. Ho 75 anni e sono invalido al 100% con accompagno per paraparesi arti inferiori da sofferenza midollare,per fistola arterovenosa in D10 (operata), deambulo con con l'ausilio di due bastoni canadesi. Oltre a due sedute settimanali di fisioterapia (privatamente) quest'anno ho trovato giovamento per 12 sedute di idrokinesiterapia in piscina termale. Desidererei sapere se tale ciclo di terapia rientra tra quelle concesse dal SSN. Ringrazio per l'attenzione.

Enrico

Gentile Enrico, le sedute di idrokinesiterapia sono ricopmprese nel più ampio ambito dei cicli di prestazioni idrotermali, rientranti tra le prestazioni erogate dal SSN (allegato 1 al DPCM del 29/11/2011 - Definizione dei livelli essenziali di assistenza). Pertanto per poter accedere a tali prestazioni, basterà munirsi di prescrizione medica e rivolgersi al proprio distretto sanitario. La stessa condizione, cioè la prescrizione medica, è richiesta al fine della detrazione di tali spese. Cordialmente,

Diego Carrozza


Ici e cambio di domicilio

(21.09.2011 - 08:57)

Buongiorno, il quesito riguarda il cambio di domicilio (il comune rimane lo stesso) effettuato dalla struttura dove mia madre è ospitata come non autosufficiente. Ai fini fiscali essendo proprietaria di una casa, questa risulta essere considerata la "seconda casa" quindi con un aggravio di spese (ici ecc..).Essendo entrata in struttura come non auto con nessuna possibilità di rimanere a domicilio,c'è¨ la possibilità che lei venga considerata solamente "ospite" della struttura?

Monia

Buongiorno, tale questione va trattata con riferimento agli aspetti legati alla residenza ed all'abitazione principale della nonna, che da quanto scritto, risulterebbero essere stati spostati presso la struttura dove attualemnte la signora vive. Ciò configura una situazione che la quasi totalità dei Comuni fa comunque ricadere nell'ambito dell'esenzione d'imposta ICI a patto che l'abitazione di proprietà non venga locata. Tuttavia le indicazioni in merito alla eventuale applicazione dell' imposta e delle altre spese vanno verificate rispetto alle delibere comunali emanate in merito. Cordialità

Diego Carrozza


Non esistono obblighi di permanenza presso case di riposo

(23.08.2011 - 23:07)

Salve, volevo chiedere se una struttura (casa di riposo privata) può impedire al coniuge di portare a casa il compagno ricoverato con diagnosi di disfalgia. Cordiali salut

Manuela

Gentile Manuela, assolutamente no. Una casa di riposo e di norma tutte le strutture che si occupano di assistenza, pubbliche o privatre che siano, non possono vietare ai familiari ed al paziente di uscire e di godere dei fondamentali ed insostituibili rapporti sociali. Detto questo, possono esistere delle limitazioni epr gravi patologie o affidamenti legali con dei vincoli, ma sicuramente non è questo il caso. Saluti

Diego Carrozza


A chi compete la carrozzella?

(06.07.2011 - 09:25)

Buongiorno, mio padre di 85 anni è ricoverato presso una struttura privata, la cui retta viene pagata per non autosufficiente. Mi richiedono di comprare a mie spese una carrozzella, a mio giudizio è la struttura che deve essere attrezzata in merito, o sbaglio? Grazie

Michaela

La carrozzella è considerata presidio personale dell'Utente, deve essere prescritta dal medico e devono essere valutati i bisogni dell'Utente e le caratteristiche di non autosufficenza che determinano l'uso della carrozzella. Detto questo è possibile avere la fornitura della carrozzella tramite la AUSL territoriale che normalmente, se la persona è certificata invalida al 100%, con una semplice prescrizione del medico curante attiva la procedura per avere la carrozzella rimborsata dal servizio sanitario nazionale. Se la persona è alloggiata in struttura pubblica convenzionata sarà la stessa struttura ad occuparsi della fornitura. Se la persona è alloggiata in struttura privata come nel suo caso la carrozzella non deve essere fornita dalla struttura e quindi rimane a carico dell'utente.

Diego Carrozza


Trasferimento di residenza obbligatorio

(13.03.2011 - 11:37)

Buongiorno, a seguito di ricovero di mia mamma in RSA privata mi è stato detto che dopo una permanenza di sei mesi mia mamma "deve" cambiare la residenza presso la stessa casa di riposo. C'è qualche legge in particolare che obbliga a fare questa variazione? Preciso che la struttura in questione è totalmente privata e quindi non c'è nessun contributo da parte della regione/asl sulla retta mensile. Grazie Cordiali saluti

Luisa

Salve, per il trasferimento di residenza obbligatorio non vi sono leggi che stabiliscono un tempo, ma è possibile che ogni singolo comune possa emettere delibere in tal senso. Quindi possiamo consigliare alla nostra utente di recarsi presso gli uffici della anagrafe del comune dove è ubicata la struttura e chiedere se esistono obblighi per il tresferimento della residenza in struttura.

Diego Carrozza


Consultazione cartella clinica in RSA

(11.03.2011 - 13:18)

Buongiorno, vorrei una risposta in merito al seguente quesito. Ho la mamma ospite in una casa di riposo per anziani (non autosufficiente e quindi RSA). Ho chiesto alla struttura di avere copia della cartella clinica e delle schede terapia degli ultimi 12 mesi. La struttura mi ha rinviato al medico curante (interno alla struttura). Il medico curante ha detto che non ho il diritto di accedere alla suddetta documentazione. Qualcuno mi può aiutare? Ringrazio in anticipo. Cordiali saluti

Aldo C.

Buongiorno Sig. Aldo, può accadere che alcune strutture siano molto rigide nella trasmissione di documenti riservati come le cartelle sanitarie a parenti o conoscenti degli ospiti non legalmente riconosciuti come Tutori. Ma se un parente non si trova nella posizione di tutore legale, che si ottiene dopo l'istruzione di un procedimento giuridico presso il tribunale, si può ipotizzare che l'ospite non sia riconosciuto legalmente Interdetto e quindi egli stesso ha diritto di accedere e trasferire la documentazione che lo riguarda. Cordilai saluti.

Diego Carrozza


      

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