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Fisco e sanità

All’atto della presentazione della dichiarazione dei redditi e in sede di determinazione delle imposte, l’erario concede ai cittadini degli sconti su spese mediche e sanitarie sostenute durante l’anno. Le detrazioni sono le somme che, una volta calcolate le imposte da pagare, si possono sottrarre da queste, in modo da pagare di meno, mentre le deduzioni sono le somme che si possono sottrarre dal reddito su cui poi si calcolano le imposte. Le detrazioni e le deduzioni sono ammesse solo se gli oneri e le spese sono stati sostenuti nel relativo periodo d’imposta dal contribuente nell’interesse proprio e non sono stati già dedotti dai redditi che contribuiscono a formare il reddito complessivo. Alcuni oneri e spese sono ammessi anche se sono state sostenute per i familiari. Se la spesa è sostenuto per i figli, la detrazione spetta al genitore a cui è intestato il documento che certifica la spesa. Se invece il documento che comprova la spesa è intestato al figlio, le spese devono essere ripartite tra i due genitori nella proporzione in cui le hanno effettivamente sostenute. Se essi intendono ripartire la spesa in misura diversa dal 50%, devono annotare nel documento che comprova la spesa la percentuale di ripartizione. Se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, ai fini del calcolo della detrazione quest’ultimo può considerare l’intero ammontare della spesa.

Le spese per i mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione, sollevamento dei portatori di handicap e le spese per i sussidi tecnici ed informatici per l’autosufficienza e integrazione dei portatori di handicap, la detrazione del 19% spetta sull’intero importo.

Non vanno indicate alcune delle spese sanitarie sostenute nel periodo d’imposta che sono già state rimborsate al contribuente, per esempio:
- se ha subito danni alla persona, ma chi lo ha danneggiato, o altri per lui, lo ha risarcito;
- le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati ad enti o casse aventi esclusivamente fini assistenziali in conformità a disposizioni di contratti o di accordi o regolamenti aziendali che, fino ad un importo non superiore complessivamente a Lire 7.000.000, non hanno concorso a formare il reddito imponibile.

Invece, vanno indicate, perché rimaste a carico del contribuente, le spese sanitarie rimborsate per effetto di premi di assicurazioni sanitarie da lui versati per i quali non spetta la detrazione d’imposta del 19% e le spese sanitarie rimborsate dalle assicurazioni sanitarie stipulate dal sostituto d’imposta, o semplicemente pagate dallo stesso con o senza trattenuta a carico del dipendente o pensionato per i cui premi non spetta la detrazione d’imposta


ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO COMPLESSIVO

E’ interamente deducibile dal reddito complessivo l’importo delle spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifica sostenute dai portatori di handicap. Ai sensi dell’art. 3 della Legge n.104 del 5 febbraio 1992, i portatori di handicap sono coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. Sono tali non solo i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della Legge n.104 del 1992, ma anche tutti coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre commissioni mediche pubbliche incaricate di riconoscere l’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc...

Le spese di assistenza specifica sostenute dai portatori di handicap sono quelle relative:

  • all’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • al personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • al personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • al personale con la qualifica di educatore professionale;
  • al personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale


I soggetti portatori di handicap possono usufruire della deduzione anche se fruiscono dell’assegno di accompagnamento. In caso di ricovero di un portatore di handicap in un istituto di assistenza e ricovero, non è possibile dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica. Per poter usufruire della deduzione, è necessario che le spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza. Non vanno indicate, perché per esse spetta la detrazione d’imposta del 19%, le spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche, per protesi dentarie e sanitarie; le spese per i mezzi di locomozione, deambulazione e sollevamento dei portatori di handicap; le spese per i veicoli adottati per i portatori di handicap e, infine, le spese per i sussidi tecnici e informatici per facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti portatori di handicap. Per le spese sanitarie e le spese mediche di assistenza specifica dei portatori di handicap occorre conservare la documentazione fiscale rilasciata da chi percepisce le somme. In particolare:

  • la documentazione della spesa sostenuta per i ticket potrà essere costituita dalla fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base in un unico esemplare corredata dello scontrino fiscale, rilasciato dalla farmacia, corrispondente all’importo del ticket pagato sui medicinali indicati nella ricetta;
  • per le spese sanitarie relative a medicinali acquistabili senza prescrizione medica il contribuente deve acquisire e conservare idonea documentazione rilasciata da chi percepisce le somme (che può essere anche lo scontrino fiscale) dalla quale deve risultare l’avvenuto acquisto dei medicinali e l’importo della spesa sostenuta e, in alternativa alla prescrizione medica, può rendere a richiesta degli uffici un’autocertificazione attestante la necessità, per il contribuente o per i familiari a carico, dell’avvenuto acquisto dei medicinali nel corso dell’anno. Tale documentazione deve essere conservata ed esibita o trasmessa a richiesta degli Uffici finanziari;
  • per le protesi, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare anche la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente. In questo caso, ove la fattura, ricevuta o quietanza non sia rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, il medesimo attesterà sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione. Anche in questo caso, in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere a richiesta degli uffici, un’autocertificazione da conservare unitamente alle predette fatture, ricevute o quietanze e da esibire o trasmettere a richiesta degli Uffici finanziari, per attestare la necessità per il contribuente o per i familiari a carico, e la causa per la quale è stata acquistata la protesi.


Per i sussidi tecnici e informatici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare anche una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico e informativo è volto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione del soggetto portatore di handicap ai sensi dell’art. 3 della Legge n.104 del 1992. La documentazione predetta deve essere conservata ed esibita o trasmessa a richiesta degli Uffici finanziari.
Non è possibile utilizzare l’autocertificazione in casi diversi da quelli citati sopra, nemmeno per motivi di tutela della riservatezza.


SPESE MEDICHE ALL'ESTERO


Le spese mediche sostenute all’estero sono soggette allo stesso regime di quelle analoghe sostenute in Italia; anche per queste la documentazione debitamente quietanzata deve essere conservata per essere esibita o trasmessa a richiesta degli Uffici finanziari.

Le spese di trasferimento e soggiorno all’estero, sia pure per motivi di salute, non possono rientrare tra quelle che danno diritto alla detrazione poiché non sono spese sanitarie.
Se la documentazione sanitaria è in lingua originale, va corredata da una traduzione in italiano. Se la documentazione è redatta in inglese, francese, tedesco o spagnolo, la traduzione può essere eseguita a cura del contribuente e da lui sottoscritta. Se è redatta in una lingua diversa da quelle indicate, va corredata da una traduzione giurata.
Per i contribuenti che hanno domicilio fiscale in Valle d’Aosta e nella provincia di Bolzano non è necessaria la traduzione se la documentazione è scritta, rispettivamente, in francese o in tedesco.


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