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Servizi socio assistenziali

Modello E-111

I cittadini italiani che si recano all’estero per motivi di lavoro, di studio o di turismo possono ottenere prestazioni sanitarie nei casi di urgenza solo nei Paesi dell’Unione Europea o nei Paesi con i quali l’Italia ha stipulato apposite convenzioni bilaterali e specifiche convenzioni in materia di sicurezza sociale (Australia, Argentina, Brasile, Croazia, Principato di Monaco e Slovenia). Per usufruire di questo tipo di assistenza, in caso di soggiorno nei Paesi dell’Unione Europea, è necessario richiedere all’ASL di residenza il rilascio dell’apposito modello E 111.

In caso di soggiorno nei Paesi extra Unione non esiste un unico modello, ma per ogni Paese è stato predisposto un modulo in relazione al contenuto della convenzione bilaterale. In genere, queste convenzioni prevedono l’assistenza sanitaria solo ad alcune categorie di persone, come i lavoratori o i pensionati che percepiscono una pensione da lavoro, ed ai familiari a carico.

Il modello E 111 è rilasciato dall’ASL di residenza per assicurare al cittadino italiano, temporaneamente in un Paese dell’Unione Europea, le prestazioni sanitarie urgenti ed eventuali ricoveri ospedalieri in tutto il periodo di permanenza nella nazione estera. Possono ottenere questo modello tutti i cittadini italiani e comunitari iscritti al Servizio Sanitario Nazionale; ne sono esclusi i cittadini extracomunitari anche se residenti e lavoratori iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, ad eccezione di quelli che risultano a carico di lavoratori cittadini italiani.

La condizione di urgenza è valutata dalla struttura sanitaria estera che deve fornire la prestazione per il periodo riportato sul modello E 111. La validità del modello E 111 è normalmente di un mese, massimo tre; in caso di necessità, per malattie insorte entro il periodo autorizzato, può essere prorogata per consentire la guarigione.

Nel caso in cui sia rilasciato un modello con validità superiore ad un mese, è necessario operare la sospensione del medico di famiglia.
Se il cittadino italiano non é in grado di esibire il modello perché sprovvisto, è possibile che la struttura estera lo richieda direttamente all’ASL di residenza.

Una volta arrivati a destinazione è consigliabile recarsi subito, senza attendere l'emergenza, all'Ente mutualistico dello Stato ospitante per ottenere, presentando il modulo rilasciato dall'ASL, l'estensione del diritto all'assistenza sanitaria.

Se il modello non può essere esibito o accettato dalla struttura estera, per motivi non imputabili all’interessato, il cittadino è tenuto a pagare l’intero importo delle prestazioni ottenute.
L’interessato, al rientro in Italia, può chiedere il rimborso di quanto l’ASL avrebbe speso se la malattia fosse stata assistita direttamente dall’istituzione del luogo di soggiorno. Per ottenere questo rimborso è necessario presentare, entro tre mesi, una richiesta all’ASL di residenza allegando la cartella clinica e la documentazione originale attestante il pagamento delle prestazioni sanitarie ottenute all’estero.

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