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Sociologia OnLine





Nota introduttiva

Quando parliamo di anziani spesso si pensa sempre a qualcuno che sta male, bisognoso d’aiuto, ritengo che ciò sia riduttivo. E’ vero che  ci sono anziani che necessitano di cure ed assistenza perché hanno perso parte della loro autonomia ma è comunque riduttivo  considerare solo gli aspetti se vogliamo limitanti e legati alle possibili patologie.
L’anziano è sempre e comunque una persona nella sua totalità con una vita alla spalle di tanti anni fatta di ricordi, esperienze e emozioni.
Quando un bambino o un adulto è malato non ci si dimentica di tutto il resto, perché allora per l’anziano si corre questo rischio?
Forse perché la nostra è una società basata sul consumismo, sull’opulenza, sull’efficienza, sul produrre a tutti i costi, è la società del tutto e subito, dove i messaggi dei mass media sono tutti centrati nell’esaltare solo ciò che è giovane e bello, dimenticando che forse i veri valori sono altri.
Siamo tutti presi da una vita frenetica fatta di mille impegni dove forse si perde di vista ciò che è veramente importante per dare senso e sostanza al nostro “essere” e non al nostro “avere”.
 Da anni lavoro  come coordinatrice della Residenza per anziani La Modigliana e mi rendo che  sono fortunata a fare un lavoro così speciale perché mi dà la possibilità di dare un valore aggiunto  alla mie giornate, dedicandomi agli altri .
Chi come me fa questo lavoro sa bene che non finisce con la fine di un turno o chiudendo la porta dell’ufficio, ma ti coinvolge da dentro e  se fatto con il cuore diventa una missione.
Non bisogna mai dimenticare di ascoltare empaticamente l’altro.
L’anziano porta con sé un patrimonio conoscitivo e esperienziale prezioso ed utile per tutti noi , in particolare per le nuove generazioni.
E’ proprio  questo lo spirito che cerco di trasmettere ogni giorno al personale della struttura presso la quale lavoro: prendersi cura degli altri significa in primo luogo sapere ascoltare e cercare di comprendere veramente l’altro, non dimenticando mai che a volte una carezza, un saluto, un sorriso valgono più di tante medicine.

Provare a mettersi nei panni dell’altro non è facile ma è uno sforzo che chi fa questo lavoro deve comunque provare a fare per dare sì sollievo ai nonni ma anche per rendere più piena e profonda la propria esistenza.

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino