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Basta
con le estenuanti file agli sportelli dell’Inps e della
banca, basta con una televisione che relega gli anziani in
un ghetto domestico, è tempo di aprire le autostrade
telematiche anche alla terza età. È la promessa fatta per
il 2006 dal Ministero delle Comunicazioni Maurizio Gasparri,
intervenuto alla giornata conclusiva del IV Congresso di Ageing
Society, al Palazzo dei Congressi di Roma, dove ha
discusso di “Comunicazione e terza età” con il
Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Claudio
Petruccioli, e alcuni direttori di testate giornalistiche
italiane.
Internet,
Banda Larga e Televisione Digitale le parole d’ordine del
Ministro Gasparri. “Sono – ha affermato - le
infrastrutture che noi dobbiamo garantire per far viaggiare
le automobili che gli altri Ministeri devono mettere a
disposizione di tutti i cittadini, anche degli anziani.
Nessuna emarginazione telematica: i nuovi media non devono
essere appannaggio solo delle generazioni più giovani”.
“Avvicinando
la terza età alle nuove tecnologie – ha aggiunto Gasparri
- si delegherà la gestione dei rapporti della salute e
della previdenza a canali più rapidi e veloci che
miglioreranno i servizi e il livello di vita degli anziani,
che non disperderanno le loro energie in pratiche
burocratiche spesso estenuanti, soprattutto nelle grandi
metropoli. Trasformeremo la Tv in un terminale interattivo
che consentirà di navigare come con un computer per
collegarsi all’Asl e all’Inps. Penso alla telemedicina
che grazie alla migliore definizione delle immagini
trasmesse permetterà di fare controlli medici a distanza,
una continua prevenzione che potrà anche abbattere i costi
della spesa sociale”.
Il
Ministro Gasparri ha ricordato come il problema
dell’accesso sia connaturato a quello dei contenuti: “se
la banda larga è l’offerta tecnologica che mettiamo a
disposizione, la Televisione digitale è l’offerta
televisiva che attraverso la moltiplicazione degli spazi
moltiplicherà gli argomenti, quali salute, cultura, tempo
libero per gli anziani.
Questo
ovviamente riguarda i vari editori. Succede già con il
satellitare, ma nel futuro, con la banda larga terrestre,
l’accesso sarà garantito a tutti”.
Sulla
Rai il Ministro ha ricordato che “già oggi offre con i
suoi canali tematici servizi per gli anziani, come il canale
dei grandi sceneggiati di una volta e altre proposte
specifiche, ma anche la televisione generalista deve
prestare più attenzione alle richieste di intrattenimento e
soprattutto informazione per la terza età”.
Protagonisti
con le nuove tecnologie ma anche in famiglia, dove gli
anziani possono svolgere un ruolo di vigilanza che può
migliorare il rapporto spesso pericoloso tra Tivù e minori.
Su questo tema il Ministro ha raccolto l’assist di Claudio
Petruccioli, Presidente della Commissione Parlamentare di
Vigilanza sulla Rai, che individuando nella solitudine dei
minori davanti alla Tv il cuore del problema ricorda che
“con la presenza di un anziano che guarda la Tv assieme al
nipote, la situazione può cambiare radicalmente”.
“Non
solo possono controllare e filtrare la visione di film
violenti con scene scabrose – ha aggiunto Gasparri - ma
soprattutto aiutare i bambini ad affrontare notizie
terribili che spesso li sorprendono abbandonati a se stessi
davanti a giornali e telegiornali, strumenti di informazione
fondamentali all’interno della casa”.
Petruccioli
rilancia il ruolo degli anziani addirittura come
“giurati” della Televisione pubblica, perché “hanno
due risorse fondamentali: il tempo e la disponibilità a
socializzare che possono mettere a frutto in modo attivo e
propositivo. Mettendoli in comunicazione tra loro si possono
creare centri di ascolto e discussione collettiva per
giudicare i programmi televisivi e fornire magari
suggerimenti”.
Proposte
concrete per rendere gli anziani da “Fruitori a
protagonisti” della Comunicazione.
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