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CIAMPI: LA SANITÀ PUBBLICA FUNZIONA

 

La Sanità pubblica funziona bene, ma può essere migliorata, perché il servizio sanitario nazionale “è il perno del nostro modello di vita, che suscita ammirazione in tante parti del mondo. Risparmiare è giusto, ma razionalizzando le spese e non certo tagliando i fondi destinati a ricerca a prevenzione”. Così ha parlato il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi celebrando al Quirinale la “Giornata mondiale della sanità”.

 

Durante la giornata il presidente ha voluto premiare medici, giornalisti e operatori per il lavoro svolto nel campo medico e di informazione scientifica. Alla presenza del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, è tornato su temi a lui cari. “Si possono ridurre le liste d’attesa - ha detto -, migliorare le condizioni negli ospedali più affollati, ridurre l’incidenza del consumismo e lo spreco di farmaci”. Anche per Sirchia la riduzione delle liste d’attesa è fondamentale. Ma a questo si aggiungono “non appena le condizioni economiche lo consentiranno, altri obiettivi: l’edilizia ospedaliera e la tecnologia avanzata, un fondo e un’organizzazione per i non autosufficienti, un sistema efficace per misurare quantità e qualità dei servizi nelle Regioni, per correggere le disomogeneità”. Quest’ultimo punto si aggancia al passaggio al federalismo, ancora incompleto. Questo causa una diversa offerta di prestazioni, “con il risultato che in alcune aree le liste di attesa sono ancora troppo lunghe e i diritti dei cittadini alla salute e all’equità sono intaccati”.

 
Nel salone delle feste del Quirinale dove il presidente ha consegnato ieri le medaglie d’oro e d’argento ai Benemeriti della sanità pubblica, c’era anche la giovane vedova di Carlo Urbani, “eroe per l’Organizzazione mondiale della Sanità. E eroe per la Repubblica Italiana”, ucciso dal virus della polmonite atipica che per primo aveva individuato. “In questa giornata dedicata alla sanità e alla salute pubblica - ha detto Ciampi - abbiamo il dovere di onorare la memoria di un medico, di un cittadino coraggioso, di un padre e di un marito strappato ai suoi cari mentre indagava un morbo terribile e sconosciuto. Un eroe. Carlo Urbani ci lascia un insegnamento prezioso che scuote la coscienza di ciascuno di noi: il benessere e la salute devono diffondersi in modo uniforme tra i popoli, altrimenti essi non si fondano su basi durature”. Questa, ha concluso il presidente, è la sfida che si pone alla nostra stessa democrazia: “affrontare con determinazione il divario di povertà, di condizioni di vita con il sud del mondo. Disinteressarci di questo problema è la premessa di nuovi conflitti, di nuove tragedie”.

   

 

(2/4/2003)

 

    

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