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 ACCESSO DEI DISABILI AGLI STRUMENTI INFORMATICI 

 

La Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato, nella seduta del 17 dicembre 2003, ha approvato in sede deliberante e in via definitiva il disegno di legge concernente "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici" (cosiddetta "Legge Stanca").

  

Il Governo, nel Consiglio dei ministri del 4 aprile 2003, aveva varato il disegno di legge d'iniziativa del ministro per l'Innovazione e Tecnologie, Lucio Stanca, per abbattere le barriere virtuali che i disabili incontrano nell'accesso agli strumenti informatici.

  

Il provvedimento governativo si pone tra gli obiettivi anche quello di rendere accessibili i siti internet (solo il 3% in Italia è attualmente fruibile da parte dei disabili) e, comunque, tutti i "rapporti telematici" tra cittadini e Pubblica Amministrazione, comprendendo anche i soggetti che erogano pubblici servizi.

  

È la prima volta che un provvedimento di legge definisce ed individua espressioni quali "accessibilità informatica" e "tecnologia assistiva".

  

Secondo quanto prevede il disegno di legge, le amministrazioni pubbliche non potranno stipulare contratti per la realizzazione o la modifica di siti Internet se gli stessi non rispetteranno i requisiti di accessibilità contenuti in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di prossima emanazione, che stabilirà anche i diversi livelli di accesso, le metodologie tecniche e i relativi programmi di valutazione per la verifica della stessa accessibilità.

  

In relazione alla concessione di contributi pubblici statali per l'acquisto di materiale informatico da parte di privati, il disegno di legge approvato dal governo prevede che il possesso dei requisiti di accessibilità costituirà criterio preferenziale e condizione necessaria quando il materiale sia specificamente destinato ai disabili.

  

Per incentivare l'adozione di programmi e strumenti compatibili con le esigenze dei disabili, il ministro Stanca ha proposto l'adozione di una sorta di "bollino blu" per certificare la rispondenza degli strumenti alle caratteristiche di accessibilità. Il "bollino blu" costituisce "un'attestazione di qualità, ma anche di benemerenza, che potrà essere sfruttata a fini pubblicitari e, quindi, funzionare come potente fattore di stimolo".

  

 

(23/12/2003)

 

  

 

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