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Le
modificazioni legislative intervenute nel 2001 (modifica del
titolo V, cap. II della Costituzione) e l'approvazione da
parte del Governo del Disegno di Legge sulla devoluzione
(che porterà nel prossimo futuro ad una ulteriore modifica
dell'art. 117 della Costituzione), con i conseguenti nuovi
poteri attribuiti alle Regioni determineranno, nei mesi e
negli anni a venire, importanti trasformazioni nella sanità
italiana.
È
dunque naturale che il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005
si ponga in una ottica del tutto nuova e coerente con questi
cambiamenti legislativi e politici trasformandosi, rispetto
ai precedenti Piani, da atto programmatico per le Regioni in
Progetto di Salute condiviso e attuato con le Regioni in
modo sinergico e interattivo.
L'accordo
Stato-Regioni dell'8 agosto 2001 ha disegnato un buon
modello di collaborazione tra lo Stato e le Regioni che il
Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni hanno
deciso debba costituire il prototipo di ogni futura
iniziativa in sanità. Esso è in grado di prevenire i
conflitti istituzionali e di garantire ai cittadini italiani
che le istituzioni operino in sinergia, dando concreta
attuazione a quel principio di sussidiarietà che è
ritenuto oggi il fondamento su cui basare le attività di
interesse pubblico.
Il
Piano 2003-2005 individua gli obiettivi strategici e
generali di salute per l'Italia per l'importanza particolare
che rivestono per la salute dei cittadini.
FONTE:
Ministero della Salute
(26/6/2003)
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