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“Quella
che potrebbe degenerare in una vera e propria guerra sui
farmaci tra “angeli” (i farmacisti) e i “diavoli” (i
medici), come ha sostenuto il Presidente della FNOMCeO
Giuseppe del Barone, non deve toccare i cittadini,
soprattutto gli anziani, che da soli generano oltre il 50%
della domanda del settore”. Il segretario dell’Osservatorio
della Terza Età, Roberto Messina, si dice “allarmato”,
dalle notizie divulgate ieri da Federfarma inerenti l’aumento
della spesa pubblica per le medicine.
“Apprendere
che le uscite per il comparto farmaceutico siano cresciute
del 10% - sottolinea Messina - non è una buona notizia. Del
resto già alla fine della primavera scorsa avevamo
segnalato che c’era una crescita di ricette spropositata,
pari ad alcuni milioni di unità. Ma al di là delle analisi
numeriche, che noi rispettiamo a prescindere dalla fonte di
provenienza, siamo preoccupati quando Federfarma parla di
prescrizioni dei nuovi farmaci, che sarebbero indicati dai
medici “perché più costosi, al posto di medicine di uso
consolidato, e perciò anche più sicure”.
Il
segretario dell’Osservatorio della Terza Età, sollecita
che su questo venga fatta chiarezza, anche perché tra i
cittadini si potrebbe generare apprensione e perdita di
fiducia nei confronti dei medici.
“Come
associazione di categoria particolarmente interessata al
problema – dichiara Messina – chiediamo che questo
aspetto, messo in rilievo da Federfarma sia vagliato dal
ministero della Salute. Di tutto si può parlare ma non
ingenerare dubbi sull’efficacia e sulla sicurezza delle
terapie sulle quali non debbono esserci mediazioni
possibili. Siamo, poi, preoccupati perché analisi di questo
tipo, in genere, provocano provvedimenti quali tagli
indiscriminati che pesano sui cittadini, soprattutto sulle
fasce più deboli. Per quanto riguarda l’aspetto
economico, - conclude l’esponente dell’Osservatorio
della Terza Età - crediamo esistano ancora recuperi di
efficienza nel settore per risparmiare centinaia di milioni
di Euro, senza penalizzare le cure per i cittadini e le loro
tasche. Durante l’estate il nostro Osservatorio ha
lavorato su una proposta che divulgheremo prossimamente”.
(9/9/2004)
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