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OLTRE 60 MLN DI ANZIANI IN UE. CALA SPESA SOCIALE NEL SUD

 

Aumentano gli anziani in Italia (12 milioni) e in Europa (60 milioni gli over65enni nei 15 Paesi). A fronte della crescita di questa fetta della popolazione, però, almeno nel nostro paese diminuisce la spesa sociale al Sud ed anche il Nord deve fare i conti con le ristrettezze dei fondi a disposizione.

 

Gli ultrasessantacinquenni si trovano di fatto relegati ad un angolo del mercato, della politica e delle istituzioni per il fatto che si è trascurato un fenomeno sommerso ma importante come la longevità di massa.

  

Secondo un’indagine della CGIA di Mestre, infatti, nel periodo compreso tra il 1999 e il 2003 la spesa per le attività sociali destinata dai 105 capoluoghi di provincia d’Italia agli asili nido, ai servizi di infanzia e per i minori, alle strutture residenziali e di ricovero per anziani, all'assistenza in genere, alla beneficenza pubblica e ai servizi alla persona, accusa un forte calo al Sud (Napoli -11,5%, Catania -12,2%, Enna - 22%,  Reggio Calabria -34%, Foggia - 36,5% e Caserta addirittura - 78,2%), mentre il Settentrione a fatica riesce a mantenere il passo. 

  

L’anziano è una componente sociale importante della società ed esige di essere trattato come tale. La logica dell’invecchiamento della popolazione richiede di essere reinterpretata, utilizzando gli anziani forti e vitali che sono alla ricerca di una "piena cittadinanza" sotto ogni profilo. Secondo il Rapporto Essere anziano oggi, il 90% delle persone ‘mature’ si trovano in condizioni discrete pur convivendo con qualche disagio. Per l’Italia il 12,6% dei nonni, dichiara di avere "qualche problema" pur rimanendo autosufficiente. Questa categoria rappresenta solo il 5,6% in Francia, il 6% in Germania, il 10,2% in Gran Bretagna e il 10,7% in Spagna. Differenze sostanziali anche per quanto riguarda la condizione economica. Le famiglie anziane con un reddito superiore ai 1.000 euro passano dal 24,3% in Spagna fino al 90,6% in Francia. In Italia, la percentuale si attesta al 42,8%, in Gran Bretagna al 49,2% e in Germania al 78,5%.

 

  

1 Febbraio 2005

 

 

 

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