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"È
necessario avviare da subito una serie di scelte articolate,
di grande delicatezza. Purtroppo la fotografia scattata
dall’Istat di una Italia “in cui ci sono oltre 4 milioni di
lavoratori a basso reddito, sotto 700 euro mensili, di cui
1,5 mln vive in famiglie in condizioni di disagio economico,
è ormai un segnale di massimo allarme”.
“Ecatombe per le famiglie anziane, energia, casa, medicine e
servizi sanitari: la tenuta economica messa a dura prova dai
recenti rincari, che eroderanno complessivamente il 12,3%
del reddito mensile medio (l'8,7% nell'anno in corso), a
causa degli aumenti di prezzi e tariffe.
A
sollevare l'attenzione su quella che si prospetta come una
vera e propria ecatombe sociale e' il Vice Segretario
Generale Nicola Di Stefano dell'Osservatorio della Terza
Età, che mette in risalto i numeri del disagio. I 10.964.000
pensionati, che ricevono un assegno mensile medio netto di
837 euro (10.891 euro all'anno) nel 2005 hanno sborsato
circa 980 euro in più, a cui si aggiungono i 360 euro
previsti per l'anno in corso, secondo i dati tendenziali.
Alla fine del periodo in esame, il caro vita avrà bruciato
oltre un mese e mezzo di reddito, ovvero circa 1.341 euro,
costringendo i nonni a tirare ancora di più la cinghia.
Un'impresa, questa, certamente non facile visto che la gran
parte dell'assegno pensionistico è già destinato ad un
paniere di tre sole voci: affitto-energia, cibo e cure
mediche, cioè le esigenze primarie e vitali per la terza età
e non certo per svaghi e viaggi, che restano un miraggio per
la maggior parte della categoria.
L'OTE
ha calcolato che gli aumenti hanno "prelevato" e
"preleveranno" dalle famiglie anziane, che in Italia sono
circa 4,2 mln, qualcosa come 5,6 miliardi di euro in più,
pur tenendo conto che l'indicizzazione delle pensioni
assicura parzialmente e con molto ritardo il recupero della
perdita del potere d'acquisto. Il tutto senza che nessuno
abbia previsto misure sociali specifiche. Infatti, si parla
di sostegni alle giovani coppie, mentre vengono
sistematicamente ignorate quelle formate da uno o più
anziani. Per questo il Vice Segretario Generale
dell'Osservatorio della Terza Età, Nicola Di Stefano, mette
in guardia il governo "sulla reale prospettiva di creare
altri milioni di poveri". "Bisogna partire dalla
considerazione - aggiunge Di Stefano - che gli anziani non
hanno più spese da tagliare, mentre i redditi non reggono
più il passo degli aumenti. Lo Stato ha l'obbligo di varare
politiche ad hoc, come del resto accade in altri Paesi
dell'UE, erogando per gli anziani disagiati servizi a prezzi
sociali".
C'è
bisogno di una nuova politica, che oggi più di ieri si
faccia carico dell'incapacità del nostro modello di welfare
nell’affrontare i bisogni delle persone non autosufficienti,
degli anziani, delle nuove povertà, facciamo appello ai
nuovi Ministri Rosy Bindi e Livia Turco affinché al più
presto elaborino soluzioni condivise e confermiamo da parte
nostra la massima collaborazione affinché possa nascere una
collaborazione tra chi è sul territorio e chi deve riformare
il sistema”. Ha concluso Di Stefano.
8 Giugno 2006
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