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Minturno


Torna A svago e divertimentiMete consigliate

 



Minturno, la cui denominazione deriva forse da Me-nath-ur (preda del fuoco) o da Minotauro, figura della mitologia greca. è un comune laziale di quasi 20.000 abitanti, situato su una collina a 145 metri sul livello del Mar Tirreno che domina il golfo di Gaeta. Le suo origini risalgono all’antica città di Minturnae, in origine un insediamento degli Aurunci che sorgeva presso il fiume Garigliano, distrutto dai romani nel 340 a.C. e rifondato come colonia romana, i cui resti rimangono visibili in località Marina.
Verso il VI sec. d.C., la popolazione locale abbandonò la città-porto, ormai in declino, e si trasferì in collina, in un luogo ritenuto più sicuro. Nacque così Castrum Leopolis, che prese poi il nome di Traétto (dovuto alla scafa che congiungeva le due sponde del Gariglian). Il centro fu circondato da una muraglia, da torri quadrate e circolari e dotato di tre accessi principali : "Portella", "Santo Stefano" e "Porta Nova".
Solo nel 1879, la città di Traetto riprese l'originario nome di Minturno..

Itinerari consigliati

- Centro storico di Minturno
- Area archeologica di Minturnae
- Lungomare di Scauri
- Ponte pensile
- Cimitero Militare Commonwealth



Le strade del gusto

legmi

I piatti tipici della cucina hanno come protagonisti assoluti il pesce.
Pertanto le tavole dii Minturno ospitano tradizionalmente risotto alla pescatora, spaghetti ai frutti di mare, zuppa di pesce , polpo, spigole, orate e crostacei.
Non mancano i piatti preparati con prodotti locali:
zuppe di legumi, mozzarella, ortaggi, salumi, verdura e frutta di stagione, innaffiati ovviamnete con ottimi vini locali, dalla falanghina al moscato, ai rossi.
Eventi enogastonomici:
Liscio, bruschetta e vino: Festa in piazza Aria Vecchia a Pulcherini Info: Ass.ne Paese Mio 0771658461 - 678157
Sagra dei fiori di zucca - Piazza S. Antonio – Info: Ass. Aurunci terra di sapori




Eventi e manifestazioni culturali

Nella seconda domenica di luglio si svolge la tradizionale e famosa Sagra delle Regne. Nella città medievale sulla terrazza di Portanova, nei pressi della chiesa di San Francesco, si ripete il magico rito del ringraziamento alla Vergine delle Grazie, in segno propiziatorio per il raccolto del grano. Lo spettacolo si basa sulla “vigliatura tello ranu” in cui “gli mitituri” battono il grano con un correggiato, offrendo alla Vergine delle Grazie, ed agli astanti, chicchi di grano.
L’esibizione, sul palco, di gruppi folklorici minturnesi, italiani e stranieri. Le origini della festa - La Sagra delle Regne è una tradizione antichissima che ha mutuato le sue origini da antichi riti pagani che si svolgevano non soltanto nella civiltà romana, ma presso tutti i popoli agricoli, i quali offrivano alle Divinità le primizie naturali della terra. A Silva Maricae, ninfa della vegetazione e dei boschi di Minturnae, venivano donate le primizie vegetali e quelle dei campi coltivati. La prima traccia della Sagra delle Regne risale al 1801. La festa s’interruppe nel 1942, durante il secondo conflitto mondiale, e fu ripristinata nel 1954 da alcuni volenterosi della Pro-Minturno.

Arte e Folklore
La sagra delle Regne

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Le Regne, dunque, suggeriscono l’idea di sacri covoni di grano offerti alle divinità. Oggi le Regne si offrono alla Madonna delle Grazie, per riconoscere, innanzi tutto, Dio come autore di un’annata abbondante e, in secondo luogo, per ringraziarLo dei Suoi doni attraverso il patrocinio della Madonna.

L'incendio del Castello - A notte inoltrata l’incendio del castello baronale darà un senso di liberazione a questa vecchia acropoli svincolandola dal pesante fardello della sua storia millenaria; ma la storia è scritta nelle pietre del castello, nei basoli di corso Rotelli, di piazza Mercato e dei vicoli. Dopo l’incendio del castello, la folla, felice e paga, si riversa lentamente verso la piana dove sulla riva, che ha visto nel 1552 approdare il feroce corsaro Dragut, il tempo ha fatto nascere stabilimenti balneari, modernamente attrezzati. E mentre nell’aria si perderanno, come per magia, le ultime note dei canti e degli stornelli villerecci eseguiti dai gruppi folklorici, il popolo si ripromette di ritornare sull’ameno colle il prossimo anno.



Il Venerdì Santo di Pulcherini

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I Il Venerdì Santo di Pulcherini - Dalle sue origini ha sempre conservato quel carattere ambivalente tra spontaneismo e creazione intellettuale-artistica; manifestazione del sentimento e della passionalità popolare e attento lavoro testuale, vuoi dal punto di vista teologico che nell'attenzione alla funzionalità spettacolare. Perfettamente in linea e nella tradizione "passionale" della Lauda medievale italiana, creazione religioso-letteraria considerata a ragione fondamento del teatro europeo, il Venerdì Santo di Pulcherini vuole essere un invito a vivere la Passione non solo come fatto spettacolare e culturale, ma come grande e vero momento di conversione. I discorsi e i commenti sono rigorosamente presi dai Vangeli, dagli Atti e dal Vecchio Testamento.
La cornice naturale del luogo esalta magnificamente e significativamente le 15 stazioni; come in Lourdes, infatti, da oltre dieci anni, si è aggiunta una stazione in più: la Resurrezione. Il Golgota specialmente si ritrova quasi fedelmente tra le pietre, i cespugli e gli echi del Monte Bracchi. Il visitatore resta spesso sconvolto dalle scene, tutte recitate dal vivo, che si snodano tra i vicoli dell'antico borgo e le vie di campagna. Tutto è vissuto a contatto diretto con il dramma.

Informazioni Utili
Il clima Mite e soleggiato quasi tutto l’anno
Presidi di Pronto intervento Pronto soccorso e guardia medica

Dove ci troviamo

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In auto - Prendere l'autostrada A1 sul tratto Roma - Napoli uscita Cassino e prendere la superstrada direzione Formia, seguendo le indicazioni per Scauri
In treno - Stazione di Minturno Scauri sul tratto Roma Napoli
Servizio Taxi 3331155869 – 3400721021
Servizio Bus 0771 680265
Si ringrazia per la preziosa collaborazione il portale turistico di Minturno Scauri: www.minturnoscauri.it

Rubrica Viaggiamo

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