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Arrivano gli infermieri?! Una speranza arriva dalla Regione Liguria

Ne servivano decine di migliaia in più anche prima della pandemia. I piani per aumentarne il numero e contrastare il coronavirus non sono bastati o sono falliti


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Arrivano gli infermieri?! Una speranza arriva dalla Regione Liguria

A partire dal mese di marzo la carenza di personale, in particolare infermieristico, si è aggravata con le misure prese dal Governo per contrastare la pandemia, a seguito delle chiamate in via urgente da parte delle Aziende Sanitarie e delle Aziende Ospedaliere, tanto da rendere difficile assicurare gli attuali livelli di assistenza. Il problema si è ulteriormente aggravato nei mesi successivi e, se gli ospedali lamentano tuttora una carenza, nelle residenze per anziani la situazione è diventata davvero insostenibile. Infatti, in larga misura, gli oltre 16.500 infermieri assunti nel sistema pubblico per fronteggiare l’emergenza sanitaria sono operatori che garantivano il presidio del territorio, assistevano anziani in RSA, lavoravano a casa di malati cronici e fragili: proprio quei settori che tutti dicono di voler potenziare, per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario, sono nei fatti stati depauperati, depredati, impoveriti.
Nelle RSA risiede la popolazione più vulnerabile rispetto al virus Covid-19. L’assistenza infermieristica si è notevolmente intensificata, anche solo per il costante monitoraggio dei parametri richiesto e necessario. Spesso inoltre le condizioni cliniche degli anziani ospiti si aggravano rapidamente e si rendono necessarie maggiori prestazioni sanitarie per terapie e cure adeguate.
Tutte le residenze per anziani si trovano ad affrontare questa nuova crescita molto sostenuta dei casi di Covid-19 con gravi carenze di organico, per l’impossibilità di sostituire il personale infermieristico assunto dagli ospedali pubblici. Si è provato a sondare qualsiasi canale per ricercare personale, avviato tutte le possibili collaborazioni e tutte le modalità di rapporti di lavoro esistenti, sempre nel rispetto delle normative vigenti. Sin dall’inizio di questa emergenza sono stati sostenuti costi molto più alti pur di garantire la copertura dei turni di lavoro e un organico adeguato ad affrontare una situazione imprevedibile e straordinaria.
La situazione adesso è drammatica, come possiamo garantire l’assistenza agli anziani nelle Cra, se non ci sono infermieri?

Un’idea potrebbe essere quella di verificare la possibilità che gli Infermieri operanti in tutte le Istituzioni Pubbliche, non solo nelle Aziende Sanitarie Locali, compreso i Servizi Sanitari Territoriali (ADI) possano essere assegnati, anche per brevi periodi di lavoro presso le Cra.

Un’ulteriore iniziativa utile a mitigare il problema, già adottata dalla Regione Liguria (con l’atto n. 393 del 3 novembre 2020), potrebbe essere la possibilità di assunzione, per le strutture socio sanitarie private autorizzate, insieme a quelle accreditate e convenzionate, per tutta la durata dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, di personale in possesso di qualifica di infermiere acquisita all’estero, regolata da specifiche direttive dell’unione europea e corredata da certificato di iscrizione all’Albo Professionale previsto dai loro paesi. Una domanda specifica rivolta alle ambasciate dei paesi prescelti, potrebbe aiutare in questa ricerca.

Davanti ad un quadro così grave e dopo aver esperito le diverse possibilità percorribili, potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di coinvolgere personale assistenziale in alcune attività che nelle Cra sono svolte dagli Infermieri. Tale soluzione, che dovrebbe rappresentare l’estrema ratio, porterebbe in via straordinaria ad assegnare al personale OSS, a titolo di esempio, nella rilevazione di alcuni parametri, nelle medicazioni semplici, oltre nell’aiuto agli anziani nella assunzione della terapia.

Pur consapevoli che queste proposte non rispondono pienamente a quell’idea di qualità che da sempre caratterizza i nostri servizi, siamo però ugualmente convinti che eventi straordinari richiedano risposte urgenti e altrettanto straordinarie. Riteniamo che si debbano valutare subito tutte le opzioni possibili e adottare i necessari provvedimenti. In assenza di soluzioni rapide l’unica scelta per tutelare la salute degli anziani è, nostro malgrado, quella di fare ricorso al ricovero ospedaliero in tutti i casi in cui si verificasse la positività al virus o la presenza di sintomi riferibili.

Ci aspettiamo che il Governo e tutte le autorità competenti, diano corpo e possibilità di attuazione ad ogni riforma e intervento di potenziamento dell’assistenza sanitaria, altrimenti saranno inutili tutti i milioni stanziati, e, ancora più grave, sarà resa vana la lezione appresa così a caro prezzo durante la pandemia.


Marco Fasolino

Rubrica Viaggiamo

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino