Un breve riposo durante il giorno può essere piacevole e perfino utile. Tuttavia, nelle persone anziane, quando il sonno diurno diventa più lungo, più frequente o cambia orario, potrebbe essere motivo di preoccupazione. È quanto suggerisce una recente ricerca realizzata da Mass General Brigham e Rush University Medical Center, che ha seguito nel tempo 1.338 adulti anziani per valutare il rapporto tra abitudini di riposo diurno e salute generale.
Cosa hanno osservato i ricercatori
Tra il 20 e il 60% degli anziani fa dei sonnellini. Sebbene i sonnellini occasionali possano essere rigeneranti, un’eccessiva frequenza di sonnellini durante il giorno in età avanzata è stata associata a una vasta gamma di problemi di salute. Lo studio, pubblicato su JAMA Network Open, ha rilevato che chi tendeva a fare sonnellini più lunghi, più numerosi o concentrati soprattutto nelle ore del mattino presentava, negli anni successivi, un rischio di mortalità più elevato.
Questo non significa che dormire di giorno faccia male, ma un aumento marcato del bisogno di dormire durante il giorno può rappresentare il segnale di patologie già presenti o in fase iniziale, come:
- disturbi del sonno notturno
- malattie croniche
- alterazioni del ritmo sonno-veglia
- fragilità generale
- problemi cardiovascolari
- decadimento cognitivo iniziale
Uno studio durato quasi vent’anni
Lo studio è durato 20 anni. Dal 2005 ai partecipanti è stato chiesto di indossare monitor da polso per 10 giorni consecutivi, così da registrare in modo oggettivo attività e riposo. In pratica, invece di affidarsi alla classica memoria umana, notoriamente creativa, i ricercatori hanno usato dati reali.
Questo ha permesso di valutare:
- durata dei sonnellini
- numero di episodi giornalieri
- fascia oraria del riposo
- variabilità da un giorno all’altro
I risultati principali
L’analisi ha mostrato che:
- ogni ora aggiuntiva di sonno diurno era associata a circa il 13% di aumento del rischio di mortalità
- ogni sonnellino in più al giorno era collegato a circa il 7% di aumento del rischio
- chi dormiva prevalentemente al mattino mostrava un rischio superiore di circa il 30% rispetto a chi riposava nel pomeriggio
Un dato curioso: la semplice irregolarità dei sonnellini non sembrava avere un impatto significativo. Contavano soprattutto quantità e orario.
Il pisolino non è il colpevole
Gli autori sottolineano che si tratta di una correlazione, non di una causa-effetto. In parole povere, non è il sonnellino a creare il problema, ma può essere il campanello che segnala qualcosa sotto.
Se una persona anziana comincia improvvisamente a dormire molto di più durante il giorno, oppure sente bisogno di addormentarsi già al mattino, può essere opportuno approfondire la situazione con il medico.
Perché il dato è utile alle famiglie
Tra il 20% e il 60% degli anziani fa abitualmente un riposo diurno. Una forbice ampia, perché esistono situazioni molto diverse.
Un breve sonnellino pomeridiano, occasionale e ristoratore, spesso non desta preoccupazioni. Diverso è il caso di un riposo che diventa:
- molto lungo
- quotidiano e ripetuto più volte
- anticipato al mattino
- accompagnato da stanchezza persistente
- associato a confusione al risveglio
Osservare questi cambiamenti può aiutare a riconoscere precocemente problemi di salute.
Un segnale semplice da monitorare
Secondo i ricercatori, in futuro anche dispositivi indossabili potrebbero aiutare a seguire nel tempo il sonno diurno come indicatore di benessere generale. Non per trasformare ogni braccialetto elettronico in un oracolo medico, ci mancherebbe, ma per usare meglio un dato spesso ignorato.



