Un contributo del Dott. Giuliano Fasolino, Presidente del CdA di Residenze Quisisana, pubblicato sulla rivista Qualità Sociale.
Il Bilancio Sociale non è soltanto un documento da redigere per adempiere a un obbligo di legge. Per le organizzazioni che operano nel settore sociosanitario rappresenta una vera opportunità per misurare il valore generato, rafforzare la trasparenza e orientare le scelte strategiche.
È questa la riflessione proposta dal Dott. Giuliano Fasolino, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Residenze Quisisana, che analizza le trasformazioni che stanno interessando il settore sociosanitario, sempre più chiamato a rispondere all’invecchiamento della popolazione, all’aumento della domanda di assistenza e all’evoluzione dei modelli di welfare.
Uno strumento per raccontare il valore generato
Ed è proprio in questo scenario che si inserisce il Bilancio Sociale, uno strumento che può assumere un ruolo centrale nel raccontare, attraverso dati concreti e verificabili, non soltanto i risultati economici di un’organizzazione, ma anche gli aspetti che caratterizzano il suo impatto sociale.
Tra gli elementi che possono trovare spazio nella rendicontazione sociale vi sono: la qualità dell’assistenza, gli investimenti nelle risorse umane, il rapporto con il territorio, la sostenibilità ambientale e il benessere delle persone assistite.
«Limitarsi a considerarlo un adempimento burocratico significa perdere un’importante occasione di crescita», sottolinea Fasolino. «La rendicontazione sociale consente invece di trasformare l’impegno quotidiano in un patrimonio di conoscenze utile per migliorare l’organizzazione, rafforzare la fiducia di famiglie e istituzioni e valorizzare il lavoro di chi opera ogni giorno nella cura delle persone.»
Trasparenza e dialogo con gli stakeholder
Il Bilancio Sociale assume inoltre una funzione importante nel rapporto con gli stakeholder, contribuendo a rendere più trasparente l’attività dell’organizzazione e a valorizzarne il contributo nei confronti della comunità.
Per le realtà sociosanitarie, infatti, rendicontare significa anche dare evidenza delle scelte compiute, degli obiettivi raggiunti e delle risorse messe in campo per garantire qualità e sostenibilità dei servizi.
La rendicontazione può quindi diventare uno strumento utile non solo per comunicare all’esterno ciò che viene realizzato, ma anche per acquisire elementi di conoscenza utili alla programmazione e al miglioramento dell’organizzazione.
Una leva di governance
La vera sfida, conclude Fasolino, non è più chiedersi se il Bilancio Sociale debba essere considerato esclusivamente un obbligo o una scelta volontaria, ma riconoscerne il valore come strumento di governance, capace di mettere in relazione sostenibilità economica, responsabilità sociale e qualità dell’assistenza.
Un approccio che permette alle organizzazioni sociosanitarie di guardare al futuro con maggiore consapevolezza, rendendo visibile il valore prodotto quotidianamente a favore delle persone assistite, delle loro famiglie, dei professionisti e del territorio.
L’articolo completo è pubblicato sulla rivista Qualità Sociale, Anno XXX, n. 70 – settembre 2026. Leggi l’articolo completo sulla rivista.



