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NotizieCaso Garlasco, nuove carte sull’inchiesta: dalla scarpa al presunto depistaggio di Stasi

Caso Garlasco, nuove carte sull’inchiesta: dalla scarpa al presunto depistaggio di Stasi

La Procura di Pavia ha chiuso la seconda indagine nei confronti di Andrea Sempio grazie ai nuovi accertamenti tecnici che portano ad incriminare il 38enne dell’omicidio di Chiara Poggi. Le consulenze raccolte dalla Procura riguardano l’impronta della scarpa, la traccia palmare, gli elementi genetici e la ricostruzione dell’orario della morte. Parallelamente, gli investigatori hanno approfondito alcune anomalie nelle indagini che portarono alla condanna di Alberto Stasi.

L’impronta del killer compatibile con Sempio

Nella giornata di ieri gli inquirenti hanno depositato nuovi atti che vanno a corroborare l’impianto accusatorio nei confronti di Sempio. Tra gli elementi esaminati dalla Procura c’è l’impronta lasciata da una scarpa modello Frau taglia 42 con suola a piccoli punti, rinvenuta sulla scena del delitto. Secondo le nuove consulenze, le dimensioni sarebbero compatibili con il piede di Andrea Sempio.

Gli esperti della Procura avrebbero inoltre confermato l’attribuzione a Sempio della cosiddetta traccia palmare 33. Gli accertamenti hanno riguardato anche la possibile presenza di sangue nei campioni prelevati dagli intonaci.

Nel complesso, la Procura indica 21 elementi che, secondo la propria ricostruzione, sostengono l’ipotesi accusatoria nei confronti di Sempio.

Il caso delle analisi sulla bicicletta di Stasi

La Procura ha inoltre riesaminato alcune analisi effettuate nel 2007 sulla bicicletta bordeaux sequestrata all’epoca. Una perizia effettuata dai consulenti di Stasi, sui dati grezzi acquisiti nel 2025, avrebbe messo in evidenza due analisi del 20 settembre 2007 nelle quali non sarebbe stato rilevato il DNA di Chiara Poggi.

Secondo la Procura di Pavia, questi risultati se fossero stati inseriti a suo tempo nel fascicolo dell’epoca avrebbero giovato alla posizione del bocconiano. Anche gli esperti Previderè e Grignani avrebbero confermato l’esistenza delle analisi negative e la necessità, già allora, di ulteriori approfondimenti.

La vicenda potrebbe ora assumere rilievo nell’eventuale richiesta di revisione della condanna di Stasi.

Le posizioni delle difese

Intanto la difesa di Stasi chiede di accertare tutte le responsabilità, considerando la questione delle analisi sulla bicicletta un elemento centrale per la revisione del processo.

Di diverso avviso è la famiglia Poggi, che attraverso i propri legali, sostiene che non siano emersi elementi realmente nuovi e che le nuove indagini non modifichino il quadro già accertato.

Per quanto riguarda Sempio, i suoi difensori Cataliotti e Taccia sottolineano che l’imputazione è rimasta sostanzialmente invariata e contestano che siano emerse nuove prove decisive.

La nuova ricostruzione dell’ora della morte

Dalle nuove analisi emerge un ulteriore elemento relativo alla ricostruzione medico-legale. Le relazioni depositate dai consulenti Cattaneo, Leone e del colonnello Berti ipotizzano che Chiara Poggi possa essere rimasta in vita fino a circa 60 minuti dopo l’aggressione.

Questo dato potrebbe incidere sulla ricostruzione della dinamica dell’omicidio e sulla successione temporale degli eventi.

A quasi vent’anni dal delitto, l’inchiesta torna quindi a concentrarsi sia sulla posizione di Andrea Sempio sia sulle modalità con cui furono raccolte e valutate alcune prove nel procedimento che portò alla condanna di Alberto Stasi. Saranno i prossimi passaggi giudiziari a stabilire il reale peso dei nuovi elementi.

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