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Come fare perSicurezza online per gli anziani: come proteggere la propria vita digitale

Sicurezza online per gli anziani: come proteggere la propria vita digitale

Il web è diventato parte della vita quotidiana: ci informiamo, parliamo con familiari, facciamo pagamenti. Tuttavia, come in qualsiasi spazio pubblico è molto importante esser consapevoli di ciò che ci circonda. Le truffe online che prendono di mira le persone anziane sono molto comuni e il loro numero e la loro sofisticazione continuano a crescere.

Secondo i dati della Polizia Postale, solo nel 2024 le truffe online hanno raggiunto quota 18.714. E no, non colpiscono solo chi “non è pratico”: i truffatori sono diventati così abili che chiunque può cascarci. Tra i crimini segnalati, le truffe di phishing sono in cima alla lista, seguite dalle truffe di supporto tecnico, dalle estorsioni e dalle violazioni dei dati personali.

I criminali prendono di mira gli over 60 sono perché ritenuti più disponibili economicamente e, secondo stereotipi (spesso sbagliati), più fiduciosi.

Tradotto: non è una questione di ingenuità, è una questione di essere nel mirino.

Le truffe più comuni (e perché funzionano)

I truffatori giocano sempre sulle stesse leve: urgenza, paura, fiducia.

  • Ti fanno credere che c’è un problema urgente
  • Si spacciano per qualcuno di affidabile (banca, tecnico, parente)
  • Ti spingono a decidere subito

Se ti mettono fretta, c’è già qualcosa che non va.

5 regole semplici per non farsi fregare

  1. Non cliccare link sospetti

Per prima cosa bisogna diffidare da messaggi strani o sospetti, anche se provengono da persone conosciute. Mail, messaggi di testo (SMS) o post sui social potrebbero contenere link dannosi.  Di solito il metodo più comune utilizzato dai truffatori per diffondere malware o link di phishing sono le mail di spam. Questi link indirizzano in altri siti che raccolgono informazioni personali e fiscali.

Come evitare attacchi malware o truffe di phishing?

Basta non cliccare sui link inviati tramite mail o messaggi di testo. Anche se sembra della banca o di un’azienda conosciuta, potrebbe essere falso. Basta un clic e rischi di regalare dati personali o installare virus.

Regola base:
vai sempre direttamente sul sito ufficiale digitando l’indirizzo, senza usare il link.

  1. Attenzione agli allegati

Anche se gli allegati alle email possono sembrare innocui, potrebbero contenere malware progettati per attaccare il vostro dispositivo. Questi virus possono essere camuffati da normali documenti word, Pdf, fatture ecc.

E’ importante non aprire allegati che non uno non aspetta o provenienti da aziende o persone sconosciute. In parole povere:  se non lo aspettavi, non aprirlo.
Se arriva, invece, da qualcuno che conosci ma ti sembra strano, verifica prima contattando la persona per assicurarti che sia stata lei ad inviarti qualcosa.

Sì, anche se ti sembra esagerato. Meglio esagerare che pentirsi.

  1. Diffida delle telefonate “strane”

Ti chiamano dicendo:

  • “C’è un problema sul conto”
  • “Il suo computer è infetto”
  • “Sono suo nipote, ho bisogno di soldi”

Sono tutte varianti della stessa cosa: truffa.

Oggi i numeri possono essere falsificati, quindi anche se sembra un numero “normale”, non fidarti.

Regola semplice:
chi ti chiede soldi o dati personali al telefono non è affidabile.

  1. Ignora i messaggi allarmanti sullo schermo

Quelle finestre che compaiono dicendo:

  • “Il tuo dispositivo è infetto”
  • “Chiama subito questo numero”

sono spesso trappole.

Se clicchi, rischi di installare programmi dannosi o di finire a parlare con un finto tecnico.

Soluzione: chiudi tutto senza interagire. Se non si chiude, spegni il dispositivo.

  1. Evita operazioni su Wi-Fi pubblici

Bar, hotel, aeroporti: comodi, ma poco sicuri.

Se fai operazioni sensibili (banca, pagamenti, documenti personali) su queste reti, qualcuno potrebbe intercettare i tuoi dati.

Se devi proprio farlo, usa una connessione protetta. Altrimenti aspetta di essere a casa.

Una cosa importante che molti sottovalutano

Se vieni truffato, non è perché sei “stato ingenuo”.

È perché qualcuno ha studiato esattamente come ingannarti.

Parlarne è fondamentale. Segnalare la truffa alla Polizia Postale e alla propria banca può limitare i danni e aiutare altri a non cadere nella stessa situazione.

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