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Cavi tranciati e ordigno vicino alla stazione di Bologna, si indaga per terrorismo

Proseguono le indagini sul sabotaggio alle linee ferroviarie di Bologna e Pesaro che ha causato disagi a migliaia di passeggeri. La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti, dopo il rinvenimento di cavi ferroviari tranciati e di un ordigno nei pressi della stazione di Castel Maggiore, nell’area bolognese. A causare alcuni dei danneggiamenti sono stati alcuni ordigni incendiari piazzati nei pozzetti della ferrovia. Gli accertamenti sono in corso e vengono condotti in coordinamento con le forze di polizia.

L’episodio si inserisce nel quadro dei sabotaggi avvenuti nella giornata di sabato 7 febbraio lungo la rete ferroviaria, che hanno provocato gravi disservizi e ritardi, coinvolgendo migliaia di viaggiatori. Per questi fatti è stata formalmente avviata un’inchiesta per terrorismo.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fatto sapere che, una volta individuati i responsabili, verrà avanzata una richiesta di risarcimento per i danni economici, definiti di entità milionaria. Il Mit ha inoltre ribadito l’intenzione di intervenire con fermezza per contrastare azioni considerate di estrema gravità, che incidono direttamente sulla mobilità e sulla vita quotidiana dei cittadini.

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