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NotizieCellule staminali contro la fragilità degli anziani

Cellule staminali contro la fragilità degli anziani

Man mano che si invecchia, il nostro corpo perde gradualmente la sua resilienza. Basta una semplice infezione o una piccola caduta per innescare una serie di problemi di salute. Questa condizione viene chiamata dagli esperti “fragilità” e priva molte persone over 65 della propria indipendenza. Una possibile nuova strada per contrastare la fragilità negli anziani arriva dalla ricerca sulle cellule staminali. I ricercatori hanno sviluppato un trattamento endovenoso chiamato laromestrocel che utilizza cellule staminali prelevate dal midollo osseo di donatori sani di età compresa tra 18 e 45 anni. La ricerca suggerisce che una singola somministrazione di queste cellule potrebbe migliorare la resistenza fisica nelle persone più avanti con l’età.

Secondo i ricercatori, si tratta di uno dei risultati più promettenti finora ottenuti nel tentativo di intervenire su una condizione che riguarda una parte significativa della popolazione over 50. La fragilità, infatti, può interessare fino a una persona su quattro in questa fascia di età.

Una condizione complessa

La fragilità non è una malattia unica e ben definita. Piuttosto è una condizione caratterizzata da diversi segnali di debolezza fisica ed è una delle principali cause di disabilità e riduzione della qualità della vita negli anziani. Le persone fragili tendono ad avere meno forza, minore resistenza e una maggiore vulnerabilità rispetto ai coetanei. Anche il recupero dopo eventi come una caduta o una malattia può essere più lento e difficile.

Proprio perché non dipende da una sola causa biologica, ma da un insieme di fattori, finora sono stati relativamente pochi i tentativi di sviluppare terapie mirate.

Il ruolo delle cellule staminali

Un gruppo di ricercatori guidato da Joshua Hare, direttore scientifico dell’azienda biotecnologica Longeveron di Miami, ha scelto di affrontare il problema utilizzando cellule staminali mesenchimali. Queste cellule, presenti ad esempio nel midollo osseo e nel tessuto adiposo, hanno la capacità di trasformarsi in diversi tipi di tessuti, come ossa, cartilagine e muscoli.

Inoltre producono sostanze che aiutano a ridurre i processi infiammatori dell’organismo, un fattore spesso associato all’invecchiamento e alla perdita di funzionalità fisica.

Un aspetto particolarmente interessante è che queste cellule vengono riconosciute poco dal sistema immunitario. Di conseguenza, chi riceve il trattamento non deve assumere farmaci immunosoppressori, che potrebbero essere rischiosi per persone già fisicamente fragili.

I risultati dello studio

Per lo studio sono state utilizzate cellule staminali ottenute dal midollo osseo di donatori sani e successivamente coltivate in laboratorio. I ricercatori hanno coinvolto 148 partecipanti tra i 70 e gli 85 anni con fragilità lieve o moderata. Di questi, 118 hanno ricevuto una delle diverse dosi di cellule staminali, mentre 30 hanno ricevuto un placebo.

A distanza di nove mesi, i partecipanti che avevano ricevuto la dose più alta hanno mostrato un miglioramento significativo della resistenza fisica. Nel cosiddetto “test dei sei minuti di cammino” sono riusciti a percorrere mediamente circa 60 metri in più rispetto a prima del trattamento, con un incremento di circa il 20%.

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