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Covid-19: le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità per il sostegno alle persone con demenza


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Covid-19: le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità per il sostegno alle persone con demenza

L'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il 23 ottobre 2020 le Indicazioni ad interim per un appropriato sostegno alle persone con demenza nell’attuale scenario della pandemia di COVID-19, con l'obiettivo di fornire ai professionisti sanitari e socio-sanitari e ai caregiver alcune indicazioni pratiche per prevenire il contagio e fornire il supporto necessario a tutte le persone con demenza. (Istituto Superiore di Sanità Indicazioni ad interim per un appropriato sostegno alle persone con demenza nell’attuale scenario della pandemia di COVID-19. Versione del 23 ottobre 2020. Tavolo per il monitoraggio e implementazione del Piano Nazionale delle Demenze 2020, iii, 56 p. Rapporto ISS COVID-19 n. 61/2020.)
Il Rapporto stima che nel nostro Paese vivano circa un milione e 100 mila persone affette da demenza, di cui circa il 60% con demenza di Alzheimer; quasi il 78% ha un’età superiore agli 80 anni e le donne sono in prevalenza, con un rapporto di 2,4:1; circa il 20% delle persone con demenza vivono in strutture residenziali.
Questi pochi dati bastano, quindi, a delineare uno scenario che con la pandemia presenta un rischio aumentato di esiti sfavorevoli, compresa la mortalità, anche per effetto della frequente presenza di patologie croniche concomitanti.
Per questo occorre che tutti coloro che si prendono cura di persone non autosufficienti e, in particolare, di persone con demenza, adeguino il loro operato e riorganizzino le loro attività.
Il Rapporto indica che
“La riorganizzazione delle attività cliniche e assistenziali rivolte alla persona con demenza, imperativa in questo momento storico, deve tenere conto:

  • del cambiamento dei bisogni di salute dei pazienti, che hanno spesso presentato un rilevante peggioramento clinico nel corso dell’epidemia;
  • dell’aumentato stress assistenziale per i caregiver;
  • della necessità di ridurre il rischio di contagio da SARS-CoV-2, per utenti e operatori, nelle strutture socio-sanitarie;
  • della riorganizzazione strutturale generale dei servizi sanitari e socioassistenziali in atto.”

Per fare questo viene indicata anche la presa in carico delle persone con demenza e dei loro caregiver attraverso l’attivazione di interventi da remoto al fine di garantire la continuità delle cure, limitare il rischio di contagio, e inquadrare i principali bisogni assistenziali degli utenti.
Come anche noi abbiamo già avuto modo dire, anche il Rapporto dell'ISS ritiene che “Il maggior carico richiesto a operatori e famiglie dovrebbe corrispondere ad un adeguato sostegno da parte delle Istituzioni”.
Le indicazioni operative vere e proprie sono raccolte in due capitoli: uno riguarda l'assistenza al domicilio alle persone con demenza, mentre l'altro si occupa degli interventi forniti in strutture residenziali e semiresidenziali.
Questi temi, anche per la loro vastità, verranno da noi affrontati successivamente, in un'ottica qualitativa, in due diversi momenti. Oggi ci limiteremo solamente a dare una breve lettura quantitativa dei due argomenti.

Assistenza in contesto domiciliare alla persona con demenza

In Italia, circa l’80% delle persone con demenza è assistito da caregiver in contesto domiciliare  e molte di queste sono state e sono coinvolte in modo rilevante dall’epidemia di COVID-19, facendo registrare un elevato numero di contagi e decessi.
“In tale scenario, le indicazioni rivolte all’assistenza in contesto domiciliare alla persona con demenza che vengono fornite in questa sezione hanno due finalità principali che devono essere simultaneamente perseguite:

  • ridurre il rischio di contagio da SARS-CoV-2 in virtù dell’elevato rischio di esiti sfavorevoli in tale categoria di individui;
  • garantire la continuità delle cure e il mantenimento delle routine e di tutte quelle attività che sono fondamentali per la gestione della persona con demenza e per il benessere psico-fisico di quanti sono coinvolti nell’assistenza”.

Assistenza alla persona con demenza in contesto semiresidenziale e residenziale                                     

Il Rapporto riporta dati, non recentissimi, di un'indagine dell’ISTAT sui presidi residenziali, al 31 dicembre 2013 secondo cui erano attive in Italia 12.261 strutture residenziali socioassistenziali e socio-sanitarie che disponevano complessivamente di 384.450 posti letto.
In essi erano assistite 367.485 persone; quasi 279 mila (75,8%) avevano almeno 65 anni, oltre 71 mila (19,3%) un’età compresa tra i 18 e i 64 anni, oltre 17 mila (4,8%) erano giovani con meno di 18 anni.
Gli ospiti anziani non autosufficienti erano 210 mila. Tra gli anziani, oltre la metà era ultraottantacinquenne, e donne in più di tre casi su quattro.
Le strutture residenziali che erogavano assistenza socio-sanitaria erano 8.272 (67.4%) per un ammontare di oltre 285 mila posti letto (il 74,2% dei posti letto complessivi).
Il dato più aggiornato sui servizi semiresidenziali è disponibile da una survey condotta negli anni 2015- 19, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Nazionale delle Demenze-ISS, che ha censito 607 strutture semiresidenziali o Centri Diurni per anziani. Di questi il 16.8% è pubblico a gestione diretta ed ha una mediana di 13 posti disponibili di cui 10 riservati a pazienti con demenza. Nel rimanente 83.2% dei Centri Diurni convenzionati, si rileva una mediana di 20 posti disponibili di cui 10 riservati a pazienti con demenza.
L’Osservatorio Nazionale delle Demenze-ISS ha attualmente censito anche 3.417 strutture residenziali (RSA) per anziani, pubbliche o convenzionate.
Nella survey condotta dall’ISS negli anni 2015-19 su un campione di 330 RSA, il 26% dei residenti risultava affetto da demenza.
In una revisione sistematica condotta in Europa nelle RSA per anziani, la prevalenza per la demenza era pari al 58% e tra le persone con demenza circa il 78% presentava disturbi comportamentali. Inoltre, si sottolinea come nelle RSA per anziani è frequente il fenomeno della sottostima della diagnosi di demenza.
Infine, è stato stimato che nelle RSA per anziani in Europa dal 60% all’83% dei deceduti era affetto da demenza.

Da qui, partiremo per i prossimi approfondimenti.


Felice Maran

Esperto di qualità dei servizi socio-sanitari, è stato Responsabile di Servizi Sociali comunali e Coordinatore dei Servizi Sociali dell’Az. USL di Ferrara; Direttore delle Attività Socio-Sanitarie della stessa AUSL; Direttore del Distretto Ovest dell’AZ. USL di Ferrara. Autore di articoli e pubblicazioni di settore, ha svolto attività di ricerca, docenza e formazione presso l’Università di Ferrara ed Enti di formazione.


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