Silvio Garattini, farmacologo, oncologo e ricercatore, a 97 anni compiuti continua a parlare di salute e longevità. Nelle sue ultime partecipazione televisive a La volta buona su Raiuno e Che tempo che fa sul Nove, il Farmacologo ha ribadito quali fossero secondo lui i principi cardine dell’alimentazione sana: mangiare con moderazione, alzarsi da tavola senza sentirsi appesantiti, ridurre drasticamente il consumo di vino. E, quando si sceglie la pasta, preferire quella integrale.
Secondo Garattini, si parla ancora poco di longevità, soprattutto a scuola. Basterebbe l’introduzione di un’ora a settimana di educazione alla salute, affidata a docenti competenti, per incidere in modo significativo sulla cultura collettiva. Sarebbe un investimento minimo con un impatto significativo sul benessere collettivo.
Alla base di qualsiasi modello alimentare, sottolinea lo scienziato, c’è una regola semplice e universale: mangiare poco e in modo vario, evitando di sovraccaricare l’organismo. Garattini sconsiglia il digiuno totale, non considerandolo una soluzione efficace. Anche nei giorni in cui pranza poco, racconta, non rinuncia almeno a una spremuta d’arancia o a una banana.
I tre “no” di Garattini
Il ricercatore ha escluso dalla tavola tre alimenti. Il primo alimento è il vino. Dopo la classificazione dell’alcol come sostanza cancerogena da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, Garattini ha scelto di eliminarlo del tutto, evitando persino di regalarlo. Accanto all’alcol, lo scienziato ha bandito dalla tavola altri due alimenti: la carne rossa e il burro. Quest’ultimo, spiega, dovrebbe essere sostituito dall’olio extravergine d’oliva. La carne rossa, invece, è associata a un aumento del rischio di tumore del colon e alla produzione di sostanze dannose per il sistema cardiovascolare. Se consumata, deve essere limitata a quantità minime, non oltre i 100-150 grammi a settimana, privilegiando altre fonti proteiche, in particolare il pesce.
Per quanto riguarda il digiuno intermittente, Garattini invita a ridimensionarne il ruolo. Per lo scienziato non è importante quando si mangia, ma quanto si mangia. Si può mangiare tre o cinque volte al giorno, afferma, purché il totale resti contenuto e la scelta degli alimenti ricada soprattutto su frutta, verdura, pane e pasta integrali. In definitiva, più del “quando”, è il “quanto” a fare la differenza.



