Pensare di invecchiare, soprattutto pensare alle conseguenze sulla salute, potrebbe accelerare l’invecchiamento a livello cellulare. Secondo un recente studio, preoccuparsi costantemente per il passare degli anni potrebbe riflettersi persino nei meccanismi biologici che regolano il nostro corpo.
La preoccupazione per l’invecchiamento è spesso trattata come una questione emotiva, ma studio dimostra che non si tratta solo di pensieri malinconici davanti allo specchio. Lo stress legato all’idea di diventare più fragili o malati può trasformarsi in una pressione continua che, nel tempo, influisce sui processi cellulari.
Un’ansia molto diffusa, soprattutto tra le donne
Il timore di invecchiare accompagna molte persone, per le donne, però, il peso può essere maggiore. Questo a causa di modelli sociali che esaltano giovinezza, bellezza e fertilità, facendo apparire l’invecchiamento come qualcosa da contrastare o nascondere.
Nel momento in cui questi pensieri non sono saltuari ma ricorrenti, il corpo entra in modalità stress prolungato. E lo stress cronico, come già ampiamento dimostrato, non resta confinato nella mente: può influenzare il sistema cardiovascolare, le difese immunitarie e i livelli di infiammazione.
I ricercatori hanno, inoltre, osservato che lo stress può agire sull’espressione dei geni attraverso modifiche epigenetiche. Il DNA non cambia, ma cambia il modo in cui viene “letto”, e questo può incidere sull’invecchiamento biologico.
La ricerca: cosa è stato analizzato
I ricercatori per esaminare il rapporto tra queste preoccupazioni e l’invecchiamento biologico, hanno esaminato i dati di 726 donne coinvolte nello studio americano MIDUS (Midlife in the United States.
Alle partecipanti è stato chiesto quanto temessero:
- il peggioramento della salute,
- la perdita di attrattiva fisica,
- la fine della fertilità.
Parallelamente, tramite campioni di sangue, è stato valutato l’invecchiamento biologico utilizzando due strumenti epigenetici capaci di stimare:
- la velocità con cui il corpo sta invecchiando,
- il livello di danno biologico accumulato nel tempo.
Il dato più interessante
Il risultato è stato piuttosto chiaro: più alta era la preoccupazione di invecchiare, più veloce risultava il ritmo dell’invecchiamento biologico.
Ma non tutte le paure avevano lo stesso peso. Le preoccupazioni relative alla salute mostravano l’associazione più forte con un’accelerazione biologica. I timori legati all’aspetto o alla fertilità, invece, non evidenziavano lo stesso impatto.
Una possibile spiegazione? Le paure per la salute tendono a diventare più concrete con il passare degli anni, mentre quelle estetiche o riproduttive possono attenuarsi con il cambiare delle priorità personali.



