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Via libera al Piano per la non autosufficienza: più risorse e nuovi servizi, in attesa del piano dedicato agli over 70

La Conferenza unificata ha dato l’ok al Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, accompagnato da uno stanziamento complessivo di circa 3 miliardi di euro. Si tratta di fondi importanti che serviranno, nei prossimi anni, a rafforzare servizi fondamentali come l’assistenza domiciliare, il sostegno alla vita indipendente e l’inclusione sociale delle persone con disabilità non autosufficienti, fino ai 70 anni. Per gli anziani over 70, invece, è previsto un Piano specifico, dedicato esclusivamente alla popolazione più anziana, che dovrebbe essere approvato a breve

Nel dettaglio, sono previsti 982 milioni di euro per il 2025, 934 milioni per il 2026 e oltre un miliardo per il 2027. Risorse che saranno distribuite alle Regioni e utilizzate direttamente nei territori. Misura tanto attesa dalle Regioni poiché consentirà di garantire la prosecuzione delle misure assistenziali e dei servizi già previsti, nonché di ampliare l’offerta.

Questo Piano arriva in una fase di cambiamento del sistema di welfare italiano, dopo le recenti riforme sulla disabilità e sulla non autosufficienza. Proprio per questo avrà anche il compito di accompagnare una fase di transizione, facendo da “ponte” tra il sistema attuale e quello nuovo che si sta costruendo.

Il Piano introduce delle novità. La prima novità riguarda la platea dei destinatari: il Piano 2025-2027 è rivolto a tutte quelle persone che, a causa di particolari condizioni di salute o sociali o di relazione, privi di assistenza continua, vedono fortemente limitata la partecipazione ai propri contesti di vita.

Nello specifico esso è destinato a:

  • Persone con disabilità fino ai 70 anni;
  • Persone non autosufficienti, affette da gravi limitazioni o perdita dell’autonomia;
  • Persone parzialmente autosufficienti titolari di Legge 104 o invalidità con accompagnamento

Un’altra novità riguarda invece i criteri economici per accedere ai servizi. In particolare, per le situazioni più gravi, le soglie Isee vengono alzate: non potranno essere inferiori a 50mila euro (65mila euro nel caso di minori). L’obiettivo è evitare che restino escluse famiglie che, pur non essendo povere, affrontano spese molto elevate per l’assistenza.

Cambia anche il modo in cui le risorse vengono distribuite tra le Regioni. La maggior parte dei fondi (l’80%) sarà assegnata in base alla popolazione anziana, mentre il resto terrà conto delle persone che ricevono l’indennità di accompagnamento e di chi ha disabilità grave certificata. È previsto comunque un meccanismo di compensazione per evitare tagli improvvisi ai territori.

Al centro del nuovo Piano c’è anche il cosiddetto “Progetto di Vita”, cioè percorsi personalizzati pensati sulla base dei bisogni della singola persona, con particolare attenzione alla possibilità di vivere in modo autonomo. A questo obiettivo sono destinati fondi specifici ogni anno.

Le Regioni hanno espresso soddisfazione per l’approvazione del Piano, sottolineando però la necessità di rendere rapidamente disponibili le risorse, per garantire continuità ai servizi già attivi e non lasciare senza supporto le persone più fragili.

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