In Italia, il sistema delle residenze per anziani sta iniziando a mostrare i primi segni di cedimento, dovuto principalmente alla carenza di personale sanitario in grado di assistere adeguatamente le persone fragili nei prossimi anni.
Per risolvere questo problema, alcune strutture del Friuli Venezia Giulia hanno già deciso di muoversi in anticipo avviando un piano di reclutamento internazionale per operatori socio-sanitari, con i primi arrivi previsti a breve da India e Filippine.
Non si tratta di una scelta casuale ma di una strategia necessaria per affrontare questa crisi. Una crisi dovuta non solo a problemi di reclutamento ma anche ad una scarsa attrattività del lavoro di cura.
Una carenza che non si può più ignorare
Nel Nordest, così come in molte regioni italiane, c’è carenza di operatori, mentre le liste d’attesa per entrare nelle RSA crescono di giorno in giorno. Il risultato? Sempre più anziani hanno bisogno di assistenza mentre sono sempre meno le persone disposte a fornirla.
Questo problema non nasce oggi, ma è figlio di tre dinamiche che si alimentano a vicenda:
- una popolazione che invecchia rapidamente
- la difficoltà crescente nel trovare personale qualificato
- lo spostamento degli operatori verso contesti lavorativi più appetibili
La risposta: reclutamento globale e formazione mirata
Per evitare il collasso operativo, alcune strutture Nordest hanno deciso di reclutare personale attraverso procedura di selezione internazionale.
Chi viene scelto segue un percorso di cinque mesi che combina:
- formazione professionale adattata alle procedure italiane
- studio della lingua italiana fino a un livello intermedio (B1)
Il nodo culturale (quello che tutti pensano ma pochi dicono bene)
Oltre agli aspetti tecnici, resta il tema più delicato: l’integrazione.
Le differenze culturali non sono un dettaglio quando si parla di cura quotidiana, relazione con gli anziani e lavoro in équipe. Il gruppo ha dichiarato di aver considerato anche questo nella scelta dei Paesi.
Le Filippine, in particolare, vengono viste come un bacino “compatibile”: forte tradizione nel lavoro sanitario all’estero, buona conoscenza delle lingue e un contesto culturale percepito come più vicino a quello italiano.
È una lettura pragmatica, anche se un po’ semplificata. Le persone non sono checklist culturali, ma quando sei disperato abbastanza da non avere personale, inizi a ragionare anche così.



