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NotizieTumori urologici, la medicina cambia passo: più attenzione alla persona

Tumori urologici, la medicina cambia passo: più attenzione alla persona

Sono circa 87 mila i nuovi casi di tumore della prostata, della vescica, del rene e del testicolo registrati in Italia ogni anno. Per queste patologie, completamente differenti tra di loro, negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante sia nella diagnosi che nelle cure. La novità più importante riguarda il cambio di approccio: non viene individuato solo il tumore ma si cerca di capire quanto sia pericoloso e quale sia la cura migliore per quella specifica persona.

Prostata: il PSA va interpretato

Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente nella popolazione maschile italiana., con oltre 40 mila nuove diagnosi ogni anno. Si tratta di una malattia che presenta diverse sfumature, pertanto richiede percorsi differenti in base a quelle che sono le caratteristiche del tumore nonché le condizioni della persona.

Nella prevenzione e controllo di questa malattia, il PSA, ossia l’esame del sangue utilizzato per controllare la prostata, continua ad avere un ruolo fondamentale, ma la presenza di un valore alto non è indicativo della presenza di un tumore. L’alterazione può dipendere da altri fattori.

Per tale motivo si tende a evitare esami diagnostici non necessari mentre si considerano fattori di rischio quali età, familiarità, condizioni di salute e caratteristiche individuali. Nel caso in cui il PSA presenta valori sospetti, il medico può richiedere desta qualche sospetto, il medico può richiedere ulteriori accertamenti, tra cui la risonanza magnetica della prostata, prima di decidere se sia davvero necessario effettuare una biopsia.

Non conta solo guarire, ma anche come si vive dopo le cure

La medicina negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante consentendo tali da consentire a sempre più persone di vivere a lungo dopo una diagnosi di tumore. L’obiettivo delle cure pertanto non è solo estirpare la malattia ma preservare il più possibile la qualità della vita.

Quando si tratta di tumori urologici, significa prestare attenzione anche alla funzione urinaria, alla sessualità e al benessere psicologico. In alcuni casi, le tecniche chirurgiche, compresa la chirurgia robotica, possono consentire interventi più mirati. Anche radioterapia e terapie farmacologiche vengono oggi scelte valutando con maggiore attenzione il rapporto tra benefici e possibili effetti indesiderati.

E’ necessario informare bene il paziente prima di intraprendere le cure e offrire, quando necessario, percorsi di riabilitazione e sostegno psicologico diventa quindi parte integrante della cura.

Intelligenza artificiale e analisi del sangue: nuove possibilità

La ricerca sta aprendo anche nuove strade. L’intelligenza artificiale supporta i medici nell’analisi delle immagini come risonanze e TAC e consente di riconoscere più facilmente alcune caratteristiche delle malattie.

Anche la biopsia liquida, un semplice prelievo di sangue che può permettere di cercare tracce del DNA del tumore presenti nel sangue, può fornire un valido ausilio. Si tratta, però, di una tecnologia promettente, ma ancora in fase di studio per molte applicazioni. L’obiettivo è mettere insieme sempre più informazioni per arrivare a una medicina più precisa e personalizzata.

 

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